Crescita Personale,  Miglioramenti,  Racconto

Un uomo comune

Quasi ad ogni episodio del podcast incito al lasciare una recensione, dato che su Apple Podcast siamo fermi a 13 voti da febbraio.

Spesso mi dimentico, però, che esistono molte altre piattaforme sulle quali la gente può ascoltare e votare.

Oggi mi sono fatto un giro per vedere se ci fossero novità e… sorpresa! Su PodcastAddict, oltre a scoprire che ci sono 21 persone che mi seguono, ci sono ben tre recensioni (tutte recenti e tutte 5 stelle).

Recensioni del podcast su Podcast Addict
Recensioni del podcast su Podcast Addict

Ringrazio il solito Timido Folle (se non sapete chi sia ascoltatevi assolutamente la sua intervista in tre episodi: primo, secondo e terzo), ma anche Stefano e Dostu82.

Proprio quest’ultimo mi ha suggerito questo articolo, scrivendo la recensione che riporto nuovamente qui sotto

Sono un uomo comune
Sono un uomo comune

Uomo comune a chi?

Anzi, potrei rigirare la domanda con un “uomo non comune a chi?“.

Perché è esattamente quello che mi è venuto in mente quando lo ho letto. Io sono chiaramente un uomo comune, ma non lo sono forse tutti agli inizi?

Leonardo Del Vecchio, per prendere un esempio del mio territorio, è partito come garzone. Persona più comune di lui non ne esistevano.

Partiamo quasi tutti dalla stessa casella

La cosa bella è che, al netto di sfortunati e limitanti handicap fisici o mentali, partiamo quasi tutti dallo stesso punto.

All’inizio, ma tutti là. E guardando avanti possiamo vedere cosa fanno le altre persone, cercare di imitarle, motivarci e provare a guadagnare caselle. Male che vada sbagliamo e ripartiamo dall’inizio (dove peraltro eravamo già).

Mentre se partissimo dalla casella 5, ad esempio, ci vorrebbe tanto coraggio per guardare solo avanti.

Probabilmente ci si inizierebbe a voltare di frequente per vedere che nessuno sopraggiunga da dietro, vivendo il sorpasso come una sconfitta e iniziando a giocare una partita che molto probabilmente non riusciremo a vincere.

E voi direte: eh vabbè, se nascevo figlio di Berlusconi era tutta un’altra vita. Partivo dalla casella finale del gioco ed ero a posto.

Si e no, perché…

Più comune sei più vantaggi hai

Sembra un controsenso, ma conosco molti ragazzi con genitori che hanno attività avviate e rinomate che vivono male il fatto di “dover” seguire le orme dei padri.

Mentre da ragazzini era un vantaggio perché “da grande manderò avanti lo studio notarile dei miei… e che stipendio che avrò!”, crescendo le cose cambiano drasticamente.

Ci si rende conto con gli anni che quello che è stato fondato dai nostri avi diventerà per noi una scelta obbligata e non un’opzione tra le tante, privandoci di fatto della possibilità di immaginare, provare e fallire in altri ambiti.

Se l’azienda dalla quale mi sono licenziato fosse stata dei miei genitori, col cazzo che me ne sarei andato. Probabilmente non avrei neanche mai iniziato questo blog e il relativo percorso, privandomi di fatto di tutto quello che sto imparando e che imparerò!

Sarei schiavo di quello che ho letto tempo fa e che riporto qui sotto

Concordo in pieno con ciò che è scritto
Concordo in pieno con ciò che è scritto

Lavorare per un’azienda che non può licenziarti (e dalla quale non ti puoi licenziare) e che sai diventerà tua nel futuro è sia troppo comodo che troppo scomodo, ma in entrambi i casi vincolante.

Comodo perché è già tutto pronto e noi dobbiamo solo tirare avanti la carretta, scomodo perché avremo sempre un metro di paragone con i nostri predecessori, sia se volessimo cambiare qualcosa dell’azienda sia se volessimo andarcene per trovare la nostra vera felicità. Quindi tanto vale rimanere là per evitare rotture di coglioni.

Alla fine la paga è buona.

Poi c’è chi fa bingo

Ovviamente c’è una piccola parte di persone che nasce e cresce contentissima di ereditare l’azienda di famiglia, sia per un fatto di sangue, sia perchè il lavoro piace davvero.

In questo caso nulla da dire, hanno fatto Bingo e benissimo per loro!

Concludendo

Nascere senza solide radici imprenditoriali è assolutamente la miglior cosa che ci potesse capitare perché ci permette di viaggiare liberamente fermandoci ovunque e per quanto tempo desideriamo.

Detto questo, vagare a caso può anche essere portatore di problemi

È pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire.

Bilbo – Il signore degli Anelli

Come sempre, più possibilità equivalgono a più guadagno ma anche più rischio.

Ha detto benissimo Dostu82 nel commento, ovvero che la cosa che alla fin fine fa la differenza è la voglia di arrivare.

Siamo alla casella iniziale, ma siamo affamati, motivati e soprattutto…

Siamo tutti uomini comuni e proprio per questo tutti possiamo farcela!


Un suggerimento

Se avete trovato interessante questo articolo, vi consiglio un libroIl gioco Infinito” di Simon Sinek.

E vi chiedo anche di farmi sapere se siete nati nella casella iniziale, nella 5 oppure se avete fatto Bingo! Scrivetemelo nei commenti.

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