Mail da Picrights (+AFP) per utilizzo di immagini con Copyright

Così, dopo aver festeggiato la fine del 2021 e l’inizio del 2022 con una serie di numeri mirabolanti, il 4 gennaio è iniziato il declino a causa di Picrights.

Alle ore 15:53 di martedì 4 gennaio vedo apparire sul cellulare la notifica della mail con oggetto “Utilizzo non autorizzato dell’immagine/delle immagini di Agence France-Presse“.

Oggetto della mail di PicRights
Oggetto della mail di PicRights

Panico.

Da quando ho iniziato a scrivere sul blog ho sempre fatto attenzione a non usare immagini protette (grazie al filtro di Google e a questo sito).

Si sa difatti che andare ad utilizzare materiale protetto è un bel rischio.

Basterà cancellarla

Vabbè, dai. Vediamo di che immagine si tratta ma credo che basti cancellarla e amici come prima.

Ecco, infatti scrivono “Diversamente, se non disponete di una licenza valida per l’utilizzo di questa immagine / queste immagini, vi preghiamo di rimuoverla/le immediatamente dal vostro sito web.“.

Bon bon, dai. La cancello e basta.

Poi leggo sotto

Precisiamo che la semplice rimozione dell’immagine/delle immagini non vi esime dall’obbligo di risarcire il danno, danno che viene quantificato in €158.00, per il pregresso utilizzo non autorizzato dell’immagine/delle immagini. La richiesta di risarcimento è valida indipendentemente dal fatto che l’utente fosse o meno a conoscenza che l’immagine/le immagini venivano utilizzate senza licenza“.

Restiamo in attesa di un cortese riscontro entro 14 giorni dalla presente al fine di poter definire la vicenda in questione in tempi rapidi ed in via conciliativa.

Panico, parte 2.

La prima reazione

L’immagine, che non inserisco per evitare ulteriori comunicazioni, è quella di Bolt che taglia il traguardo prima di tutti. Era usata per scopo assolutamente decorativo e nient’altro.

Che palle, mi dico. Per una foto del cavolo devo pagare 150€.

Poi mi chiedo: “Ma devo pagarli sul serio?”. Fammi dare un’occhiata in internet.

Un risultato rassicurante
Un risultato rassicurante

Il risultato che ho cerchiato in rosso iniziata a darmi qualche sollievo. Parlano di trolling operation, quindi forse posso stare tranquillo.

Lo leggo ma non sono alleggerito. Dicono comunque che la società è legittima e che bisogna rispondere per chiedere ulteriori informazioni sull’immagine in questione.

Non sono abituato a rispondere, anche perché ogni parola ha un peso e potrei in qualche modo espormi più del dovuto ad ulteriori richieste.

Ho bisogno di confrontarmi con qualcuno, quindi chiedo consigli in giro.

Sono problemi nostri

Quello che emerge (anche sul gruppo Telegram) è che una semplice mail (non pec) non ha nessuna validità e quindi il loro consiglio è quello di lasciare perdere, non rispondere e non pagare.

Consiglio che probabilmente avrei dato anche io.

Se non fosse che ero il diretto interessato e di conseguenza non potevo permettermi di lasciare delle cose in sospeso che col tempo avrebbero potuto aumentare di costo.

Se non rispondo e fra un mese mi scrivono per chiedermi 1500€? Cosa faccio? Nessuno verrebbe a toglierci le castagne dal fuoco, quindi dobbiamo agire subito.

Pago?

L’unica soluzione che stavo prendendo in considerazione era quella di pagare. Inoltre leggendo in giro sembrava che la cifra fosse trattabile a seguito di una richiesta via mail.

Così mi convinco che sia la strada migliore.

Prima però passo in rassegna tutto il sito cancellando ogni immagine dubbia, per evitare il riproporsi di situazioni del genere.

rightsIntestazione della mail di PicRights e LaPresse
rightsIntestazione della mail di PicRights e LaPresse

Una volta fatto, scrivo una mail chiedendo uno sconto e mi viene risposto, pochi minuti dopo, che mi concedevano una riduzione del 10%.

Non male, dai. 140€ e la cosa si chiude.

Pianifico il pagamento per il giorno successivo di modo da capire da quale conto corrente farlo partire e archivio mentalmente la pratica.

Se no che… bling. Altra notifica, sempre di Picrights. Richiesta di 157€ per una foto di Tamberi e Jacobs che esultavano dopo avere vinto l’oro.

La trama si infittisce

Sarà un caso che pochi minuti dopo la mia mail ne sia arrivata un’altra da parte loro?

Non lo sapremo mai, ma a questo punto Picrights inizia a insospettirmi.

Una foto va bene, posso anche pagarla. Ma la seconda richiesta mi da la sensazione di essere l’inizio di una lunga trafila.

