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Un articolo al giorno leva il medico di torno

Da quando è iniziata la mia vita di imprenditore digitale sono passate ormai 12 settimane. Correva il 1 luglio 2021 e le incognite erano molte, così come la motivazione.

La mia mente vagava cercando di darsi qualche obiettivo nel breve termine e ridendo e scherzando, senza neanche crederci troppo, mi era balenata l’idea di scrivere un articolo al giorno.

Ero abbastanza scettico non perché temessi di non avere voglia o capacità, ma semplicemente perché pubblicavo già quotidianamente sul podcast e temevo di finire con il creare contenuti duplicati.


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Beninteso, non che ci sia nulla di male, difatti gli ascolti del podcast sono 50 ad episodio mentre le visite al sito sono 170 al giorno.

Va da se che il problema di un lettore che trova lo stesso contenuto audio e testuale è molto raro e in ogni caso, non trattandosi di uno sbobinamento, i concetti sarebbero trattati in maniera diversa.

In ogni caso non mi andava

Indipendentemente dalla riflessione fatta qui sopra, non mi piaceva il fatto di ripetermi. Sarà stupido, sarà uno spreco di contenuti, ma al momento la penso così.

Vi dichiaro già, in ogni caso, che non escludo di cambiare idea nel futuro.

Quando mi guardo indietro difatti vedo così tanta carne al fuoco che basterebbe “solo” capire come impacchettarla nuovamente per poter creare contenuti innovativi per altre piattaforme.

Ma torniamo all’argomento dell’articolo.

L’auto-inception

Proprio come nel film, senza neanche accorgermene, mi ero impiantato un’idea da solo.

Cosa succederebbe se scrivessi un articolo al giorno? Come cambierebbero i miei guadagni? Che numeri potrei fare? Ma soprattutto ce la farei?

Così, senza dare troppo peso all’obiettivo finale e senza mettermi troppa pressione addosso, ho iniziato a pubblicare.

Ogni articolo era un raggiungimento e il successivo era un problema al quale avrei pensato l’indomani.

Vivendola in questo modo e senza rendermene particolarmente conto, scrivere un articolo al giorno è diventato parte di me.

Veniamo ai numeri

A questo punto, a 3 mesi di attività produttiva quotidiana (lunedì-venerdì) possiamo analizzare come siano cambiati i numeri e i guadagni del blog.

Articoli pubblicati

In questo lasso di tempo ho pubblicato 65 articoli in 57 giorni, il che vuol dire che ho addirittura superato la media di 1 al giorno.

La cosa bella è che ormai non mi pesa più farlo, anzi, vivo la giornata cercando qualche spunto interessante da poter condividere con voi.

Le pubblicità

Il primo numero interessante da analizzare è di sicuro quello delle pubblicità.

Purtroppo a causa del test fatto con Ezoic ho perso l’inerzia che avevano preso le pubblicità di AdSense, dove stavo viaggiando ad almeno 30 centesimi al giorno, con una media di quasi 1 euro quotidiano.

Ora le ho riprese in mano ma prima che ritornino a macinare come prima credo ci vorrà ancora qualche settimana, ahime.

Le visite al sito

Numeri più confortanti provengono per fortuna da Google, de se andiamo a vedere i dati delle presenze sui risultati del motore di ricerca negli ultimi 6 mesi, possiamo apprezzare un trend crescente.

Numero delle volte nel quale il blog è apparso come risultato su Google negli ultimi 6 mesi
Numero delle volte nel quale il blog è apparso come risultato su Google negli ultimi 6 mesi

Se invece andiamo a paragonare gli scorsi 3 mesi con lo stesso periodo del 2020, vediamo come per fortuna i numeri siano sistematicamente più alti quest’anno (linea continua) e che sembra si stia per profilare all’orizzonte una divergenza ulteriore.

Scorsi 3 mesi (linea continua) contro gli stessi 3 mesi del 2020 (linea tratteggiata)

E voi potrete dire: “Beh, ma i numeri di un anno fa non sono poi così distanti, e a quel tempo mica pubblicavi quotidianamente“.

In effetti è vero, ma quelle linee rappresentano il numero di volte nel quale uno degli articoli del blog è apparso nella ricerca.

Il numero di utenti è un’altra cosa e possiamo vederlo nel grafico qui sotto:

Utenti nel sito negli ultimi 3 mesi dopo un articolo al giorno
Utenti nel sito negli ultimi 3 mesi contro lo stesso periodo dell’anno scorso

Finalmente inizio a trovare qualche riscontro interessante. Possiamo vedere difatti che le linea arancione (l’anno scorso) sia quasi piatta mentre quella blu sia in forte crescita, soprattutto in queste ultime settimane.

Lascio a voi eventuali altre riflessioni sui dati e se avete qualcosa da dire, fatemelo sapere nei commenti o via mail a info@diventeromilionario.it.

Il contro di renderlo un’abitudine

Ora che abbiamo visto come effettivamente ci sia un miglioramento delle metriche delle visite al sito, andiamo a vedere quanto sia conveniente perpetrare questo comportamento creativo quotidiano.

