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Stiamo perdendo di vista la realtà sui margini di guadagno

Oggi avevo in programma di fare l’inventario dei Lego che ancora ho in soffitta per metterli in vendita ed eliminare quel pensiero dalla mia testa.

Sembra sciocco ma sapere di avere al piano di sopra chissà quali tesori, ogni tanto mi faceva vagare con la mente verso luoghi sconosciuti.

Così lo ho inserito come attività odierna nel planner ed eccomi qua.

Come sempre, nulla di che

L’entusiasmo della caccia al reperto in modalità Indiana Jones, come succede sempre, si è spento ben presto.

Dopo un veloce controllo del valore di tutti i set Lego presenti all’interno, ho avuto conferma che nessuno di essi aveva acquisito un valore degno di nota.

Per avere un’idea del prezzo al quale si può vendere un oggetto, è sufficiente andare su eBay, ricercarlo e filtrare per “Oggetti Venduti”.

Filtro per oggetti venduti attivato
Selezioniamo il filtro per oggetti venduti

Difatti un conto è il prezzo al quale una persona vorrebbe vendere, un altro è quanto il mercato è in realtà disposto a pagarlo.

Ma è davvero così nera la situazione?

Comprare un oggetto a 30€ e riuscire a rivenderlo con un guadagno di 10€ dovrebbe essere l’anima dell’imprenditoria. E’ come se avessi una macchinetta che ad ogni 3€ che inserisco me ne ridà 4.

La domanda che ora vi faccio è

Se aveste una macchinetta del genere, quanti soldi buttereste dentro?
Tutto e ancora di più, giusto?

Ma anche se per ogni 30€ tornassero in tasca netti e puliti 5€. O se per ogni 10€ guadagnassi 1€.

Non mi riferisco alle slot machine ovviamente!
Non mi riferisco a queste ovviamente!

Alla fine la macchinetta quello mi restituisce, quindi devo solo avere la pazienza di continuare a buttare dentro il più possibile.

Dove trovo questa macchinetta?

Io credo che i Lego siano un ottimo esempio di questo tipo di funzionamento. Col tempo, capendo quali sono i set preferiti ed i trend, si riesce a selezionare con un ottimo grado di precisione che cosa comprare.

Un altro modo potrebbe essere comprare oggetti usati su eBay e rivenderli altrove, o combinarli con altri per far si che il prezzo di vendita sia di molto superiore alla somma del valore dei prodotti.

Possiamo quindi capire che questa macchinetta non si trovi in un posto piuttosto che in un altro, bensì ovunque attorno a noi e più prestiamo attenzione, più ne scoviamo.

Purtroppo è stata dichiarata defunta

Eh già. Non so se l’avete sentito ma questa macchinetta è morta. O almeno, è stata dichiarata tale.

Tutto a causa delle rendite dei nuovi prodotti finanziari e non, che stanno spopolando ovunque in questi ultimi anni.

Mi sto riferendo chiaramente alle Criptomonete, ma anche, più banalmente, al collezionismo.

Prendendo ad esempio le carte Pokemon, analizziamo le immagini qui sotto

Nella mia infanzia, quelle stesse carte che ora valgono decine di migliaia di euro le potevo comprare con poche migliaia di lire.

Viene dunque naturale iniziare a ragionare in termini di guadagni di 10.000 volte tanto.

Se succede per una carta di Charizard, perché non può succedere per un set Lego che ho in soffitta?

Stessa cosa per le criptomonete. Bitcoin è passato in 9 anni da 1 dollaro fino a quasi toccare quota 60.000.

Andamento del Bitcoin dal 2011
Andamento del Bitcoin dal 2011

Se succede per una criptomoneta, perché non può succedere anche per le altre che ho comprato a caso?

Sia quello sul Charizard che quello sul Bitcoin sono palesemente ragionamenti sbagliati e che rischiano di sfociare nella speculazione piuttosto che nell’investimento con ottica di lungo periodo.

Il problema di fondo è che ormai tutti (trader, youtuber ecc.) hanno cavalcato così tanto questa onda da far passare tutto come normale e ripetibile nel tempo.

1000 modi per guadagnare con le cripto

Come guadagnare con le carte Pokémon in edicola

Titoli di articoli trovati nel web

Per carità, tutto è assolutamente possibile. Ma bisogna fare un passo indietro e tornare a ragionare in termini di “Compro una bustina a 5€ e la rivendo a 8”, non “compro una bustina a 5€ e la rivendo a 150€”.

Il mio ex datore di lavoro

Un altro esempio lampante è dato dal mio ex datore di lavoro, che aveva ben chiaro cosa volesse dire tutto questo.

Mi ricordo che ancora due anni fa lo sentii dire, riferendosi proprio ad un set Lego Brickheadz di Harry Potter, “Questo set adesso vale un sacco di soldi“!

Set LEGO da "un sacco di soldi"
Set LEGO da “un sacco di soldi”

Allora tutto curioso andai a vedere i prezzi, aspettandomi cifre ben oltre i 100€ e invece… si attestavano sui 40€ (e ora, due anni dopo, sui 70€).

Per lui, un guadagno del 20-30% che lo faceva felice. A mio modo di vedere, invece, un utile ridicolo.

Lascio a voi capire chi dei due avesse l’atteggiamento corretto!

La discussione nella Mastermind

Il sassolino che ha scatenato la valanga che ha portato a questo articolo l’ha lanciato Christian nella mastermind di qualche mese fa quando stava riflettendo a ruota libera a seguito di un confronto su alcuni guadagni.

Un ragazzo ce li aveva esposti in termini di utili in percentuale “con quella transazione ho fatto il 20%, in quella il 15% ecc”. Utili molto buoni, ma pur sempre umani.

E appunto il buon Christian puntualizzava come al giorno d’oggi ragionare con utili inferiori al 100% sembri quasi un fallimento, visto l’attenzione e l’attesa che c’è dietro a tutte le nuove tecnologie (blockchain, DeFi ecc.) e al breve ma intenso ritorno di fiamma che c’è stato verso il collezionismo.

Entrambe cose che potenzialmente possono dare rendimenti incredibili.

Il video di chiusura del cerchio

Finora tutte queste riflessioni mi ballavano in testa senza trovare un filo logico che mi potesse permettere di scrivere un articolo a riguardo.

Il click me l’ha fatto fare il buon vecchio Gary Vee con uno dei suoi video Trash Talk dove gira per “garage sales” e cerca oggetti da comprare per rivenderli su eBay

Gary Vee e i guadagni da Garage Sale. Un telefono comprato a 2 dollari viene venduto a 15
Gary Vee e i guadagni da Garage Sale

L’entusiasmo nel cercare qualsiasi cosa da comprare a basso prezzo e rivenderla generando un utile che sulla carta sembra bassissimo, mi ha fatto realizzare quello che vi sto raccontando ora.

Tornando ai miei Lego

Con questa nuova consapevolezza sono tornato ai miei set Lego.

Ora, vedere che qualcosa che ho pagato 30€ può essere venduto attorno ai 50 e darmi di conseguenza un guadagno di circa 10€ (togliendo spese le commissioni varie) mi sembrava una gran cosa.

Il fatto di partire dal piccolo, guadagno dopo guadagno, costruendo una base solida e una grande esperienza nel settore ci da il via per arrivare a raggiungere traguardi importanti.

Però dobbiamo scordarci le rendite del 10000% o più, perché quelle sono solamente speculazioni che cercano di essere vendute come normale attività finanziaria.

Il puntino di connessione mancante

Quello che ora mi sto rendendo conto manchi completamente, almeno a me, sia l’importanza del capitale investito. Difatti se compro 5 dollari di Bitcoin e questo raddoppia, ne avrò 10. Ma se ne compro 50.000 dollari, ne avrò 100.000.

Anche in questo caso, il 99% delle persone che parla e/o che possiede Bitcoin è convinto che andrà “To The Moon” molto presto (e a 100.000 entro fine anno).

Ma quanti di questi sono disposti ad investire cifre ingenti per godere di tutta questa crescita?

Io personalmente non lo farei mai, fermo restando che sono convinto che ci sarà una nuova futura crescita (non so se nel breve).

Chiarito questo… torno a fotografare e a mettere in vendita set LEGO.


Per quanto riguarda partita IVA e adempimenti vari, vi invito a rivolgervi ad un commercialista prima di intraprendere la strada dei venditori seriali di qualsiasi cosa!

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