Magari non da parte loro, ma se dovessero condividere il mio contatto con altre aziende simile alla loro, sarei in un bel guaio.

Una volta che ti fai la nomea del pollo che paga subito e senza alzare un dito, inizi ad essere una persona molto interessante per una nicchia particolare del mercato (i truffatori).

Non pago (forse)

In questa altalena tra si e no, ero davvero indeciso. 300€ non sarebbero un problema, se non ci fosse la possibilità all’orizzonte di ricevere ulteriori richieste (magari crescenti).

Avevo 14 giorni prima della scadenza della loro richiesta e così mi sono concesso una settimana di tempo per pensare ad altro e lasciar sedimentare il pensiero (che in realtà mi ha turbato per tutto il tempo).

La decisione finale

Arriva il giorno fatidico e la mattina mi alzo dal letto con una convinzione. Pago e basta.

Mentre mi dirigo in ufficio, però, mi tornano in mente i consigli di non pagare, che è una truffa e che non è giusto regalare i soldi.

Alla fine, se ci pensiamo, fatichiamo così tanto per guadagnarli che è davvero stupido darli via così.

Mi concedo ancora qualche ora di navigazione per cercare una soluzione alternativa.

Finisco sul sito di un giornalista (che avevo già visitato) e rileggo l’articolo.

Anche lui aveva vissuto una situazione simile alla mia e aveva reagito.

Alla fine del testo noto un link che mi era sfuggito che mi porta ad una form di contatto specifica per questo problema.

Non mi faccio pregare, la compilo e la mando.

Tempo un’ora e avevo già la risposta e già una proposta con un piano d’azione.

Inizia dicendo che la loro pratica è scorretta e che da quando ha pubblicato l’articolo ha ricevuto una valanga di mail, tanto che ha iniziato una collaborazione con un avvocato per riuscire ad evadere tutte le pratiche.

Il piano di azione

La consulenza da parte di questo giornalista per capire se la mail fosse legittima o no ha un costo di 100€, ai quali vanno sommati altri 100€ da versare all’avvocato.

Verso i primi 100€, mi viene detto che la mail non è legale e mi viene dato il numero dell’avvocato.

Il giorno dopo lo contatto telefonicamente, mi tranquillizza, mi dice che mi manderà una procura per procedere con una diffida civile verso Picrights.

Ovviamente devo provvedere a versare gli altri 100€.

A questo punto, con una spesa di 200€ e una mezz’ora del mio tempo dedicata a questa attività, in teoria era tutto risolto.

La mail con la diffida

Dopo qualche ora ricevo in copia la mail con la quale l’avvocato, via pec, ha comunicato a Picrights l’irricevibilità della richiesta intimandogli di smettere.

Tutto questo avveniva giovedì scorso. Siamo a martedì ed ancora non ho avuto comunicazioni da nessuno.

Tutto risolto?

Spero vivamente che tutto si sia risolto e di non avere più comunicazioni a riguardo. Non ne sono convito, dato che ho letto che sono soliti fare un tentativo ulteriore aumentando di molto le cifre e iniziando a parlare di avvocati e di tribunali.

Nel caso dovesse succedere, a parte attivare modalità “panico – parte 3” ed avere un giramento di coglioni incredibile, aggiornerò questo articolo (ad ora siamo al 18 gennaio 2022)

Aggiornamento del 1 marzo 2022: Nessuna novità da PicRights, quindi inizio ad essere molto tranquillo a riguardo.

Una riflessione

Precisazione: Sono certo che il giornalista e l’avvocato siano assolutamente legittimi in quanto, dopo diversi mesi, non ho più avuto notizie da PicRights.

Quindi di sicuro non è questo il caso, ma è giusto fare una riflessione a riguardo perché le truffe sono sempre più raffinate.

Direte: “Fortuna che hai trovato quell’articolo e ti sei rivolto a quel giornalista e all’avvocato”. Forse, ma andando un po’ avanti nella riflessione e facendoci un po’ di seghe mentali potremmo pensare ad uno scenario del genere: “Picrights, il giornalista e l’avvocato sono la stessa persona”.

Perché no? Alla fine se c’è un problema diffuso e tu sei la soluzione in cima ai risultati di Google, potresti crearci un business attorno.

Se pensiamo anche alla cifra richiesta di 200€, molto simile a quanto chiesto da Picrights, vediamo come sia troppo invogliante agire in questo senso per difendersi.

Ora, ripeto, questo non è il caso e sono certo che abbiano agito per il mio meglio.

Però è fondamentale aprire la mente.

Voglio far passare il concetto che non dobbiamo mai dare tutto per scontato solo perché lo abbiamo trovato in cima ai risultati di Google.

Bisogna sempre porsi delle domande, fare anche supposizioni irreali e trovare indizi a favore e contro. Essere il più oggettivi possibili è una delle poche cose che può salvarci dal prendere decisioni avventate sulle ali dell’emotività

Quello che ho fatto io, e che consiglio anche a voi, è di cercare informazioni sulle persone con le quali avete a che fare.

Nel mio caso ho cercato se effettivamente il giornalista fosse iscritto all’ordine dei giornalisti e la stessa cosa per l’avvocato.

Lo erano entrambi. Inoltre anche i loro profili social corrispondevano a quanto detto.

Concludendo

Spero che da questo racconto possiate ottenere diversi spunti interessanti. Il primo, ovviamente, di non utilizzare materiale protetto da copyright.

Il secondo è di non fidarsi ciecamente di persone che non conosciamo, anche se pensiamo stiano agendo per il nostro bene.

Terzo ed ultimo, bisogna ricordarsi sempre che per certi aspetti siamo da soli e dobbiamo decidere usando unicamente la nostra testa. Va benissimo chiedere consiglio per avere altri punti di vista, ma non possiamo farci condizionare troppo. Le conseguenze, difatti, cadono in capo e noi e solamente a noi.

E’ successo anche a te?

Nel caso fosse successo anche a te, non esitare a scrivermi nei commenti o per mail a info@diventeromilionario.it. Sono molto interessato a capire la tua situazione e vedere come hai reagito!

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15 Comments

  • Daniele

    Ciao, mi trovo in una situazione come quella da te descritta nell’articolo.

    Ho ricevuto un primo avviso da PIC RIGHTs riguardante un’immagine del mio sito che faceva parte dei contenuti demo del template che ho utilizzato e che per svista è stata online per un paio di giorni, a quanto pare abbastanza per il loro crawler per trovarla.

    Ho ignorato il primo avviso, sentito un avvocato che mi ha detto che la mail ricevuta in quel modo non ha nessuna validità, e di rispondere spiegando il modo sfortunato e involontario in cui l’immagine è finita online sul mio sito.

    Ho scritto loro spiegando la circostanza, mi hanno risposto in pratica che non gli importava il come, in quanto l’immagine era stata comunque online senza permesso.

    Ho ignorato questa risposta, e stamattina riceveuto un terzo avviso che inizia a parlare di passare la palla a un legale con penziale aumento dei costi e delle spese legali. La richiesta iniziale in via conciliativa loro è di 630€.

    Sentiro di nuovo l’avvocato in giornata. Posso stare tranquillo che non dovrò sborsare questa cifra, sopratutto per colpa di una svista? Mi consigli di far contattare la società dall’avvocato come ho letto hai fatto tu?

    Grazie mille!

    • admin

      Ciao!
      Mi dispiace per la tua situazione.
      Anche a me molti avevano consigliato di far finta di nulla, dicendo “tanto un messaggio così non ha nessuna validità”.
      Quel che temevo (e che purtroppo è successo a te) è di ignorare tutti gli avvisi per poi trovarmi a ricevere solleciti in continuazione.
      In quel caso, tutti quelli che mi dicevano di far finta di nulla che fine avrebbero fatto? Sarebbero spariti o comunque non mi avrebbero aiutato a risolvere il problema.

      Ragionando in questi termini, ho deciso di agire subito e mettere fine alla cosa. Anche perchè si tratta dei miei soldi e di nessun altro.

      E ti dico, da allora non ho più sentito nulla, quindi sono felice della mia scelta.

      Riassumendo, non sono un avvocato, quindi non sono in grado di dirti quale sia la scelta giusta da fare.
      Ti posso semplicemente dire che il modo nel quale mi sono mosso io (diffida inviata dall’avvocato) ha messo a tacere la questione, credo per sempre.

      Fammi sapere come decidi di agire!

      Giacomo

  • Seba

    salve, sono in una situazione molto simile alla tua e vorrei rivolgermi a un avvocato. potresti dirmi quali argomentazioni ha usato il tuo avvocato nella diffida inviata a Picrights? grazie.

  • Andrea

    Ciao! Mi è successa la stessa cosa che è successa a te, cioè la mail da picrights per uso di immagine con copyright.
    Volevo sapere: ad oggi (29/6/22) PicRights non ti ha più contattato?
    Ora la questione è chiusa?
    Mi consigli quindi di mandare una diffida civile tramite un ‘avvocato (e così spenderei solo 100€, senza magari passare per il giornalista)? Grazie!

    • admin

      Ciao, ad oggi ti confermo di non aver più sentito nulla da parte loro! Quindi la strategia dell’avvocato sembra funzionare!

      Giacomo

    • admin

      Ciao Monica,
      la lettera è un papiro di diverse pagine con termini legali che fa capire a Pic Rights di non insistere ulteriormente!
      E finora sta funzionando!

