Crescita Personale,  Opinioni,  Racconto

La prigionia è tale solo se la vivi così

Premetto che ho sempre abitato in case indipendenti e di conseguenza non ho mai avuto a che fare con vicini, riunioni di condominio eccetera.

Quando andavo a trovare dei miei amici che abitavano in condominio mi faceva sempre uno strano effetto dover stare attento a non fare troppo rumore.

Ad essere onesti mi faceva anche paura sentire rumori di passi al piano di sopra, considerato che a casa mia c’è la soffitta ed è auspicabile che non ci abiti nessuno.

Fantasma in prigionia in soffitta

Difatti mi capitava di sobbalzare quando sentivo dei rumori improvvisi, mentre i miei amici li liquidavano subito con un “Ah, sono i vicini. A quest’ora fanno sempre casino”.

La prigionia e i condomini

Precisata la mia esperienza di vita, vi confesso che vedere i classici complessi di tantissimi appartamenti, tutti attaccati e tutti uguali mi ha sempre portato ad un senso di soffocamento.

Appartamenti in un quartiere di Berlino
Appartamenti in un quartiere di Berlino

Abitare in una casa dove non posso fare rumore quando voglio e dove bisogna adattarsi ai ritmi imposti dal regolamento condominiale, per come sono abituato, rappresenta una specie di prigionia.

Ovviamente è solo una questione di abitudine, probabilmente chi nasce in questo contesto la vede in modo diametralmente opposto.

Come al solito non esiste la verità assoluta, ognuno ha la sua basata sulle proprie esperienze. Anche se la pandemia con relativo lockdown hanno riportato in auge la necessità delle persone di avere spazi personali più ampi.

In ogni caso, non è questo l’argomento dell’articolo.

La prigionia è tale solo se la vivi così

Ieri ero in autostrada e come spesso succede sono passato di fianco ad uno di questi casermoni.

Invece che limitarmi a fare il solito pensiero su “quanta ansia mi fanno”, però, questa volta sono andato oltre.

In un flash mi sono detto:”Beh, se abitassi là farei di tutto e di più per poter liberarmi quanto prima da quella situazione”.

Mi sono immaginato sul terrazzino con le cuffie a scrivere articoli, leggere libri e studiare materiale per imparare abilità nuove che mi avrebbero permesso di abbandonare il nido nel più breve tempo possibile.

E’ allora che ho realizzato che “La prigionia è tale solo se la vivi così”.

Mi sentirei in prigione solamente se dessi per scontato che nascendo in quel contesto sarei dovuto anche morirci. A quel punto si che ogni giorno si sarebbe tramutato in una sofferenza.

Mentre se quotidianamente mi sveglio e penso che sono in quella situazione, ma sto lavorando per liberarmi e cambiare vita… Beh, tutto assume un altro aspetto!

Anche il vicino di casa che usa il trapano alle 7 di domenica mattina diventa quasi simpatico.

Prigionia sul lavoro

Questo discorso è anche riportabile nell’ambiente lavorativo.

Se nel 2020 non avessi deciso di licenziarmi, non so con che voglia e motivazione sarei andato a lavoro ogni giorno. Invece andavo con il sorriso sulle labbra sapendo che ogni volta che aprivo quella porta mi avvicinavo sempre di più alla libertà.

Provate ad immaginare di sapere che questo è il vostro ultimo anno lavorativo in quell’azienda che odiate e dopo intraprenderete il percorso dei vostri sogni.

Come vivreste questi ultimi 365 giorni? Continuando ad essere tristi per i lunedì e arrabbiati con il capo oppure iniziereste a dare la giusta importanza alle cose?

Di sicuro la seconda visto che il capo non può più alterarvi l’umore. In fin dei conti dovete vederlo ancora per pochi mesi!

Magari inizierete a lavorare addirittura meglio sapendo che tutto quello che imparerete lo porterete con voi nella vostra nuova avventura.

Dico questa frase perché è proprio quello che è successo a me. Quando ho deciso che mi sarei licenziato ho iniziato a guardare in maniera diversa e più attenta i comportamenti del capo e dei colleghi, sapendo che tutto quello che imparavo avrebbe velocizzato il mio percorso verso l’imprenditorialità.

Concludendo

Questa illuminazione mi è piaciuta e sono molto contento di poterla condividere con voi.

Spero infatti che abbia su di voi lo stesso effetto che ha avuto su di me, ovvero farmi capire che le cose brutte o che ci danno fastidio non devono per forza durare per sempre.

Possiamo in ogni momento decidere di virare per un’altra strada e anche se saranno necessari anni per giungere a destinazione, sarà sempre meglio che aspettare passivamente che la vita ci passi davanti.

Concordi?

Questa riflessione ti trova d’accordo oppure la pensi in maniera diversa? Fammelo sapere nei commenti o per mail a info@diventeromilionario.it e dimmi anche se l’hai trovata interessante o utile!


Rimani aggiornato!

Nuovi articoli, episodi del podcast e webinar sono sempre in arrivo!


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *