Crescita Personale,  Racconto

La routine delle orchidee e della lavastoviglie

“Come va?”
“Ah, la solita routine”

Così, con accezione spesso negativa si definisce un periodo della vita più o meno lungo dove si ripetono le stesse attività giorno dopo giorno.

Che noia fare sempre le stesse cose.

E se vi dicessi che ripetere le stesse attività è l’unico modo che conosco per diventare molto più produttivi impiegando molta meno energia?

Magari non ci credete o non ci avete mai fatto caso, ma le cose stanno proprio così. E andremo a capirlo grazie alle orchidee, alla lavastoviglie e alla lavatrice!

La routine delle orchidee

Ogni tanto appaiono delle orchidee in casa. Che siano regali per una ricorrenza o dono portati da qualche ospite, sempre là finiscono: sul davanzale della cucina.

E ogni volta, puntualmente, sono abbandonate a loro stesse fino a trovare la pace eterna nel bidone dell’umido.

Eppure non ci vuole così tanto per prendersene cura. Anzi, probabilmente sono uno dei fiori che conosco che ha la gestione più facile in assoluto.

Così un giorno mi dico: “Ok, sono pronto. Ho allevato mia figlia per quasi tre anni e adesso sento di poter prendermi cura anche di un’orchidea”.

Vado dal fioraio, ne scelgo una piccola e gli chiedo come debba essere trattata. Mi dice: “E’ semplicissimo, una volta a settimana la riempi d’acqua, la lasci così per 20 minuti e poi la svuoti.”

Mi sento carico, sento che non posso fallire. Decreto la domenica come il giorno dell’orchidea di modo da non potermene dimenticare e non poter dire “Lo faccio domani”.

Prima settimana, tutto bene. La seconda vacillo. Alla terza lo faccio di lunedì.

Alla quarta, fatalmente, dico “Lo faccio domani. Anche perché devo svuotarla, perde i boccioli, bagno per terra, non ne ho voglia…”.

Capiamo il perché

Perché un’attività così semplice e poco dispendiosa a livello di tempo si rivela essere insostenibile?

L’unica spiegazione che mi sono dato è che sia troppo poco frequente. Farlo una volta a settimana difatti impedisce la creazione di una routine e rende questa operazione un fastidio.

Un altro vantaggio di ripetere una cosa ogni giorno è che man mano che lo facciamo diventiamo sempre più abili ed efficaci. Troviamo trucchi e strategie per essere più veloci e in questo caso particolare per sporcare meno.

Uno dei miei problemi più grande difatti era quello di doverla svuotare senza bagnare per terra a senza seminare petali in giro.

Non ho mai cercato di ottimizzare queste attività, tanto… Devo farla solo 4 volte al mese.

Se le volte dovessero diventare 30, però, scommetto che un modo per essere più svelto e preciso lo troverei ben presto.

Una soluzione a questo

L’unica soluzione che mi viene in mente per risolvere questo problema l’associare a questa operazione settimanale un’altra attività quotidiana.

Ad esempio, faccio una foto al giorno alla pianta per vedere quando sboccia, così ci abbino anche un’emozione positiva (il curarla per farla stare bene).

Una volta che è nei miei pensieri quotidianamente, la domenica sarà quasi una gioia darle da bere.

Un po’ come molti rapporti, se li lasci andare o li ravvivi solo una volta ogni tanto, è probabile che con l’andare del tempo si affievoliscano sempre più fino a sciogliersi.

Mentre se ogni giorni trovo un motivo o una scusa per scriverti o telefonarti e dirti qualcosa, la nostra relazione si rafforzerà.

Alla luce di quello che abbiamo capito, adesso andiamo a vedere come ho trasformato il lavaggio dei piatti da attività fastidiosa e faticosa in un’attività ottimizzata e soddisfacente.

La routine della lavastoviglie

Il mio rapporto con la lavastoviglie era molto complesso. Complice il fatto che fino a qualche anno fa ero abituato a lavare a mano i piatti, non la ho mai vista come qualcosa di davvero utile.

Il problema reale era che non riuscivo ad organizzarmi per riuscire a sfruttarla al meglio.

Ogni giorno difatti c’erano troppe domande “E’ piena?” “E’ vuota?” “Dentro c’è roba pulita o sporca?” “Beh piuttosto che svuotarla lavo a mano”.

