Cos’è il Quiet Quitting (e come attuarlo)

Il Quiet Quitting (abbandono silenzioso), sta prendendo sempre più piede in Italia.

Un grande vantaggio di questa nuova mentalità è che aiuta le persone a prendere il controllo della propria vita.

In questo articolo andremo a capire cosa significa, come attuarlo e vedrai che forse lo stai già facendo! Inoltre condividerò le 5 domande che mi faccio per valutare il mio stato di soddisfazione attuale.

Cos’è il Quiet Quitting

Fare Quiet Quitting significa svolgere lo stretto indispensabile, lavorativamente parlando. Ovvero smettere di fare straordinari, compiti per i quali non siamo pagati o mansioni che non ci spettano ma che facciamo perché siamo abituati.

Attenzione: Non vuol dire fare il minimo indispensabile senza badare alle nostre responsabilità.

Semplicemente vuol dire svolgere il lavoro per il quale siamo pagati… e nulla di più. Detta così, concorderai con me, ha totalmente senso.

Fare Quiet Quitting significa lasciar andare e andare avanti, senza rimpianti e concentrandosi su ciò che conta davvero.

Ovviamente non sto dicendo di smettere di lavorare di punto in bianco, ma continuando ad andare in ufficio e a percepire lo stipendio!

Il fenomeno del burnout al lavoro. aziende ed i business dovrebbero pensarci.

Grazie a questa presa di consapevolezza potremo fare spazio alle cose importanti della vita e tralasciare il resto (straordinari, favori, compiti particolari ecc.).

Perché funziona

L’abbandono silenzioso funziona perché è un’opportunità per fermarsi a pensare, rallentare e considerare effettivamente ciò che si vuole e come lo si può ottenere.

Ti aiuta ad entrare in contatto con i tuoi valori ed a chiarire le tue priorità, andando a riflettere su ciò che è davvero importante per te e su cosa non lo è.

Soprattutto, ti dà l’opportunità di affrontare le cose con calma e razionalità. Difatti mentre affrontiamo questo percorso (sia da manager che da dipendenti), continuiamo a percepire lo stipendio.

Una volta deciso che vogliamo fare Quite Quitting (dopo vedremo le giuste domande da porci), avremo tutto il tempo per rivalutare i nostri valori, le nostre scelte e le nostre priorità.

In pratica, ti aiuterà a creare il tipo di vita che vuoi condurre.

Bilanciamento tra lavoro e vita privata

Diciamocelo, più si va avanti con il tempo e più la vita privata soccombe sotto i colpi del lavoro. Già di per se stare almeno 8 ore in ufficio (più una di pausa pranzo) ci tiene fuori casa gran parte della giornata.

Se poi dobbiamo anche fare un’ora di strada e qualche straordinario, la frittata è fatta.

Arriviamo a casa stanchi morti e il giorno dopo si ricomincia. Il mondo del lavoro pretende molto, non offre ricompense eque e, soprattutto, non ha memoria.

Siamo il dipendente del mese per 3 anni di fila e quando iniziamo a tirare i remi in barca smettendo di essere splendidi ma limitandoci a fare il giusto, subito veniamo pizzicati e ripresi.

Io lo so perché ne sono stato testimone in prima persona.

Ho ricevuto un Mac Book Pro come premio produzione dopo anni di lavoro davvero intenso (che spesso includeva i week end).

Ad un certo punto mi sono licenziato per andare a fare un’esperienza all’estero e come ringraziamento mi hanno detto che se volevo il mac, dovevo pagarglielo.

Ho ancora la conversazione salvata e ogni tanto vado a rileggermela per farmi due risate (anche se sotto sotto mi fa ancora arrabbiare).

Da dove ha inizio

Tutto ha un inizio, anche il Quiet Quitting. E solitamente è un evento impattante che sveglia le persone dal torpore e le riporta alla realtà.

Noi lo abbiamo vissuto in prima persona nel 2020 e 2021, sto parlando ovviamente del Coronavirus.