      Ciao
      Giacomo

  • Stefano Pipitone

    Buongiorno a tutti

    Vi scrivo perchè fatti analoghi si sono verificati in danno di una società che assisto professionalmente.
    Dalla lettura del presente articolo, degli atti che ho avuto modo di visionare e dai commenti che ne sono seguiti, le condotte della sedicente società “PicRights Italy s.r.l.”, incaricata del “monitoraggio e verifica delle immagini” per conto di propri “clienti” pare oltrepassare la soglia della penale rilevanza.
    I fatti lambiscono astrattamente i confini del tentativo di truffa, ex art. 56 e 640 codice penale.
    Questo, a prescindere dai profili di rilievo civilistico. Sui quali non entro.

    I commenti letti in questo ed in altri blog lasciano intendere una massiva attività della sedicente “PicRights Italy s.r.l.” volta a tentare di indurre in errore un numero sensibile di utenti del web al fine di trarne un ingiusto profitto.
    Nel caso occorso alla società mia assistita, la PicRights Italy s.r.l. ha chiesto un pagamento a mezzo bonifico bancario su un conto corrente svizzero.
    Senza peraltro indicare la minima traccia di una procura speciale alle liti, una procura o autorizzazione a chiudere una transazione in nome e per conto dei propri clienti e, da ultimo, senza dar prova di una autorizzazione all’incasso delle somme richieste a titolo di “risarcimento danni”. Così operando la condotta si colloca sul tipico solco dei tentativi di truffa.
    Addirittura, se da un lato la PicRights Italy s.r.l. contesta un danno, chiedendone un risarcimento, dall’altro precisa “Vi informiamo che PicRights non è uno studio legale, e che i suoi incaricati non sono consulenti legali”.
    Evidentemente l’espressione è preordinata (ingenuamente) a ridurre il rischio di vedersi contestato il delitto di esercizio abusivo della prefessione forense, per aver esercitato l’attività di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale.
    Sulla stessa direttrice, la missiva della PicRights Italy s.r.l. che ho avuto modo di visionare non era nemmeno sottoscritta da una persona fisica, essendo abilmente redatta ad arte in modo generico. Così da ridurre al minimo il rischio di eventuali accertamenti sulla responsabilità soggettiva dell’autore della comunicazione.

    Mi è stato dato mandato per approfondire i confini giuridici della vicenda sotto il profilo della loro eventuale rilevanza penale.

    Spero di aver contribuito a far un pò più di chiarezza sulla vicenda.
    Avv. Stefano Francesco Pipitone

    • Mattia

      Noi, associazione no profit abbiamo usato per la nostra piccola divulgazione un’immagine della strage di capaci, e sbagliando abbiamo usato una a regola con copyright. Ci hanno chiesto 80€ ora abbassato a 68€.
      Come è finita la faccenda con lei avvocato?
      Ci consiglia di pagare o ignorare?
      Grazie

      • admin

        Ciao Mattia,
        il dilemma è sempre quello: pagare e sperare che non si facciano più sentire o agire per vie legali tutelandosi sin da subito?
        Ovviamente ci sono pro e contro di entrambe le situazioni. Andando a pagare i 68€ si risparmia molto (dato che per far intervenire il legale il costo è di 200€), ma non si ha la certezza che non si faranno più sentire.
        Nel secondo caso, invece, si è più tutelati a costo di pagare qualcosa in più. Anche perchè oltre a pic rights potrebbero spuntare altre aziende con richieste simili.

        Per quanto mi riguarda sono soddisfatto della mia scelta in quanto da gennaio non ho più sentito nulla.

        A presto

        Giacomo

  • michele ghirelli

    Ciao! Anch’io sto ricevendo da mesi continui avvisi da picsrights per una foto caricata nel mio sito, quello che mi chiedono mi sembra una sproporzione per il reale valore della foto, volevo sapere, se la tua azione che hai intrapreso sta ancora dando i frutti o si sono fatti sentire? grazie

  • Serena

    Buongiorno,

    io ho ricevuto da PicsRights una serie di mail la scorsa primavera che ho ignorato. Si sono rifatti vivi questa settimana ed io ho risposto chiedendo un patteggiamento…..da 158€ sono scesi a 134€…..ma chi mi garantisce che una volta pagato non si rifacciano vivi tra qualche tempo per chiedere altri soldi?

    Grazie del tuo aiuto,
    saluti,
    Serena Santolamazza

    • admin

      Ciao Serena!
      Purtroppo non c’è modo di avere certezza del fatto che non si faranno vivi nuovamente.
      Non c’è neanche modo di sapere che l’intervento dell’avvocato sia definitivo.
      Nel caso dovessero farsi risentire con me, devo semplicemente inoltrare tutto a chi ha seguito la diffida e ci penserà lui a far valere i miei diritti.
      Io sono contento di aver fatto così e di non aver pagato PicRights, ma ognuno deve agire in base a quello che ritiene più giusto, proprio perché non vi sono certezze.

      Giacomo

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