Business,  Crescita Personale,  Opinioni

Forza di volontà? Ho capito una cosa!

Non ho mai avuto un buon rapporto con gli audiolibri.

Ritenevo difatti che ascoltare portasse ad essere meno concentrati e di conseguenza a cogliere un minor numero di informazioni dal contenuto che stavo fruendo.

Tutto è rimasto così fino a quando non ho sentito l’intervista di un ragazzo che sosteneva che ascoltare audiolibri gli permesse di aumentare il numero di libri letti in un anno.

Visto che riusciva a completarne di più, ha iniziato a cercare contenuti che fossero al di fuori della sua lista di “must-read” e questo gli ha permesso di spaziare in molti ambiti diversi senza compromettere la sua giornata.

Anche se i libi ascoltati non venivano assimilati al 100%, davano lo stesso qualcosa in più rispetto a non fare nulla.

Mi spiego

Nel periodo estivo passo 3 ore ogni circa 10 giorni a tagliare l’erba del prato. Solitamente ascolto musica o qualche podcast ma nulla che in realtà mi intrattenga davvero.

Inserendo un audiolibro, è come se leggessi un libro in più ogni due settimane. In pratica nel periodo estivo leggo il doppio senza dover rinunciare a nulla.

Utilizzo ugualmente qualche accortezza, in quanto relego al momento “taglio erba” dei titoli che mi interessano ma che non sono così complessi.

Al momento sto leggendo “Il Cigno Nero” di Taleb. Posso garantirvi che se lo ascoltaste, sareste costrette a tornare indietro quasi ogni minuto vista la complessità delle tematiche trattate.

Non ci sono quindi alternative alla lettura classica.

Altro discorso per “Ricco Prima delle 8” di Alfio Bardolla, che ho scelto grazie ad uno spunto in un episodio del podcast del Timido Folle.

Tutta questa introduzione per dire che

Intanto, come sottolineo spesso, vale cambiare idea! Io ero convinto di una cosa, ma dopo aver sentito un’opinione interessante ho modificato la mia posizione.

In secondo luogo, potete anche voi dare una possibilità ad Audible. I primi 30 giorni sono gratis di conseguenza potete provare a vedere come si inserisce nella vostra routine giornaliera o settimanale.

Magari scoprite che quei 10 minuti potete ottimizzarli ascoltando qualcosa (il libro che vi ho consigliato è un ottimo inizio, se non sapete da dove partire).

Ultimo aspetto per il quale mi è servita l’introduzione è per dire che questo articolo non mi sarebbe mai venuto in mente se non avessi letto quel libro.

La forza di volontà

Partiamo dai concetti base che sono sempre importanti da ripassare. La forza di volontà è sempre più universalmente paragonata ad un muscolo.

Più la usi e più la potenzi.

Le mie conoscenze nel settore si fermavano qua, tant’è che ad ogni rinuncia o ad ogni attività svolta totalmente controvoglia mi sentivo soddisfatto.

Un piccolo passo in più verso l’avere una volontà di ferro.

Le cose, però, sono più complicate di così. Difatti, proprio come un muscolo, alla lunga si stanca e necessita di riposo.

Ed è proprio per questo il motivo per il quale la mattina partiamo di casa gasati dicendo: “Stasera vado a correre e sarà bellissimo”, salvo poi essere irrimediabilmente attratti dal divano una volta rientrati.

A me succedeva spessissimo e davo sempre la colpa alla giornata lavorativa.

In realtà la causa era da ricercare nel fatto che la forza di volontà, utilizzata durante tutte quelle ore, era esaurita.

Ma allora perché non si corre mai?

A questo punto potreste chiedervi: “Ma se alleno al forza di volontà ogni giorno, prima o poi arriverò a casa con la voglia di correre, no?”.

In realtà no, perché se non la stressiamo mettendola alla prova, essa non migliorerà mai.

Le prime volte dovremo farci violenza per mettere le scarpe e solo allora, pian piano, inizieremo a godere dei frutti delle nostre scelte.

Inoltre, a ben vedere, quello che facciamo in maniera meccanica e routinaria (andare a lavoro) non intacca minimamente la forza di volontà.