La pandemia

In realtà, più che la pandemia è stato il lockdown a far cambiare le persone. Queste si sono trovate a casa potendosi dedicare a quello piaceva loro realmente.

E hanno detto: “sai cosa? Io non ci torno a lavorare! Piuttosto mi trasferisco dove la vita costa meno ma voglio lavorare in maniera più leggera”.

Questo ha dato il via alla great resignation (le grandi dimissioni), ovvero un periodo nel quale le persone abbandonavano i loro posti di lavoro per dedicarsi ad altro. Anche io, a dirla tutta, mi sono licenziato in quel periodo!

Il fenomeno delle dimissioni della gen z dal lavoro
I numeri delle dimissioni nel 2021

Cosa impensabile fino a qualche anno fa.

La gen z

Un altro artefice di questo fenomeno sembra essere la generazione z (nati tra il 1997 e il 2012), definita meglio qui.

Si sta andando verso un abbandono della cosi detta hustle culture (lavorare più del dovuto) a favore di un ritorno alle origini, dove ci si dedica alle cose davvero importanti che ci danno gioia.

Quiet Quitting vs Fancazzismo

Quanto detto finora, chiaramente, non è un incitamento a diventare dei fancazzisti.

Difatti bisogna essere molto bravi a capire come gestire le nostre energie per far si che ce ne restino per le cose importanti della nostra vita privata, pur continuando a dare il 100% in azienda.

Il problema più grande rimane il vivere in bilico tra dire di si e dire di no, nel rispetto dei colleghi e delle ora di lavoro.

Può sembrare figo dire: “questi progetti non li faccio, perché non sono tra i miei compiti” (atteggiamento che molte persone già hanno).

Invece bisogna essere molto freddi e riflessivi per capire se accettare o rifiutare eventuali attività aggiuntive.

Come costruire un rituale per smettere di lavorare serenamente

La chiave per creare un rituale di successo è renderlo personale.

Ciò vuol dire prendersi il tempo per riflettere su ciò che conta davvero per te e su cui vuoi concentrarti.

Non esiste un modo prestabilito per farlo e non esiste un rituale perfetto, essi difatti sono creati dagli individui e hanno senso solo per la persona che li ha creati.

Non c’è vergogna nel creare qualcosa di semplice e non c’è un modo sbagliato di farlo, i rituali sono fatti di ciò che funziona per te.

Di sicuro puoi farti una scaletta rispondendo a 5 semplici domande. Nel prossimo capitolo ti consiglio quelle che io trovo molto utili e che mi fanno capire se una cosa ha senso farla o se devo lasciarla andare.

5 domande per fare Quiet Quitting dal mondo del lavoro

Ti prego di rispondere in maniera sincera alle domande qui sotto, prendendoti tutto il tempo necessario.

Quello che risulterà sarà una scaletta dei tuoi valori e delle tue priorità che ti aiuterà a programmare i prossimi passi e capire se ha senso iniziare il percorso di Quiet Quitting.

Le 5 domande da farsi, secondo me, per evitare burnout e vivere meglio nelle aziende e nei business

Perché fai quello che fai?

Fai un lavoro che ha un senso ai tuoi occhi? Se sei un manager, vedi risultati nei dipendenti e ti senti fondamentale? Oppure tiri a campare fino alla pensione senza farti troppi problemi?

Quanto è importante?

Riesci a toccare con mano la differenza che fa il tuo operato? Ne capisci l’importanza per l’azienda e per te e questa cosa ti piace un sacco?

Cosa speri di ottenere?

Vuoi soldi? Fama? Rispetto? Tranquillità? Amore? E’ fondamentale chiarirsi le idee, magari quello che stiamo cercando non può esserti offerto dall’attività che stai facendo.

Continuare a cercarla con insistenza potrebbe portarti solo ad un burnout, fenomeno che renderebbe ancora più insopportabili tutte le attività che devi svolgere.

Dove vuoi arrivare?

E’ molto importante sapere quanto “abbastanza è abbastanza”. Sai già di preciso dove vuoi arrivare per poterti definire soddisfatto? O non ne hai idea?

Quando è stata l’ultima volta che hai trovato soddisfazione nel tuo lavoro?

Questa domanda è alla fine me è decisamente la più importante tra tutte. Puoi anche essere nel posto sbagliato ed essere sottopagato, ma se provi frequente soddisfazione in quello che fai sei un passo avanti a tutti.

E di certo sei molto fortunato in quanto hai trovato la tua strada. Agisci per migliorare le altre condizioni esterne che non ti piacciono (azienda, colleghi ecc.) e il resto verrà da se.

Se invece non ti piace quello che fai e non ricordi l’ultima volta che è successo… è il caso di rifletterci attentamente.

Perché hai bisogno di un rituale di Quiet Quitting?

Un rituale di rinuncia silenziosa ti aiuta a chiarire i tuoi valori e a identificare ciò che conta davvero.

Ti dà l’opportunità di riflettere sulla tua vita e di decidere cosa vuoi tenere e cosa vuoi lasciare andare.

Può aiutarti ad identificare e cambiare le abitudini negative o non utili, a costruirne di nuove positive e a capire a cosa dedicare il tuo tempo.

La libertà e la felicità

Un rituale di quite quitting è anche una buona occasione per perdonare se stessi e gli altri.

Può aiutare a stabilire obiettivi, a identificare i propri punti di forza e a decidere cosa fare dopo, così come può aiutare ad andare avanti con uno scopo e a creare una vita che ami.

Conclusione

Come abbiamo visto in questo articolo, il Quiet Quitting è più che altro un fenomeno spirituale. Riguarda il fermarsi per capire se siamo felici e come possiamo fare per esserlo ancora di più.

Bisogna prima di tutto capire che il lavoro non è la vita, quello che è davvero importante è all’esterno, come la famiglia, gli amici e le esperienze che possiamo fare.

Una cosa che mi è chiara, e che voglio condividere con te nel caso ancora non l’avessi capito è che:

Stai passando la tua vita
lavorando per un’azienda che
al primo problema non si farà scrupoli
a lasciarti a casa.

Questo è molto importante da tenere a mente, soprattutto quando si fanno corsi dove si parla di amore per l’azienda e per il brand.

Peccato che l’amore per il dipendente (a parte rare eccezioni) non venga mai menzionato.

Se ti interessa questo concetto, che sia tu manager o dipendente, boomer o della generazione z, riflettici attentamente!

Continuare a dare tutto per qualcuno che chiede sempre di più, secondo me, non è sensato. Per fortuna questa nuova cultura del Quiet Quitting, ci da la possibilità di fissare degli obiettivi per la nostra vita senza essere influenzati dagli altri e con più energie.

Soprattutto senza sentirsi in colpa verso nessuno, in quanto, semplicemente:

Stiamo facendo quello
che siamo pagati per fare

E tu?

Hai risposto alle 5 domande che hai trovato nell’articolo? Qual è stata la più difficile tra tutte? Fammelo sapere nei commenti o via mail a info@diventeromilionario.it.

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Disclaimer

Questo articolo ha solo scopo informativo e NON formativo. Gli argomenti trattati non devono intendersi come consigli finanziari che suggeriscono la vendita o l’acquisto dei titoli finanziari trattati.

Bisogna sempre ragionare con la propria testa e agire solo se si ha ben chiaro cosa stiamo facendo. In caso contrario, meglio rimanere fermi.

In ogni caso investi solo capitale che sei disposto a perdere, perché è quello che potrebbe succedere!

Sezione FAQ

Cosa significa quiet quitting

Quiet quitting vuol dire affrontare il proprio lavoro svolgendo i compiti per i quali siamo pagati, avendo così più energia per fare quello che ci da davvero gioia.

Chi può fare quiet quitting

Può farlo chiunque, dai manager ai dipendenti che si rendono conto di avere fatto propria una cultura del lavoro sbagliata.

Ti è stato utile questo articolo?

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