Contrariamente al podcast che richiede al massimo mezz’ora (se proprio voglio produrre qualcosa di particolarmente approfondito), la scrittura di un articolo è un’opera di svariate ore.

Ho iniziato la scrittura di quello che state leggendo alle 9.09 e ora sono le 10.30. Considerato che è ancora da finire e da revisionare, non prevedo di terminare prima delle 11 (alla fine lo ho pubblicato alle 11.23).

Ciò vuol dire che mediamente due ore al giorno sono destinate a questo, senza contare l’altrettanto fondamentale opera di riflessione preventiva.

Difatti prima ancora di aprire il mac devo avere in testa una scaletta di quello che sarà l’articolo e questo ovviamente richiede ulteriore tempo ed energie mentali.

Tiriamo le somme

A questo punto sappiamo circa quanto ci costa la produzione (2 ore + il tempo di ideazione) e abbiamo una vaga idea del fatto che alla lunga farà crescere i numeri del blog.

Le domande che dobbiamo farci arrivati a questo punto, per poter trarre delle riflessioni, sono due.

Interessa a qualcuno?

Il fatto di sapere che qualcuno attende con ansia l’articolo del giorno è una delle cose che mi ha spinto ad andare avanti a testa bassa.

Proprio come per il podcast, dove vedo gli ascolti crescere ora dopo ora dalla pubblicazione, mi aspettavo che ci fosse attesa anche per il rilascio del contenuto scritto.

Avevo la sensazione che qualcuno andasse a leggerli, ma a sostegno avevo solo dei numeri che mi dava un servizio di WordPress.

Con la scusa di scrivere questo articolo sono andato a vedere quante persona hanno letto l’articolo di ieri.

Sorprendentemente, 4 utenti si sono già presentati. A guardare meglio i dati, però, qualcosa non torna.

4 visualizzazioni e 0 tempo sul sito. Scrivere un articolo al giorno non va.
4 visualizzazioni e 0 tempo sul sito

Vediamo come il tempo medio sulla pagina sia di 0 minuti, quindi non abbiamo a che fare con una persona. Quelle visite infatti sono molto probabilmente causate dai crawler dei motori di ricerca che la visitano per indicizzarla.

Possiamo quindi rispondere alla nostra domanda iniziale e affermare che no, non interessa a nessuno.

Potrei investire il tempo in maniera migliore?

Questo punto è abbastanza controverso. Il fatto di definire l’investimento di tempo “migliore” è tutto da dimostrare.

Potrei fare di sicuro molte altre attività, ma da qua a sapere che mi renderanno di più ce ne passa.

La domanda corretta è quindi: “potrei investire il tempo in maniera diversa, ma sempre orientata al raggiungimento del mio obiettivo?”

La risposta è sicuramente si, come detto nell’episodio odierno del podcast.

Purtroppo capire cosa fare, come farlo e con che scopo finale è davvero complesso. Però è quello che mi serve, visto che ogni tanto è necessario rimescolare le carte e distribuire una mano nuova.

Concludendo

La mia idea, alla luce del fatto che non c’è questo gran interesse sulla produzione quotidiana, è di ridurla a 3 volte a settimana per utilizzare gli altri due giorni per studiare, riflettere e creare qualcosa di più complesso ma al contempo redditizio.

Una buona data di termine potrebbe essere il primo di ottobre, anche perché entro il 15 vorrei rilasciare una cosa speciale che necessiterà di parecchio tempo.

Non credo che l’impatto sulla crescita del blog sarà così significativo, a fronte dell’introduzione di attività che possono davvero iniziare a rendere qualcosa in termini prettamente monetari.

E’ anche interessante come caso studio per capire che 3 mesi pubblicando tutti i giorni dei contenuti non bastino assolutamente a far fare il botto ad un sito.

Fermo restando che questo blog aveva già una base ben solida e di conseguenza la crescita ne è stata favorita.

Se fossi partito da zero, probabilmente non si sarebbe nemmeno notato un minimo movimento.

La realtà di scrivere un articolo al giorno

Ad essere onesti, credo di aver capito l’utilità di scrivere un articolo al giorno. E’ un allenamento che fai fino a quando per fortuna o bravura tratti l’argomento giusto che inizia a macinare numeri interessanti da solo.

A me ad esempio è successo parlando delle recensioni su Amazon come metodo per guadagnare.

Se non fossi stato affamato di argomenti da trattare e non avessi avuto un buco nella giornata ricavato appositamente per quello, magari non ne avrei mai parlato e avrei perso un’ottima occasione per finire in prima posizione su Google e attrarre molti utenti.

Ho la versione dark di Chrome perché rimango sempre un merd!
Ho la versione dark di Chrome perché rimango sempre un merd!

Possiamo quindi dire che è come tirare frecce contro un bersaglio. Più ne tiri e più possibilità hai che prima o poi una faccia centro.

Vuoi che mantenga questa continuità produttiva?

Se sei un assiduo lettore, ti piace come scrivo e vorresti che mantenessi inalterata al mia produzione, puoi diventare un utente platino a questo indirizzo e farmi così sapere il tuo apprezzamento per i contenuti.

Fammi anche sapere cosa ne pensi di questo articolo e se ritieni importante produrre quotidianamente anche alla luce di quanto detto oggi.


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