Business,  Conteggi,  Guadagnare

Le commissioni, queste sconosciute

Le mie prime esperienze con le commissioni risalgono a qualche anno fa e sono tutte riconducibili ad eBay e PayPal.

All’epoca eBay si tratteneva il 10% della transazione e PayPal 0.35€ + 3.4%, ora la situazione è cambiata (PayPal è stato fatto fuori) e se vuoi farti un’idea dei nuovi costi puoi cliccare qui.

Sulle prime questa cosa non mi è mai pesata, visto che mi liberavo di oggetti inutili e guadagnavo qualche soldo.

Andando avanti con il tempo, come succede sempre, ho iniziato a volere sempre di più.

Chiaramente non potevo inventarmi oggetti da mettere in vendita e non potevo avviare una compravendita seria senza Partita Iva, quindi per aumentare i ricavi dovevo ottimizzare a livello di costi.

Su questo aspetto però c’era ben poco da sistemare. Le spese di spedizioni e l’imballaggio dovevo pagarli, rimanevano solo le commissioni di eBay e PayPal.

Queste ultime ho iniziato a viverle come un “che palle, tutti che vogliono spillare soldi. Io faccio il lavoro e loro si prendono il 10%”.

Ma andando avanti con il tempo, avrei trovato molti altri esempi!

Altro esempio

Un’altra situazione nella quale le commissioni mi pesano è BuyMeACoffee. In questo caso, a differenza di eBay, la trattenuta è del 5%.

Così, la felicità per ogni iscrizione o pagamento viene subito smorzata quando vado a vedere effettivamente quanto è entrato in conto.

Le commissioni di BuyMeACoffee e di PayPal
Le commissioni di BuyMeACoffee e di PayPal

Arrivano 50€ ma a me ne entrano in conto solamente 45.36. Il resto sono commissioni.

La realtà delle commissioni

A questo punto possiamo agire in due modi. Fare il callo e sopportare queste trattenute oppure cercare di capirle.

Dopo averci riflettuto sono giunto ad una conclusione. A voi potrà risultare assolutamente ovvia, ma a me è servito del tempo per realizzarla.

Potrei evitare di pagare le commissioni facendo tutto da me. Mi creo un sito per vendere oggetti, attiro clienti, li invoglio a comprare e fornisco loro assistenza.

Peccato che tutto questo richieda anni per vedere la luce e non è neanche detto che alla fine abbia successo e mi aiuti a raggiungere l’obiettivo di liberarmi dei miei oggetti usati o di far iscrivere persone al sito.

Quella percentuale che cediamo è dunque giustificata dal servizio ricevuto, e cosa ancora più importante, viene pagata solo a fronte di un guadagno.

Mi spiego: Su eBay o BuyMeACoffee, la commissione viene pagata solamente se riceviamo i soldi. Possiamo capire quindi che è una situazione nella quale vinciamo tutti.

Ultima cosa da capire

Rimane da capire solo un’ultima cosa, ovvero perché queste trattenute (almeno a me) stanno antipatiche.

La soluzione è molto semplice e la possiamo trovare in una cosa chiamata stipendio. Difatti da lavoratori dipendenti tutta la trafila di trattenute, costi, balzelli e varie viene oscurata dal numero finale che è quello che ci verrà bonificato sul conto comune.

Tassazione presente in busta paga
1823.92€ con 566.83€ di trattenute in busta paga.

Il riflettere e l’analizzare tutte le uscite cercando di capire cosa si potrebbe ottimizzare è un processo che nemmeno ci passa per la testa, anche perché una volta che abbiamo il cedolino della paga, i giochi sono fatti.

Non possiamo più agire su nulla.

Di conseguenza, sin dalle prime esperienze lavorative, adagiamo il nostro cervello su quella cifra e la adattiamo alla nostra vita, ai nostri investimenti e alle nostre spesa.

Come ragiona un imprenditore

Il discorso diventa molto più interessante quando andiamo a vedere come ragiona un imprenditore. Difatti costui è abituato a ricevere bollettini da pagare, tasse, trattenute e chi più ne ha più ne metta.

Martedì scorso stavamo parlando di tassazione sulle Criptomonete durante la mastermind e un ragazzo se ne è uscito dicendo

Beh, il 26% non è poi così male. C’è molto peggio.

Discorso nella mastermind

Appena lo ho sentito ho subito realizzato che imprenditori e dipendenti sono veramente distanti anni luce.

A me il 26% sui dividendi mi sembra un’infinità e ragiono ancora in termini di “ah, se non ci fosse” invece che “chissà si esistono investimenti alternativi per ridurlo”.

Gli imprenditori sono già scesi a patti con il fatto che certe cose esistono e basta (tasse, commissioni ecc.), quello che si può fare è andare ad agire sui guadagni per riuscire a mettere in piedi un’attività che riesca a prosperare al netto di tutte le spese.

In realtà si può anche andare ad agire sulle uscite, ma questo discorso è già più complicato ed esula dal contenuto di questo articolo.

Concludendo

Appena ci si muove un po’ si capisce che le nostre visioni spesso si rivelano ottuse e miopi, come per le commissioni nel mio caso.

Il bello di scoprire questo è l’apprendere che a parità di problemi, molte altre persone si danno da fare e riescono ad ottenere i risultati desiderati.

Gli stessi risultati che magari noi evitiamo per paura di non poterli raggiungere a causa di spese troppo elevate con le quali non siamo abituati a confrontarci.

Dobbiamo quindi avere il coraggio di spingerci in situazioni più scomode (o di disagio, come detto in questo episodio del podcast), lasciando alle spalle le nostre convinzioni pregiudizi e stereotipi per raggiungere nuovi livelli di consapevolezza.

E tu da che parte del fiume sei? Lato dipendente o imprenditore? Come vivi tutte le trattenute e le tasse? Fammelo sapere nei commenti o via mail a info@diventeromilionario.it.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *