casa minimalista

Il minimalismo secondo me

Netflix spesso è associato al binge watching di serie tv quali “La casa di carta”, “Orange is the new black” e “La regina degli scacchi”.

Nel caso ve lo steste chiedendo… si, ci sono cascato anche io. Almeno con le serie tv sopra citate (e ovviamente Stranger Things).

Ma non divaghiamo.

Ogni tanto mi capita di scorrere fino alla sezione “Documentari” e giovedì scorso è stato proprio uno di quei giorni. Vi confesso che quando finisco in questa categoria, raramente rimango deluso.

Il documentario che ha attirato la mia attenzione, in questo caso, è stato

The Minimalists: Less Is Now



Ora, tutti crediamo di sapere cosa significhi minimalismo.

Sopravvivere col minimo indispensabile.

Un monolocale, un tavolino, una sedia, tre posate un piatto e un materassino come letto. Privarsi di tutto, in sostanza.

Un minimalista convinto
Ma anche no!

Va da se che affrontare una transizione verso questa modalità di vita sia assolutamente impossibile.

Con tutti gli oggetti e i servizi che possediamo e che siamo abituati ad utilizzare (Netflix, per citarne uno!) questo cambio estremo è inaffrontabile.

Almeno, questo era quello che pensavo fino alla visione del documentario “The Minimalists: Less Is Now“.

La svolta

La vera rivoluzione sta nel vivere il minimalismo ponendosi una semplice domanda

Questo oggetto mi da gioia? Contribuisce a migliorare la mia vita?

Se sì, rimane con noi. In alternativa è il caso di liberarcene.

Non è più una questione privazione, quindi, ma diventa un percorso verso la riscoperta della gioia che certi oggetti possono darci.

E non è neanche una questione di risparmio, come potrebbe sembrare.

Se ho bisogno di una collezione di 100 cucchiaini d’oro per essere felice… me la compro! E me la godo tutti i giorni.

Ma minimalismo non significa risparmio?

Certamente, ma in un senso diverso da quanto siamo abituati a pensare.

Anzi, il risparmio può essere il principale nemico del minimalismo.

La tovaglia

Andiamo a vivere da soli e compriamo una tovaglia. Ovviamente siamo i più furbi e compriamo quella meno costosa perché… a cosa vuoi che serva una tovaglia?

Fatalità dopo due pasti è macchiata e dopo un lavaggio è bucata.

Non la buttiamo. La useremo di sicuro ogni tanto, ma siccome domani vengono amici a cena ne compriamo una nuova.

Stavolta non ci fregano più, però! Risparmiamo ma non troppo. Non vogliamo mica che si rompa subito.

Dopo tre lavaggi le cuciture si rompono.

E avanti così. Continuiamo ad accumulare tovaglie e a comprarne sempre di nuove, un po’ più costose. Sperando che durino di più.

Ora, rivivendo la situazione in modalità “minimalismo”, potremmo vederla in questo modo:

Mi serve una tovaglia. Vado nel miglior negozio di tovaglie d’Italia e la pago 200€.

Dopo 10 anni è ancora perfetta e la uso per qualsiasi occasione.

Quale oggetto mi da più gioia? L’ennesima tovaglia traditrice o quella che ci ricorda tutte le occasioni conviviali passate?

Il risparmio molto spesso è solo un’illusione. E’ meglio risparmiare, pazientare e piazzare il colpo qualche mese dopo.

Sempre ricordandoci che

The bitterness of poor quality remains long after the sweetness of low price is forgotten.

La mia esperienza

Posso portare come esempio personale l’acquisto della bicicletta da corsa.

Non sono qua a fingermi il guru del risparmio o quello che compra e mente sul costo.

Come ho già detto, colei che arriverà nei prossimi mesi ha il costo di 3570€. 3070€ se consideriamo il bonus mobilità di 500€.

Wilier Cento10sl
Wilier Cento10sl

Già, non è quella che avevo dichiarato qui, Il perchè sarà argomento di un altro articolo!

Chiaro che alla luce di un investimento del genere vanno fatte molte considerazioni e tutti gli altri progetti di acquisti svaniscono d’improvviso.

Quindi salutiamo questo mio sogno, nel cassetto da quasi un decennio.

Ho la fortuna di vivere in una parte di Italia dove l’inquinamento luminoso è quasi nullo e ogni notte il cielo offre uno spettacolo incredibile.

Ciononostante ho dovuto rifletterci e sono giunto alla conclusione che preferisco poter fare uscite in bici di un certo livello piuttosto che passare le notti al freddo cercando di inquadrare la luna.

Foto della luna
Non credo che verrebbe così bene…

Agire su quello che già si possiede

E’ sempre facile prendere delle decisioni su oggetti da acquistare, la bicicletta nel mio caso.

Molto più difficile è prendere la propria situazione per le palle e dire

Ok, sono pieno di oggetti inutili. Buttiamoli! Alleggeriamoci

Fortunatamente lo scorso week end sono riuscito a ricavarmi un paio d’ore di tempo a questo scopo.

Nel caso ve lo steste chiedendo… no, non serve più tempo.

Servono solo sacchetti delle immondizie grandi, scotch per chiuderli e tanta voglia di buttare il buttabile.

Risultato, nel mio caso, 4 sacchi pieni di “cose” che in 3 anni in questa casa non avevo mai usato.

E un senso di leggerezza molto piacevole!

Può sembrare uno spreco gettare oggetti che magari sono (o ci sembrano) ancora nuovi. Il problema è che se cadiamo nel circolo vizioso del dire “dai, lo metterò in vendita prima o poi“, rimarremo sempre con la casa strapiena.

Ad un certo punto dobbiamo accettare di aver sprecato soldi, buttare e ricordarci che il vero spreco sarebbe ripetere l’errore di questo tipo di acquisto.

Sfruttiamo l’occasione

Ora che siamo nella fase “distruttiva”, vi do un consiglio. Io ho sfruttato questa situazione per aggiungere una fase “riorganizzativa”.

Avendo liberato un sacco di spazio mi piangeva il cuore rimettere gli oggetti superstiti alla rinfusa dentro gli armadi.

Ho così approfittato per riorganizzare le varie mensole e cassetti.

Se ogni cosa ha il suo posto, ogni cosa sarà sempre al suo posto.

Devo dire che, nonostante siano passati solo tre giorni, i risultati sono entusiasmanti.

Agire in maniera estrema

Se volete buttarvi a capofitto in questo nuovo stile di vita, vi racconto cosa ha fatto un protagonista del documentario.

Ha chiuso tutti i suoi oggetti (tutti) in degli scatoloni. Nelle tre settimane successive qualsiasi cosa gli fosse servita sarebbe stata estratta.

Scatole piene di "cose"

Alla fine, come era facile prevedere, la maggior parte degli scatoloni è rimasta sigillata.

Concludendo

Questa nuova visione di minimalismo mi ha svoltato la vita.

Ora, quando sto per comprare un oggetto mi dico:

Dai Giacomo, non fare stronzate. Sappiamo benissimo che fra due giorni non lo useresti più. Risparmia qualcosa che ti da gioia

Che è molto meglio di viversela così

Vorrei comprarlo ma non posso perché sono minimalista e devo vivere nella privazione e nella tristezza.

E voi?

Avete visto questo documentario? Ha avuto lo stesso effetto dirompente che ha avuto su di me oppure avete tratto altre conclusioni?

O magari siete già minimalisti?

Fatemelo sapere nei commenti!

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