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Sveglia alle 5. Siamo sicuri funzioni?

La mastermind del 13 luglio, nonostante la scaletta prevedesse un altro argomento, è iniziata con un dibattito sull’utilità o meno della sveglia di prima mattina (alle ore 5-6).

Questo è stato bello perché quando si inizia a parlare di qualcosa in maniera spontanea si creano sempre discussioni molto interessanti.

A seguito di questo articolo e di questo episodio del podcast ed essendo presente alla mastermind anche Davide (protagonista di entrambi i contenuti prima linkati), l’attenzione è andata subito lì.

Il mio punto di vista

Come ho già detto in molte occasioni, questa routine di svegliarsi alle 5 del mattino ha sempre fatto molta presa su di me. Credo per due ragioni.

La prima perché sono sempre stato uno che dorme volentieri ad oltranza. Intraprendere questo percorso così radicale cambiando questa abitudine mi avrebbe fatto capire che se mi impegno posso raggiungere qualsiasi risultato, anche se all’inizio sembra assurdo e impensabile.

Un po’ come la strada verso il milione, di conseguenza questa similitudine mi porterà ad aumentare la consapevolezza che “si, ce la possiamo fare”.

La seconda, più banalmente, per iniziare la giornata con il piede giusto. Il fatto di guardare l’orologio, vedere che sono le 7 e che abbiamo già fatto diverse attività (nel mio caso allenamento, meditazione e registrazione del podcast) da una motivazione e uno slancio per affrontare il resto della giornata con leggerezza e uno stato di soddisfazione permanente.

Se vogliamo possiamo aggiungere anche una terza ragione per il quale lo sto facendo. Ovvero il fatto di provare, documentare e esporvi le mie conclusioni. Faccio da cavia per vedere se è realmente come tutti lo descrivono oppure no.

La posizione degli altri

Che ci crediate o no, tutti gli altri partecipanti (a parte Davide che ha la sveglia presto per motivi lavorativi) non sono favorevoli a questa visione.

Non che sia un problema, solo che mi ha fatto strano sapere che una pratica universalmente definita fondamentale per il raggiungimento del successo abbia attecchito solo in me. Specifico, gli altri non sono più indietro di me in un ipotetico percorso verso il successo e la libertà finanziaria (forse al momento è addirittura il contrario).

Questa diffidenza è data dal fatto che una o due ore di produttività in più le si possono tranquillamente ricavare all’interno della giornata semplicemente con piccoli accorgimenti (nascondere il cellulare, mettersi in un posto tranquillo ecc.).

Inoltre, le persone sono portate ad essere produttive in determinati periodi della giornata. Chi la mattina e chi addirittura la sera dopo le 22, come testimoniato da un partecipante.

Svegliarsi presto può dunque rischiare di essere controproducente se ci fa arrivare stanchi al nostro momento più produttivo.

Dove sta la verità?

Sulla produttività

Sulla questione della produttività parzialmente concordo anche io. Essendo più focalizzati e meno dispersivi probabilmente si riescono a portare a casa gli stessi risultati utilizzando uno stile di vita piuttosto che un altro.

La cosa certa, che ho imparato a mie spese in questi anni, è che una cosa prima la fai, meglio è. Man mano che la giornata avanza la possibilità che si intromettano imprevisti cresce sempre più.

Lo ho subito soprattutto con il podcast. Quando ho iniziato a farlo a fine lavoro (per forza di cose) ho notato che quasi mai le cose andavano come le programmavo e dovevo fare i salti mortali per concluderlo.

Mentre registrando alle 6, quando ancora tutti dormono, la possibilità di essere interrotti è pressoché nulla.

Soprattutto con una figlia piccola che può essere definita come la causa principale di imprevisti al mondo!

Sull’umore

Se produttivamente i due comportamenti si possono equivalere, a livello di stato d’animo non c’è gara. Il fatto di essere già lanciati e sapere che tutt’attorno la gente sta ancora dormendo, fa sentire benissimo (a me succede così).

Anche in questo caso possiamo parlarne, perché se lo svegliarsi presto fa girare i coglioni allora è meglio lasciar perdere. Fare qualcosa per forza e tanto per fare è la peggior soluzione a qualsiasi problema

A cosa non rinunciamo

Una cosa alla quale sicuramente nessuno di noi rinuncia è il pianificare la giornata a priori. Ma la pianificazione tramite planner e il capire quanto abbastanza è abbastanza saranno argomenti che affronteremo più avanti e che sono stati discussi nelle scorse Mastermind.

Due cose importanti da capire

Alla luce di quanto detto possiamo sintetizzare il tutto con due punti chiave da portarci a casa.

Il primo e più importante è che non esiste una soluzione giusta per tutti. Una persona può essere portata a pensare che per essere di successo sia fondamentale svegliarsi presto, perché è quello che tutti dicono (e lo pensavo anche io).

Dobbiamo però assolutamente ricordarci di mettere in dubbio tutto e sono contento di averlo fatto con i partecipanti alla mastermind che mi hanno aperto gli occhi sul fatto che l’equazione

Sveglia alle 5 = Successo

Non sia necessariamente vera. Almeno non per loro.

La seconda cosa è la soddisfazione. Se siamo soddisfatti di quello che facciamo, di come lo facciamo e non sentiamo la necessità di provare altro, perché sbatterci per introdurre una routine che può stravolgere la nostra vita in maniera magari negativa?

E’ sufficiente sapere che nel caso le vostre necessità dovessero cambiare e vi sentiste troppo stretti con i tempi, la mattina vi può offrire una/due ore di libertà da impiegare come meglio preferite.

Concludendo

Io sto introducendo questa abitudine mattutina perché ne sento il bisogno e perché mi piace. Mi da molto sollievo, però, sapere che c’è chi non lo fa e raggiunge ugualmente i suoi risultati.

Voi da che lato della sveglia vi ponete? Pre o post 6 di mattina? Fatemelo sapere!

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