La grande scommessa

Capiamo la trama de “La Grande Scommessa”

“Non sono le cose che non sai a metterti nei guai. È quello che dai per
certo che invece non lo è”

È questa l’emblematica frase iniziale del film colossal del 2015 dal titolo La Grande Scommessa (in inglese The Big Short).

Parliamo della pellicola che ha portato sul grande schermo il plateale e disastroso scoppio della bolla immobiliare statunitense avvenuta nel 2007.

Di fatto questo film, come ricorda la frase di apertura, sottolinea proprio l’importanza di non dare mai nulla per scontato, soprattutto nel mondo della finanza.

Proprio andando oltre le loro convinzioni, (costruite anche grazie all’operato delle grandi istituzioni come banche ed agenzie di rating) i protagonisti del film riescono a prevedere lo scoppio della bolla che farà guadagnare loro milioni di dollari e che, nella realtà, ha gettato sul lastrico milioni di statunitensi e non solo.

Una scommessa milionaria contro l’economia statunitense

Scommettere contro una delle economie più solide e fiorenti al mondo è una cosa da folli e proprio per questo motivo, almeno nella prima metà del film, i protagonisti di The Big Short vengono derisi e bollati come pazzi da banche ed investitori.

Per la serie “Only the brave”

Il punto è che solo loro riescono ad individuare la presenza di una falla, smascherando una vera e propria truffa ai danni di investitori e cittadini americani.

Di fatto ciò che fanno è lucrare su un’imminente crisi economica che, nella vita reale, ha veramente gettato sul lastrico milioni di cittadini statunitensi.

Infatti, nel finale del film, tutti quelli che avevano previsto ed investito sul default totale dei mutui subprime e, conseguentemente delle obbligazioni ipotecarie collegate, hanno intascato milioni di dollari.

Ciò che hanno fatto è stato semplicemente aprire posizioni corte, short, sulle obbligazioni ipotecarie acquistando swap sui mutui, strumenti con cui appunto scommettevano sul crollo di questo strumento finanziario che, fino a prima del 2007, era considerato solido ed indistruttibile.

Aprire una posizione short significa acquistare uno strumento finanziario con cui si scommette sul fatto che il valore di un certo prodotto finanziario scenderà (nel nostro caso le obbligazioni ipotecarie).

Piccoli accenni sui mutui subprime ed obbligazioni ipotecarie

Per comprendere davvero ciò che accade nel film dobbiamo approfondire il significato di alcuni concetti chiave.

I mutui subprime sono prestiti concessi a persone che, di fatto, non detengono alcuna garanzia creditizia che attesti la loro capacità di rimborsare quel prestito.

Per intenderci, disoccupati, lavoratori a nero, casalinghe e tutte le persone a basso reddito.

Questi mutui, almeno in un sistema non fraudolento, devono essere catalogati con rating B o tripla B per segnalare proprio la pericolosità di tali mutui.

Sono pericolosi perché le probabilità che non vengano rimborsati, e che le banche non ricevano i soldi dati in prestito, è molto molto alta.

Ciò che Michael Burry nel film prevede prima di tutti è che allo scattare dei tassi variabili sui mutui subprime nel 2007, questi andranno in default perché le persone non potranno più pagarli e se almeno il 15% dei mutui subprime di un’obbligazione ipotecaria va in default, allora l’obbligazione vale zero.

Allo stesso tempo le obbligazioni ipotecarie sono strumenti finanziari il cui valore dipende da un sottostante rappresentato proprio dai mutui ipotecari, che però dovrebbero possedere (almeno per il 65%) un rating tripla AAA.

Un mutuo con un rating tripla AAA è super solido perché è stato concesso ad una persona con un elevato merito creditizio, che rimborserà sicuramente quando dovuto alla banca.

Per scoprire cosa è successo e perché ben presto il valore di queste obbligazioni crollò lo scopriremo a breve.

Tempo al tempo, non abbiate fretta.



Perché nonostante avessero ragione continuavano a perdere soldi?

Eppure, nonostante la loro previsione fosse più che azzeccata, per molti mesi i protagonisti del film perdono milioni di dollari perché, mentre la percentuale di mutui subprime in default (quindi diventati inesigibili per le banche perché le persone a cui li avevano concessi non riuscivano più a pagarli) cresceva a dismisura, il valore delle obbligazioni ipotecarie rimaneva stabile.

In pratica successe che buona parte delle persone che avevano acceso un mutuo subprime a tasso variabile, si ritrovarono nell’impossibilità di poterlo rimborsare perché gran parte di loro, fin dall’inizio, non possedeva nemmeno i requisiti base per farsi concedere un prestito.

In buona parte fu quindi colpa del sistema bancario americano che concesse prestiti anche a chi non poteva accollarsene uno perché magari era disoccupato.

Bene, nonostante tutto questo come facevano le obbligazioni a rimanere stabili?

La colpa era delle agenzie di rating!

Queste non fanno altro che assegnare delle valutazioni a tutto ciò che ha a che fare con il mondo della finanza e dei mercati finanziari.

L’inghippo era proprio creato da loro. In pratica continuavano ad assegnare valutazioni tripla A in favore di mutui spazzatura che al massimo potevano meritare una tripla B.

Ovviamente le agenzie di rating erano incentivate e spalleggiate dalle banche ad agire in questo modo. Sapete quanto guadagnavano le banche da ogni obbligazione ipotecaria venduta? Il 2% di provvigione, che in tanti anni si è tradotto in miliardi di dollari di profitto.

Capite bene che gli interessi in gioco era molto molto alti.

Quindi, ben presto i nostri amici protagonisti si accorgono che, nonostante avessero previsto tutto ciò che stava accadendo nei minimi dettagli, in realtà il sistema era totalmente truccato.

Perché decisero di investire in swap sui mutui

Quando i protagonisti di The Big Short si accorgono della presenza incredibile di mutui subprime nelle obbligazioni ipotecarie, incorrono in un problema.

Non esisteva alcun strumento finanziario per aprire posizioni short sui mutui, perché erano considerati prodotti troppo stabili per scommetterci contro.

Questo avviene circa al minuto 15 del film, ovvero quando Burry parla con il suo titolare e quest’ultimo gli dice che è assurdo vendere allo scoperto i mutui perché non esistono strumenti per farlo, né opzioni né assicurazioni, dato che sono considerati troppo solidi.

Allora Burry gli risponde che se ne farà inventare uno apposta.

Ecco che quindi gli istituti a cui si rivolgono decidono di utilizzare lo strumento del credit default swap sui mutui che darà un payoff a chi apre la posizione short, se le obbligazioni falliscono, ma che farà guadagnare alle banche premi periodici qualora il valore delle obbligazioni dovesse salire.

Capiamo bene che le banche sono più che contente di firmare questo accordo. Avrebbero perso denaro solo in caso di fallimento delle obbligazioni, cosa ritenuta impossibile all’epoca.

Erano di conseguenza soldi sicuri. Ma si sa, i soldi sicuri non esistono.

Cosa provocò l’esplosione della bolla e cosa hanno scoperto all’inizio del film?

Comprendere appieno The Big Short non è semplicissimo quindi facciamo un piccolo riepilogo di cosa successe nel mercato immobiliare statunitense nel 2007 per capire meglio anche cosa viene raccontato nel film.

Le obbligazioni ipotecarie, quindi garantite dai mutui degli americani, erano (almeno inizialmente) lo strumento finanziario più sicuro che si potesse trovare sul mercato finanziario statunitense.

Il motivo è molto semplice. Il sottostante di queste obbligazioni era rappresentato da mutui contrassegnati con tripla AAA, quindi concessi a persone con un merito creditizio di ferro.

Ciò che i protagonisti di The big Short scoprirono, con circa un paio d’anni di anticipo, è che col passare degli anni il sistema bancario americano iniziò a fare acqua da tutte le parti perché la maggior parte dei mutui iniziò ad essere concessa senza effettuare nessun controllo sul merito creditizio dei richiedenti.

Quindi cosa successe in pratica?

Successe che le obbligazioni ipotecarie e le obbligazioni di debito collateralizzato finirono per essere semplicemente strapiene di mutui B o tripla B a cui le agenzie di rating continuavano a dare tripla A.

Tradotto tutto questo significava che, presto o tardi, le persone non sarebbero più state in grado di pagare i mutui (in particolare dal 2007, anno in cui sarebbero scattati i tassi variabili sui mutui subprime) mandando quest’ultimi in default e facendo crollare a zero il valore delle obbligazioni ipotecarie.

Tutto questo ha prodotto gravissime conseguenza sull’economica americana e sulle vite di milioni di statunitensi:

  • crisi profonda del sistema bancario;
  • il valore delle obbligazioni raggiunse lo zero quindi tutti gli investitori persero i loro soldi;
  • il crollo dei prezzi degli immobili perché la banche furono costrette a mettere all’asta le case
    ricevute in ipoteca, aumentando vertiginosamente l’offerta di immobili e riducendone quindi il
    valore.

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto per capire a fondo la trama del film La Grande Scommessa.

Ammetto che questo articolo in primis è dedicato a me stesso, in quanto, sebbene l’abbia visto diverse volte, non lo ho mai capito a fondo.

Fammi sapere se alcuni concetti sono ancora poco chiari o cosa ne pensi di questo film!

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