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I rischi del mio percorso

Ore 9.50 mi metto in sella. E’ prevista una mattinata caldissima e un pomeriggio ancora peggio.

Parto in direzione del negozio dove ho comprato la bici per fare un veloce controllo dopo i primi mesi di utilizzo. Si prospetta un giro di circa 80km che fino all’anno scorso mi avrebbe dato un sacco di gioia.

Questa volta è diverso.

Sento che fare “solo” quel tragitto non mi darebbe soddisfazione e, anzi, mi lascerebbe abbastanza indifferente.

Valuto le varie opzioni e vedo che “allungando un po’ la strada” potrei scavalcare il passo “La Crosetta” che ho percorso solo una volta e mi ero ripromesso di fare nuovamente.

Non passano molti km e mi rendo conto che la mia scelta è stata sbagliatissima. Il caldo e la poca acqua mi spingono a fare diverse soste nelle zone di ombra per riprendere fiato ed evitare un colpo di sole.

Sosta all'ombra con pieno annesso
Sosta all’ombra con pieno annesso

Tornare indietro era ormai impensabile e davanti mi attendevano 12km di salita.

Iniziano le domande

Questo giro al limite delle mie capacità fisiche mi ha fatto capire una cosa importante, sia a livello personale che di percorso verso il milione. Il tutto semplicemente ponendomi una domanda.

Perché?

Perché sto facendo questo? Subito sono tornato indietro all’anno scorso quando sull’onda di molti giri (brevi ma pieni di soddisfazioni) con la vecchia bici, mi immaginavo l’ancor maggiore felicità nel percorrere i soliti tragitti con una bicicletta nuova fiammante e molto più prestazionale.


L’errore di fondo è sempre quello: immaginarsi il futuro dando per scontato che noi rimarremo sempre gli stessi.
Erroneamente supponiamo che le cose che ci davano gioia un tempo, continueranno a farlo.


Purtroppo (o per fortuna) non è così. La vita è cambiamento e di conseguenza mutiamo anche noi.

Il ciclista Giacomo di quest’anno, più allenato e pretenzioso, inconsciamente sente e sa di dover fare di più per potersi ritenere soddisfatto.

E questo è un problema?

Più che per quest’anno, quello che mi fa pensare quello che accadrà negli anni prossimi. Cosa dovrò arrivare a fare per sentirmi davvero appagato?

Forse, per uscire da questa impasse, devo iniziare a pensare in termini di qualità invece che di quantità.

Il difficile, come sempre, non è soddisfare i proprio desideri bensì capire quali essi siano.

Com’è finito il giro?

Concludendo con il giro in bici, sono fortunatamente sopravvissuto. E’ stato il più lungo che io abbia mai fatto ma verso la fine, vedendo i dati, la prima cosa che mi sono detto è stata: “Cavoli, potevo arrivare a 1600metri di dislivello”.

La sensazione è che avrei potuto fare di tutto, ma non sarei stato soddisfatto ugualmente.

I dati di un giro "tranquillo"
I dati di un giro “tranquillo”

Torniamo al percorso verso il milione

Scendiamo dalla bici e riprendiamo di vista l’obiettivo del blog.

Io ora so cosa mi darà gioia di quando avrò raggiunto il milione e la relativa indipendenza finanziaria. Semplicemente il sapere di avercela fatta e il saper di poter fare quello che voglio quando voglio.

Ma quando sarò milionario a tutti gli effetti, sarà ancora così? O vivrò la libertà finanziaria come una cosa ovvia e scontata cercando soddisfazione sempre in altre cose (arrivare a 2 milioni, poi a 5 e poi chissà)?

Paradossalmente questa libertà mi renderebbe ancora più schiavo.

Come fare, quindi?

Piccoli cenni di normalità

L’unica soluzione che mi è venuta in mente è quella di rimanere con i piedi per terra e periodicamente ritornare agli inizi facendo cose, anche piccole, che ci danno soddisfazione.

Non vivendole come uno spreco di tempo o denaro, ma come un tratto di tragitto fondamentale da percorrere.

Sembrerà banale, ma l’intraprendere un percorso di crescita trattenendo il fiato (come il mio da 0 a 1 milione) rischierebbe veramente di portare al traguardo una persona che non si ricorda più dove è partita e perché.

E non voglio che succeda.

Podcast

Nel caso ve lo siate perso, ho trattato questo argomento anche nel podcast (stagione 4 episodio 17).


Vuoi ascoltare invece che leggere? Segui il mio Podcast “Diventerò Milionario – on the road” per essere aggiornato su questo e molto altro! Ogni giorno un nuovo episodio. Ti aspetto!


Concludendo

Fa un po’ ridere preoccuparsi di quando avrò un milione, ora che non sono neanche all’1% dell’obiettivo.

Spero di stare esagerando, ma preferisco essere pessimista e prevenire un’eventualità del genere piuttosto che ritrovarmici dentro senza nemmeno accorgermene.

Sicuramente a seguito di queste riflessioni avrò meno remore a festeggiare il raggiungimento di alcuni traguardi, tra tutti i 100.000€ (e poi 250.000 e 500.000).

Fino a pochi giorni fa l’avrei visto come uno spreco di soldi, ma alla luce di quanto detto in questo articolo sarà un piacere spenderli!

Nel breve termine, in ogni caso, poco cambia. Devo stare con la testa bassa, lavorare duramente e arrivare ai 100.000€ (a proposito, se volete registrarvi al sito cliccate qui!).

Voi l’avete mai notato?

Avete mai notato, raggiungendo un obiettivo, che le vostre necessità erano cambiate e di conseguenza quel traguardo non era più una figata come sembrava agli inizi?

Fatemelo sapere nei commenti!


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