rouvy fregare cervello

Fregare il proprio cervello – Il metodo Rouvy

Per chi non lo sapesse, Rouvy è un simulatore di ciclismo. Per farla breve si scarica su pc/cellulare e l’omino sullo schermo replica le prestazioni che facciamo sui rulli.

La cosa che mi piace molto è che si possono scegliere strade reali da percorrere, che lo rende meno noioso di Zwift, a mio modo di vedere.

Il primo giro che ho fatto, il 2 gennaio 2021, è stato il passo Pordoi.

Per il semplice motivo che l’avevo fatto la scorsa estate e volevo immergermi nuovamente in quell’esperienza.

Panorama dal passo Pordoi
Foto che testimonia l’impresa!

Soffrendo lo completo sui rulli in 47 minuti.

Ieri sera, 26 giorni e parecchi allenamenti dopo, decido di affrontarlo nuovamente per vedere i miglioramenti.

Stavolta si fa sul serio!

Solitamente i primi 10 minuti del tracciato li uso come riscaldamento, andando piano.

Questo ovviamente non fa altro che alzare il tempo impiegato.

Ieri mi dico: “Eh, no!”. Oggi faccio il riscaldamento prima di iniziare il tracciato, così lo faccio a tutta.

Faccio partire il timer del ciclocomputer e inizio a pedalare.

Dopo 10 minuti… VIA! Premo start su Rouvy e aumento il ritmo.

Il percorso è lungo 9km quindi avevo contato che se avessi impiegato 15 minuti ogni 3km avrei migliorato il record in tranquillità.

Cazzo!

Passano 1.5km, guardo il timer e… 16 minuti. Ma cazzo mi dico!!! Sto andando veloce e sono più lento della scorsa volta?

Non è possibile, aumento il ritmo, non esiste questa cosa! (so essere molto competitivo!).

3km, la situazione migliora ma di molto poco.

L’illuminazione. Sono un idiota!

A 5km, quindi superato metà tragitto, guardo il timer del ciclocomputer.

Poi guardo il timer di Rouvy.

Poi guardo il timer del ciclocomputer.

Poi mi dico: “Ma sei proprio un coglione!”.

Cosa stava succedendo? Semplice! Basavo il mio tempo sul timer che avevo fatto partire prima del riscaldamento

E grazie al cazzo che ero più lento dell’altra volta, ero partito 10 minuti dopo!

Faccio un breve check-up delle mie condizioni. Mi sento bene. “Ok, continuiamo con questo ritmo e vediamo”, mi dico.

Arrivo in cima esausto ma con un tempo di 37minuti.

Riflettiamo

E’ inutile negare l’evidenza, il cervello domina su qualsiasi cosa.

Puoi essere stanco morto ma avere un obiettivo o avere una falsa percezione del tuo attuale sforzo. In entrambi i casi il cervello dirà ai nostri muscoli “movete il culo, non potete essere già stanchi”.

E la cosa bella sapete qual è? Che i muscoli obbediranno! (vedi il mio esempio).

Banalmente, possiamo arrivare ad una partita con gli amici in condizioni psico fisiche disastrose, ricevere un messaggio dalla ragazza che stiamo corteggiando e… basta. Non ce n’è più per nessuno!

O al contrario essere in piena forma ma avere una brutta giornata o essere tristi e… ecco che la situazione si capovolge.

La cosa più incredibile, per la quale ho deciso di scrivere questo articolo, è il fatto che il cervello fa delle considerazioni su quello che lui crede essere la realtà!

E la novità qual è?

Lo so che questo concetto vi potrà sembrare già familiare. Anche a me lo era, solo che mi mancava un pezzo.

L’ultimo passo, quello fondamentale.

E se forzassimo le situazioni che fanno andare su di giri il nostro cervello?

Bello, grazie… ma come si fa?

Purtroppo qua non ci si inventa nulla. Bisogna conoscersi.

A 36 anni ormai posso dire di sapere alcune cose che “dopano” il mio cervello.

Ad esempio sapere di essermi allenato a dovere prima di una gara. Oppure, riferendomi all’universo di diventeromilionario.it, quando scrivo un articolo o registro un episodio del podcast che viene proprio bene… Allora sono su di giri.

La giornata o la nottata saranno ottime.

Mentre invece se non lo faccio… passo una giornata/nottata mediocre.

La differenza è sottile ma enorme

Già perché se mi sveglio dopo un sonno ristoratore, la prima cosa che mi viene da dire è: “Cavoli, oggi scrivo un altro articolo!”.

Mentre a seguito di una giornata mediocre, il mio entusiasmo e la mia voglia di produrre contenuti sarà pari a zero.

Un giorno non fa la differenza, ma dopo due, tre o quattro… Le cose potrebbero sfuggirci di mano.

Anche per questo, sarebbe necessario hackerare il nostro cervello periodicamente (io lo faccio con il podcast quotidiano ad esempio).

In questo modo non si arriva mai ad essere così demotivati da dover faticare molto per uscire dallo stato di stallo.

E voi?

Vi sarà sicuramente capitata qualche situazione come quelle sopra citate. Avete già capito quali sono e cercate di replicarle a vostro piacimento o non ci avevate fatto ancora caso?

Fatemelo sapere nei commenti o via mail a info@diventeromilionario.it

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