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Quanto costa l’ignoranza e la superficialità

Quel che sto facendo dal 10 luglio 2017 è ormai chiaro alla gran parte dei lettori (altrimenti potete rifarvi alla timeline qui).

Si tratta di crescere personalmente e finanziariamente per diventare un milionario, quindi sia una persona che quei soldi li ha, ma anche una persona che quei soldi li vale.

Va da se, visto il punto di partenza, che c’è poco tempo per stare con le mani in mano. Bisogna andare avanti giorno per giorno con in testa una sola cosa, raggiungere l’obiettivo.

Per fare questo è necessaria uno studio e una crescita quotidiana per alzare sempre più l’asticella delle mie conoscenze e consapevolezze.

Oggi invece si parla di stupidità, del costo dell’ignoranza e di errori

Lo scopo dell’introduzione era di far capire quanto io sia attualmente focalizzato sull’avanzare, lo scopo dell’articolo invece è quello di raccontarvi tutto quello che mi sta sfuggendo.

Un po’ come in un acquedotto dove si guarda solo alla portata del getto finale lavorando sulla pressione iniziale piuttosto che sul sistemare tutte le falle grandi e piccole lungo il percorso.

Celebro 50€ guadagnati vendendo un oggetto che non usavo più, ma non mi scandalizzo per 50€ sputtanati per una scelta stupida o superficiale.

Di seguito vi vado a raccontare 3 spese (o mancati guadagni) che ho dovuto affrontare solamente per essere stato ignorante di certi aspetti e superficiale nel prendere le relative decisioni.

Partiamo con la prima che è quella che mi ha spinto a scrivere questo articolo e che tutt’ora mi fa imprecare ogni volta che ci penso.

La sim Vodafone

Quando mi sono trasferito nella nuova casa, ormai 4 anni fa, ho deciso di fare l’ADSL con TIM. Il mio unico obiettivo in realtà era quello di abbandonare Fastweb con il quale non mi ero trovato per nulla bene.

Fatto sta che dopo un anno o poco più, ho notato una certa aleatorietà negli importi delle fatture. A peggiorare il tutto c’era il fatto che ogni volta erano sempre superiori alla precedente.

Avevo firmato per una cifra e tra una cosa e l’altra ogni mese me la prendevo nel doppino.

Ho tergiversato un po’ a causa (dell’ora illegale) obbligo di acquisto a rate del modem ma ad un certo punto ho preso la situazione in mano e ho iniziato a cercare un’alternativa a TIM.

Ho ben presto trovato l’offerta di Vodafone che soddisfava esattamente le mie necessità: prezzo fisso ogni mese e libertà di recedere senza penali.

Detto fatto, in una settimana tutto era pronto e funzionante. Perfetto.

In aggiunta, a titolo totalmente gratuito, mi hanno fornito una sim con un limite di traffico mensile di 30gb.

Questa sarebbe rimasta valida fino a quando sarebbe durato il contratto. Per evitare di prendere inculate nel caso avessi inavvertitamente superato la soglia mensile, ho contattato il call center che mi ha rassicurato dicendomi che in quel caso semplicemente avrebbe funzionato a velocità ridotta, ma sempre gratuitamente.

Questo è quello che mi era rimasto in testa dalla telefonata. 30gb al mese e anche se li superi non spendi soldi, ma navighi lentissimo.

Il regalo alla suocera

Negli anni la abbiamo usata davvero poco su un iPad4 (così lento che fa passare la voglia di navigare) e basta.

Se non che ad inizio agosto la suocera mi chiede consiglio su quale sim comprare per attivare internet a casa.

Le sue necessità non erano ben chiare e allora le ho detto: “Ferma lì! Ti do questa SIM, così capisci quanto traffico usi nel mese e poi se ti basta bene, se ti serve di più ne compri una adatta alle tue esigenze. In ogni caso tranquilla, anche se superi la soglia non si paga nulla, solamente navigherai lentissima“.

Mi ringrazia, la inserisce in questo affare che diventa un hotspot wireless e inizia a navigare senza problemi.

Passano le settimane e ogni tanto la suocera mi chiedeva se fossi sicuro. E io: “ma si, ma si, vai tranquilla!”.

Un giorno mi fa: “Ma, guarda che nelle statistiche c’è scritto che ho usato 37gb e continuo ugualmente ad andare veloce”.

A questo punto, di fronte all’evidenza, inizio a cagarmi sopra perché sappiamo benissimo che in questi ambiti le bollette possono diventare salatissime in breve tempo.

Perdo la testa, inizio a navigare a caso cliccando link su link e cercando i riferimenti all’offerta. Dopo pochi minuti torno lucido e ricordo di aver ricevuto il contratto via mail. Scorro le clausole e…

Ecco qua il costo dell'ignoranza
Ecco qua il costo dell’ignoranza

E l’utilizzo in hotspot era proprio quello che stavamo facendo noi, accidenti.

Molte volte ci si maledice per essere stati troppo tirchi nel non offrire agli altri delle cose che non utilizzavamo e che a loro potevano servire.