Esempi di situazioni che la utilizzano sono, ad esempio, evitare di controllare il telefono ogni minuto mangiare un cioccolatino in bella vista o fare attività fisica.

Alla luce di ciò, la domanda potrebbe tornare prepotente: “Ma se non la sfrutto mai, perché la sera non ho voglia di correre?”.

La risposta, ahimè, è che la nostra forza di volontà sta ai minimi livelli e basta poco per esaurirla.

Allenare la forza di volontà, ma per quanto?

Ora che ci sono chiari questi aspetti, andiamo a vedere l’ultimo elemento che mi ha fornito una visione interessante e innovativa.

Quello che avevo capito finora era che se mi sentivo stanco e svogliato, potevo permettermi delle distrazioni per riempire nuovamente il serbatoio della volontà.

Questo, oltre che essere un modo molto furbo di vedere la situazione, impedisce di migliorare oltre ad un certo livello.

Se ogni giorno mi sfinisco per scrivere un articolo e registrare un episodio del podcast e poi mi concedo una ricompensa per reintegrare lo sforzo, come faccio a crescere?

Il mio limite massimo di produzione è solo un articolo e un episodio? Decisamente no!

Ma adesso che sappiamo la domanda, andare a scoprire la risposta diventa molto semplice!

La routine

Se ricordiamo quanto detto poco sopra, quando una cosa diventa routinaria smette di necessitare di forza di volontà per essere fatta.

La si da per scontata come respirare. Non si mette in dubbio, si fa.

La cosa bellissima è che è esattamente quello che ho fatto io in questi ultimi mesi. Aggiungevo un’attività, attendevo che si sedimentasse e diventasse parte di me e poi via con un’altra.

Nel frattempo la forza di volontà è aumentata e mi permette ogni volta di iniziare sempre più focalizzato e sempre meglio organizzato.

L’anello mancante

Quello che abbiamo detto, a mio modo di vedere, è davvero interessante ed è probabilmente la connessione che manca a molte persone e che permetterebbe loro di fare il salto di qualità.

Di certo mancava a me e ammetto che mi sta aiutando tantissimo.

Data la sua importanza, cerchiamo di mettere a fuoco il concetto cardine di tutto.

Ricapitoliamo

Se siamo frustrati dal fatto che facciamo sempre un sacco di cose durante il giorno ma non riusciamo mai ad abituarci allo sforzo, è semplicemente perché non siamo ancora riusciti a meccanizzare le operazioni.

Possiamo provare a svolgerle sempre alla stessa ora e allo stesso modo. I risultati non dovrebbero tardare e smetteremo di sentirci sempre fermi allo stesso punto, perché adesso avremo molte più energie.

Nulla viene gratuitamente (tranne questo blog, ma potete rimediare qui) quindi prima di sentire miglioramenti è necessario sforzarsi per un periodo di tempo.

Invece che “do ut des“, possiamo vederlo come un “do do do do do do ut des”. Tradotto, devo dare tanto per avere qualcosa che mi interessa.

Concludendo

Sono stato così entusiasta di sentire questo concetto per me nuovo che non vedevo l’ora di condividerlo.

Spero davvero che sia stato interessante e che vi abbia portato ad alcune riflessioni, perché sentirsi fermi in una situazione di impasse è una sensazione davvero spiacevole.

Se questo articolo vi è stato d’aiuto, fatemele assolutamente sapere a info@diventeromilionario.it o nei commenti. In alternativa ditemi cosa ne pensate o se avete una visione diversa!

A proposito di do ut des

Se vuoi contribuire a questo blog senza spendere un euro puoi iscrivervi alla prova gratuita di 30 giorni per Amazon Prime o di Amazon Video.

Invece attualmente è attiva la promo gratuita di Amazon Music Unlimited, 3 mesi gratis e poi potete disdirlo.

Non costa nulla e io ricevo una piccola commissione sull’operazione.

Un piccolo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Grazie!


Rimani aggiornato!

Nuovi articoli, episodi del podcast e webinar sono sempre in arrivo!


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *