Cosa sono i futures

I Futures: cosa sono come funzionano

Mai sentito parlare dei futures? Molto probabilmente si perché parliamo di uno degli strumenti finanziari derivati più scambiati sui mercati di tutto il mondo. 

Basti pensare che circa il 40% delle contrattazioni sui mercati finanziari verte proprio sui futures.

Ecco perché è importante conoscerne la natura ed il funzionamento che, come vedremo, è tutt’altro che complicato.

Partiamo dal cercare di capire cosa sono.

Cosa sono i futures

I futures sono semplicemente dei contratti derivati, negoziati su mercati regolamentati, con cui due parti si  impegnano a scambiarsi  l’attività sottostante (rappresentata da beni o strumenti finanziari) ad un prezzo e ad una scadenza entrambi già prefissati.

Semplificando ulteriormente, possiamo dire che i futures permettono di acquistare un’attività, finanziaria o non finanziaria, in maniera differita e ad un prezzo già prestabilito in partenza.

Dal punto di vista storico i futures nascono molti secoli fa, nel settore agricolo, come contratto di compravendita a termine di prodotti agricoli, con cui gli agricoltori riuscivano ad assicurarsi una buona mole di vendite ancor prima che il raccolto fosse pronto.

Ancora oggi è possibile acquistare i cosiddetti commodity futures, contratti a termine con cui ci si impegna ad acquistare commotidies (termine che significa merce, in inglese) come caffè, oro o metalli.

Il funzionamento

In origine i futures nascono come strumento di copertura.

Pensiamoci un attimo.

Un’azienda petrolifera che riesce a vendere parte della produzione tramite un contratto futures, si mette al riparo da eventuali ribassi del prezzo del petrolio. 

Ammettiamo che nel contratto venga sancito che tra un anno l’azienda X si impegna ad acquistare 100 barili di petrolio al prezzo di 50€ l’uno.

Tra un anno il prezzo del petrolio scende a 45€ ma l’azienda X, in virtù del contratto con cui ha acquistato i futures, dovrà pagare 50€ a barile.

Ovviamente la scelta di firmare un contratto a termine dipende dalle aspettative di entrambe le parti. L’azienda X magari prevede un rialzo mentre l’azienda che vende petrolio prevede un ribasso dei prezzi.

La natura protettiva dei futures non rende questo strumento utilizzabile solo per tale finalità, anzi al contrario, ad oggi vengono utilizzati soprattutto per finalità di tipo speculativo.

Le diverse tipologie di futures

Possiamo individuare tre differenti tipologie di futures.

Analizziamoli nel dettaglio.

Futures su valute

Con i contratti Futures su valute le due parti si impegnano a scambiarsi a vicenda due valute differenti ma la particolarità risiede nel fatto che il prezzo di cambio sarà quello in vigore alla data di scadenza del contratto.

Anche qui risalta quindi la natura intrinseca dei Futures che permettono di posticipare un’azione, in questo caso lo scambio di valute.

Questa tipologia di contratti viene spesso utilizzata a scopo protettivo per difendersi dalle eventuali fluttuazioni dei tassi di cambio delle valute.

Commodity futures

Sappiamo già che il termine commodity in inglese significa “merce”. Con questa tipologia di contratti, quindi, si a acquista o vende in modo differito un bene.

L’oggetto dei commodity futures è spesso di tipo energetico, come ad esempio il petrolio.

Il prezzo del contratto include anche costi accessori che riguardano il magazzinaggio o le polizze assicurative per la conservazione della merce.

Futures su indici azionari

I futures su indici azionari permettono di negoziare in modo differito una certa quantità di indici azionari, ad un prezzo stabilito al momento della stipula del contratto di futures.

Le camere di compensazione

Il mercato dei futures è regolamentato, quindi ciò significa che esistono degli enti che vigilano sul suo corretto funzionamento.

In Italia abbiamo la Cassa di Compensazione e Garanzia (o Clearing House) che svolge un ruolo fondamentale.

Ad ogni transazione avviata, che ha in oggetto dei futures, essa si sostituisce ad entrambe le parti (venditore ed acquirente). Ciò significa che il venditore A venderà il quantitativo pattuito di sottostante alla camera e l’acquirente B lo acquisterà sempre dalla camera.

Il motivo di tutto questo? Eliminare il rischio di controparte, ovvero la possibilità che una delle due parti venga meno all’impegno preso.

Alla scadenza prestabilita del contratto di futures, la camera consegnerà a ciascuna delle parti ciò che gli spetta.

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