Guadagnare,  Racconto

Donare il sangue, guadagno e inversione

Lunedì sono andato a donare il sangue, la prima donazione da imprenditore digitale.

E chi se ne frega, direte voi!

Può starci, se non che c’è stato un cambiamento interessante al quale ho dovuto prestare attenzione, che ha anche portato ad una riflessione che vedremo a fine articolo.

Se sei dipendente e doni il sangue

In tutte le mie 13 precedenti donazioni, mi sono sempre presentato in qualità di dipendente. Questo vuol dire che ho sempre richiesto il certificato stare a casa dal lavoro.

Per chi non fosse avvezzo, prima di donare bisogna compilare un questionario anamnestico di tutto quello che è successo negli ultimi mesi per scremare chi non possiede i requisiti necessari (la cosa che può fregare parecchie persone sono i tatuaggi. Difatti quando ce ne facciamo uno, non possiamo donare per 4 mesi).

Prima di tutte queste domande ci viene chiesto come preferiamo “essere ricompensati” e c’è una scelta tra due opzioni

  • Permesso lavorativo
  • Rimborso spese di trasporto

Finora avevo sempre optato per la prima scelta, che altro non comporta che il rilascio di un certificato da dare al datore di lavoro che ci garantisce la possibilità di godere dell’intera giornata a casa (retribuita normalmente).

Ma ora che non lavoro più da dipendente le cose sono cambiate. Non c’è nessun datore al quale consegnare il foglio o un lavoro dal quale assentarsi. E quindi che fare?

Se NON sei un lavoratore dipendente e doni il sangue

In tutti gli scorsi anni mi sono sempre chiesto cosa comportasse questa opzione, pensando che prima o poi l’avrei scoperto sulla mia pelle.

Bene, lunedì è successo.

Verso fine donazione fermo un’infermiera che passava di là e le chiedo come funzionasse questo tipo di rimborso.

Dopo una breve spiegazione capisco che devo andare alla cassa dell’ospedale (dove solitamente si paga) con il certificato e loro avrebbero calcolato i kilometri percorsi e il relativo rimborso.

A fronte di 45km di spostamento ho percepito (cash e al momento) 6.88€.

Che è una figata per due motivi.

Il primo è che farsi pagare in contanti e al momento è di una comodità assurda. Ok, anche mettere la spesa in detrazione corrisponde lo stesso a un guadagno, ma avendoli in contanti sai che puoi farci quello che vuoi quando vuoi.

Il secondo motivo è l’inversione. In che senso? Vediamolo subito.

L’inversione alla cassa

Tempo fa avevo letto una frase che diceva: “Devi smetterla di fruire contenuti in maniera passiva, cerca di diventarne il creatore. Guardi video su YouTube? Inizia a fare video per YouTube.”

Può sembrare una sparata, però nel suo piccolo ha assolutamente senso.

Se difatti iniziassimo a chiederci come poter trasformare qualsiasi uscita di denaro o tempo in qualcosa che ci faccia guadagnare (denaro o conoscenza), la nostra vita cambierebbe radicalmente.

Molto probabilmente ce ne verremmo fuori con delle idee (magari banali) che ci permetterebbero di risparmiare molti soldi o acquisire conoscenze gratuitamente o addirittura guadagnandoci.

Nel mio caso è proprio quello che è successo. Ho trasformato un luogo nel quale solitamente si paga (la cassa dell’ospedale) in un luogo che ha pagato me.

Ovviamente come idea non è sostenibile perché più di 4 volte all’anno non posso farlo, però è sempre una goccia in più nel secchio della nostra esperienza e conoscenza.

Più riempiamo questo secchio (anche con azioni che possono sembrare banali) più ci convinciamo di poter e voler fare di più e meglio.

Inizieremo a chiederci: “Come posso far fruttare questa cosa?” oppure “Come posso ottenere questa cosa gratuitamente?”.

E quando iniziamo a guardare il mondo in modo diverso con spirito costruttivo, le possibilità attorno a noi si moltiplicano.

Due esempi pratici

Per fare un esempio calzante, possiamo vedere come l‘ idea di questo articolo che porterà visualizzazioni di utenti e di pubblicità (a meno che non siate utenti oro) sia stata partorita a seguito di un’attività per la quale sono stato pagato.

L’altro esempio è il giocatore di golf. Ne conosco uno che quando va, oltre a giocare vaga anche per i campi raccogliendo palline che poi vende in grosse quantità in internet.

Appena me l’ha raccontato ho avuto ulteriore conferma che per guadagnare soldi non serve inventare il nuovo Facebook, basta stare con i piedi per terra, guardarsi attorno e aspettare il lampo di genio.

E voi?

Avete svolto qualche attività per la quale pagavate e che siete riusciti ad ottenere gratuitamente (o addirittura facendovi pagare) grazie ad una brillante idea?

Ditemelo assolutemente!

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