Una settimana fallimentare

Una settimana fallimentare. Ma perchè?

E’ domenica sera e in tv c’è Juventus Milan.

Era da qualche giorno che me la stavo pregustando e non vedevo l’ora di guardarla. Invece, poco prima dell’inizio, mi sono detto: “NO”.

E ora, mentre le squadre stanno giocando, sono qui a scrivere queste righe con la televisione spenta.

Partiamo dall’inizio

La settimana appena trascorsa è volata alla velocità della luce.

L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni
L’operosità rende veloci le ore e lenti gli anni

Come saprete se mi state accompagnando nel mio viaggio, dal 1 luglio smetterò di lavorare come dipendente e riverserò tutte le mie energie in questo progetto.

Questo, per quanto mi esalti molto, richiederà una dedizione e uno sforzo massimi per far si che io centri l’obiettivo.

La facilità con la quale sono stato portato fuori rotta negli scorsi 7 giorni, senza quasi che me ne accorgessi, è stata disarmante e mi ha fatto capire che quando non avrò lo stipendio a mantenermi, dovrò stare all’occhio tutti i giorni.

Difatti il non lavorare più da dipendente mi porterà a potermi concentrare solo su diventerò milionario, con tutti i pro del caso (tanto tempo e tantissime energie) e i relativi contro (nessun altro che ci dica cosa fare o che ci organizzi la giornata).

E soprattutto, nessun introito mensile stabile indipendente dalla nostra produttività.

Tutto quello che arriverà (o non arriverà) dal 1 luglio in poi sarà al 100% responsabilità mia.

Procrastinare la mastermind

Un altro indicatore del fallimento è stato come ho vissuto il rinvio della Mastermind. Invece che essere dispiaciuto per il dover attendere altri giorni prima di potermi confrontare con altre persone su molti temi interessanti, ne ero sollevato (non che il rinvio sia stata una mia scelta, beninteso).

Tutto ciò con in mente una sola cosa: Non ho la mastermind, quindi posso andare a farmi un bel giro in bici!

Un bel giro in bici per tirarmi su di morale… anzi no

Sabato, difatti, per svoltare la settimana mi sono detto: “Facciamo un bel giro in bici”.

Dopo ogni uscita mi trovo sempre in uno stato di piena soddisfazione e non vedevo quindi l’ora di assaporare nuovamente questa sensazione.

Mi sono messo in strada dicendo: “Cosa può andare storto?”.

Ed effettivamente nulla è andato male, ma neanche particolarmente bene.

Ho concluso un giro di 110km stando in bici 6 ore e alla fine non ero né particolarmente stanco né particolarmente soddisfatto.

Nonostante i panorami fossero mozzafiato.

Panorama del lago

Perchè mi stavo trasformando in un’ameba emotiva?

A questo punto mi sono fermato e ho cercato di capire perché l’escursione in bici non avesse dato gli esiti sperati.

La risposta mi è arivatta da li a poche ore grazie ad un’illuminazione

Non era in giro in bici in se a darmi gioia, ma cosa esso rappresentava

In tutti i giri che facevo, la soddisfazione non mi era data (solo) dallo sforzo in se, ma dal pensare a tutto quello che nei giorni precedenti avevo fatto per avvicinarmi sempre più al il mio obiettivo.

Era come mettere la ciliegina sulla torta.

Non avendo prodotto nulla nella settimana, non c’era nulla da festeggiare. E di conseguenza anche il giro in bici non ha fatto altro che amplificare questa sensazione di vuoto.

Me la fossi gustata e mi fossi riposato…

La cosa brutta di questa situazione è che, oltre a non essere stato produttivo, non mi sono neanche riposato.

E’ ovvio e fisiologico che ogni periodo intenso sia seguito da una sosta rigeneratrice più o meno lunga. E ci si riposa proprio perché si stacca completamente da quello che si è fatto, si gustano i risultati raggiunti e si riflette sulle nostre azioni.

Di modo che, una volta terminata questa pausa, siamo pronti a riprendere le nostre attività con nuova energia e ritrovato entusiasmo.

Invece questa settimana doveva essere nella mia testa come tutte le altre, ovvero di produzione di contenuti e/o di fruizione di materiali vari per crescere sempre più.

La mancanza di tutto ciò mi ha portato a vivere la mia improduttività con negatività piuttosto che abbracciarla con serenità dicendo: “la settimana prossima andrà meglio”.

Proprio perché non era previsto questo stop e il suo arrivo mi ha colto impreparato impedendomi di approfittarne appieno.

Per farla breve, è il classico cane che si morde la coda

Sono improduttivo -> mi incazzo -> sono ancora meno produttivo

L’unico modo per rompere questa impasse è scegliere di tornare ad essere produttivi. Anche scrivendo solo una frase.

Ed è esattamente quello che ho fatto io. Al posto della partita ho scritto solo una frase, quella introduttiva dell’articolo. Ma è stato un gesto importante nei miei confronti.

Capire dagli errori e ripartire

Ora che l’articolo è scritto ed è pubblicato, posso finalmente andare a vedere un video su YouTube che mi ispirava molto. Volevo vederlo prima di terminare la scrittura ma, anche in questo caso, mi sono detto: “NO”.

Prima finisci quello che hai iniziato e poi ti sollazzi, due settimane fallimentari di fila sarebbero decisamente troppe!

A riprova di quello che ho detto, oggi che sto per pubblicare l’articolo (15 maggio 2021) ho finalmente la mastermind, che si sovrapporrà alla partita Juve – Inter impedendomi di guardarla.

Sembra poco? Forse lo è, forse no. Ma è sempre un segnale che diamo al nostro cervello e a noi stessi!

Basta cazzeggiare, abbiamo un obiettivo da raggiungere e sempre meno tempo per farlo!


Vuoi ascoltare invece che leggere? Segui il mio Podcast “Diventerò Milionario – on the road” per essere aggiornato su questo e molto altro! Ogni giorno un nuovo episodio. Ti aspetto!


E voi?

Anche voi vi riconoscete in questi ragionamenti e in queste situazioni? Siete arrivati anche voi al punto di dire: “NO, adesso devo darmi da fare”?

Raccontatemelo nei commenti!

2 Comments

  • Dario

    Giacomo, il senso del tuo articolo è assolutamente chiaro e comprensibile. Vorrei proporre però un’altra chiave di lettura: secondo me la nostra mente ha bisogno tanto di lavoro (nelle sue forme varie, sia esso fisico sia mentale) quanto di “svago”, ed anzi avere tali obiettivi di svago anche giornalieri non può che far bene. Io potrei anche essere particolarmente produttivo durante la giornata proprio in vista della serata di “svago”, che può essere visto come obiettivo a brevissimo termine. Inoltre vivere qualsiasi attimo di svago con senso di colpa potrebbe all’opposto creare un circuito mentale perverso, impedendo di ricevere i benefici stessi dello svago.

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