Lavaggio a mano o in lavastoviglie?
Lavaggio a mano o in lavastoviglie?

Finiva quindi sempre che la usavamo pochissimo. Poi arrivava il giorno nel quale qualche anima pia della famiglia la svuotava e allora potevamo utilizzarla nuovamente.

Poi l’illuminazione

Un giorno parlando con mia moglie del fatto che era più conveniente usare la lavastoviglie a livello di consumo di acqua e di tempo, ci siamo detti: “Ok, allora adesso ci organizziamo. Ogni sera la si fa andare anche se mezza piena e ogni mattina si svuota”.

Ci abbiamo messo qualche settimana per entrare in questa routine. Ogni tanto ci dimenticavamo di farla partire, ma pian piano abbiamo preso il ritmo e sapevamo che a pranzo l’avremmo trovata vuota e pronta ad accogliere i piatti.

L’ultima cosa da decidere era chi dovesse fare queste operazioni. La risposta è scontata, dato che mia moglie cucina, il lavaggio dei piatti spetta a me.

La cosa non mi dispiace visto che alzandomi presto la mattina riesco a svuotarla quando ancora in casa regna la pace e il silenzio, così riesco a farlo con tranquillità e con il mio metodo.

Già difatti per quanto sciocco sembri, per impiegare meno tempo cerco di agire sempre con la stessa routine. Così sono veloce, non sbaglio e non devo pensare più di tanto a quello che sto facendo.

Tutto questo ci da un duplice vantaggio:

  1. Pronti via la mattina si esegue un’operazione facile che ci fa iniziare la giornata con un senso di soddisfazione
  2. Si risparmia un sacco di tempo a livello organizzativo chiedendosi chi fa cosa e quando. Meno pensieri, meno problemi, più tempo per altro.

Da allora il lavaggio a mano è diventato rarissimo e la lavastoviglie è diventata fondamentale nell’equilibrio domestico.

E la lavatrice?

Abbiamo provato ad attuare questa strategia anche per la lavatrice, però ad ora non abbiamo ancora trovato un metodo efficace per farlo.

Difatti non possiamo lavare tutti i giorni pochissimi capi, bisogna aspettare che sia piena. Difatti la differenza tra la gestione dei piatti e quella dei panni sporchi è abissale.

“Queste cose sono pulite?” “La lavatrice è da far andare?”

Sono domande che vorrei eliminare, dato che meno energie si sprecano in queste minuzie, più ne abbiamo per le cose che davvero contano.

Magari potete farmi sapere nei commenti come vi organizzate voi a riguardo.

Rapportiamolo alla nostra vita

Avete mai provato a darvi degli obiettivi (in palestra due volte a settimana, un giro in bici al mese ecc) senza poi riuscire a dare seguito alle buone intenzioni nel lungo periodo?

Magari avete dato la colpa alla scarsa forza di volontà, ma la realtà è che costruire qualcosa facendolo sporadicamente è davvero difficile.

Più frequente è, più facile è e meno forza di volontà serve. Difatti ben presto diventa una cosa automatica che non mettiamo neanche più in discussione.

Riempio e svuoto la lavastoviglie ogni giorno la lavastoviglie, no problem.
Dò da bere alle orchidee una volta a settimana, col cazzo!

E’ paradossale ma più diamo tempo al nostro cervello di metterci i bastoni fra le ruote, più possibilità ci sono che ci riesca.

Concludendo

Più una cosa è estrema più ha possibilità di funzionare. Se decido di non mangiare tra pranzo e cena, sicuramente ce la farò.

Se invece mi concedo solo un pacchetto di cracker a metà pomeriggio, so già che entro le 17 sarò in queste condizioni:

Homer che mangia un paio di ciambelle
Homer che mangia un paio di ciambelle

Quindi se dovete prendere qualche decisione, fatelo per quanto possibile in modalità estrema ON/OFF. O si o no.

Le vie di mezzo sono pericolosissime e per essere gestite necessitano di gran forza di volontà, molta di più rispetto a quella che serve per rimanere in zona OFF (digiunare piuttosto che prendere solo un pacchetto di cracker).

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e se anche voi preferite porvi dei limiti stringenti piuttosto che essere più libertini ma rischiare di non raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati.

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