Ecco, non è questo il caso. In questa situazione potevo proprio starmene zitto e buono.

A questo punto dell’articolo abbiamo scoperto che il costo dell’ignoranza è sconosciuto, ma se si sapesse sarebbe di 6€/GB.

La detrazione del 50%

Torniamo sempre a 4 anni fa, quando nella nuova casa abbiamo effettuato dei lavori di ristrutturazione con il classico 50% dell’importo restituito nei 10 anni successivi.

All’epoca mia moglie era libera professionista e io dipendente, quindi mi sono intestato la totalità dei lavori per poter riavere 700€ ogni luglio per 10 volte.

Tutto bene, tutto bello, fino a quando non decido di aprire Partita IVA “che tanto finché sei dipendente non paghi nulla di INPS”.

Vado dal commercialista e gli chiedo se il rimborso del 50% mi sarebbe arrivato come al solito. Mi guarda e mi risponde che nell’anno di aperture della Partita IVA non lo avrei visto, ma da quello dopo sarei tornato a riceverlo.

Arriva quest’anno, ritorno da lui e con amarezza scopro che se non lavorerò più come dipendente e in ogni caso se non produrrò più un reddito IRPEF adeguato, lo avrò perso per sempre.

Questa cosa mi ha molto deluso perché era una cifra, per quanto minima visto l’obiettivo che abbiamo, che ricevevo ben volentieri.

Vedermela sottratta da sotto il sedere per una scelta effettuata con così tanta superficialità mi ha fatto capire che quando si entra in un mondo completamente nuovo e si abbandonano le certezze del lavoro dipendente, le regole cambiano d’improvviso e non ci si può appellare all’ignoranza.

Si può dare la colpa a questo, quello e quell’altro, ma la realtà è che siamo noi i responsabili, nel bene e nel male.

La stupidità l’ignoranza e la superficialità non hanno prezzo, ma se lo avessero sarebbe di molte rate da 700€.

Il bonifico a Findomestic

Ultimo sia cronologicamente che come impatto economico è il mio primo bonifico al nuovo conto corrente Findomestic.

Per la legge antiriciclaggio, come tutti saprete, ad ogni apertura è richiesto l’invio di un bonifico di un euro da un conto a noi intestato.

Io, per fare quello organizzato, ho subito salvato nella rubrica dei beneficiari questo IBAN, pensando: “Così appena potrò inizierò a far girare dei soldi per ottenere il buono Amazon“.

Tutte le operazioni vanno per il verso giusto e il conto è correttamente aperto. Decido così di mandare un bonifico di 500€ e iniziare a fare i magheggi che nei prossimi articoli vi racconterò.

Poi si intromette la parte ossessiva di Giacomo che mi costringe ogni volta a fare bonifici di prova da 10€ per vedere che tutto funzioni alla perfezione.

Non ho mai sbagliato un bonifico, ma questa strategia di azione mi ha sempre convito. Opto così per quell’importo minimo.

Scelgo dalla rubrica l’IBAN, confermo e mando.

Passa un giorno, nulla.

Passano due giorni, nulla.

Al terzo dò per certo che qualcosa sia andato storto. Controllo e ricontrollo e… sorpresa! L’IBAN salvato nulla aveva a che vedere con il mio conto corrente.

Era di un conto di controllo di Findomestic utile solo per questo tipo di pratiche.

In sostanza, ho omaggiato 10€ che dubito rivedrò (e invece li ho rivisti 5 giorni dopo, quindi molto bene!).

Anche in questo caso, stupidità, ignoranza e superficialità per un totale di 10€, pagamento con bonifico.

Concludendo

Tra tutti ovviamente quello che mi fa rodere di più è quello che spenderò per la SIM.

In realtà ancora non so l’importo preciso, dato che la fattura verrà emessa ad inizio ottobre e a dirla tutta spero che non ci sia nessun sovrapprezzo, anche se dubito.

Con la detrazione fiscale non è che potessi fare molto. Di certo non avrebbe avuto senso continuare a lavorare solo per questi 700€ annui che avevano l’unico scopo di perpetrare la mia schiavitù.

Mi ha molto colpito però il fatto di essere totalmente impreparato a questo nuovo mondo. Pensavo che alcuni tratti fossero comuni tra i dipendenti e i liberi professionisti, ma più vado avanti e più capisco che avevo torto marcio.

Sul bonifico, sono stato coglione e punto. Non ho molto da aggiungere a riguardo!

Purtroppo in tutti e tre i casi è assolutamente impossibile tornare indietro con le scelte e l’unico modo per sfruttarle appieno è quello di trarre il massimo dell’esperienza possibile per il futuro.

Tiratemi su il morale

Adesso vorrei sapere le vostre esperienze, se avete fatto errori di IBAN o vi sono arrivate fatture fuori di testa per errore di lettura dei contratti.

Oppure se anche voi usate la strategia di effettuare un bonifico di prova con una cifra piccola prima di iniziare a fare i bonifici di grandi importi!

Vi aspetto nei commenti o a info@diventeromilionario.it


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