PK e l'avere quello che si desidera

Ottenere ciò che si desidera – La collezione di PK

Torno a raccontare un episodio della mia giovinezza che può essere usato come esempio per capire al meglio come funziona la mente umana (un altro episodio è narrato qui).

Da bambino leggevo Topolino tutte le settimane.

Aspettavo il mercoledì per tornare a casa da scuola e poterlo leggere tutto d’un fiato e una volta finito sapevo di poter contare sull’archivio storico di Topolini composto da centinaia e centinaia di numeri, alcuni persino più vecchi di me.

Questa passione, come forse alcuni di voi, ha toccato l’apice con il numero 2000, uscito nel 1994.

Numero 2000 uscito nel 1994

Da allora il rapporto con Topolino ha iniziato un lento calo di interesse, in attesa che qualcosa di nuovo stuzzicasse il mio interesse.

Ho dovuto aspettare due anni.

Nel 1996 entro in edicola e vedo esposto su uno scaffale un fumetto nuovo

PK numero 0

Supereroi, spazio, alieni, Paperinik… cos’altro può chiedere dalla vita un ragazzino di 12 anni?

Classica trafila di richieste a mia mamma per comprarmelo e pochi minuti dopo, col sorriso sulla faccia, sfrecciavo verso casa sul sedile passeggero della 500 gialla di famiglia.

Ora arrivo al punto

Dopo averlo letto svariate volte, il giorno dopo volevo aggiornare mia mamma sul fatto che volevo iniziare la collezione di questo fumetto.

A dirla tutta non che mi avesse preso particolarmente, credo fosse semplicemente la voglia di iniziare ad avere qualcosa di mio.

Così tutto carico e pronto ad una lunga discussione, vado da mia mamma con in mano il giornalino e le dico:

Sai mamma, stavo pensando che mi piacerebbe iniziare a collezionare questo fumetto.

E lei di tutto punto mi ha risposto:

Va bene, non ci sono problemi.

E quella frase mi ha letteralmente distrutto! In un istante mi ha svuotato di qualsiasi voglia di collezionarlo.

Non so se mia madre fosse davvero disposta a comprarmelo o se avesse letto un manuale di psicologia infantile, ma ha avuto un risultato incredibile.

Lì, in un secondo, ho capito che ottenere ciò che si desidera non sempre rende felici e appagati.

Questo concetto viene riassunto perfettamente in questo aforisma

Nella vita, ci sono due cose a cui mirare.
La prima, ottenere ciò che si desidera e, subito dopo, goderselo.
Solo i più saggi tra gli esseri umani ottengono la seconda.

(Logan Pearsall Smith)

La confessione

Vi confesso che se arrivasse qui qualcuno e mi dicesse: “guarda Giacomo, ecco un milione di euro”, non farei i salti di gioia.

Perché quello che voglio ottenere in tutto quello che sto facendo è si il denaro, ma alla fine di un percorso di crescita sotto moltissimi aspetti.

Da anziano vorrò sapere di aver scoperto la parte migliore di me (o almeno averci provato) piuttosto che aver vissuto gestendo un gruzzoletto capitatomi per puro culo e senza merito.

La stessa cosa è accaduta per la richiesta dell’aumento di stipendio.

Ero molto felice perché avevo completato un percorso che mi ero prefissato e avevo fatto andare le cose esattamente come desideravo.

In realtà, però, 100€ in più al mese non mi facevano entrare e uscire dall’ufficio col sorriso sulle labbra.

Quindi, anche in questo caso, ciò che mi faceva godere era la soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo, piuttosto che quello di aver aumentato il mio stipendio.

Ci tengo a ricordare, difatti, per quanto i cultori dell’interesse composto possano essere contrari, che se anche risparmiassi quei 100€ per 30 anni (contanto anche 13esima e 14esima) avrei

100x14x30 = 42.000€

C’è ben poco da gioire.

Anche calcolando un onestissimo interesse del 5% annuo, dopo 30 anni avrei 97.000€.

Neanche il 10% del mio obiettivo.

Concludendo

E’ sempre più difficile, in un mondo capitanato da marketer spietati, riuscire a parlare con noi stessi per capire realmente cosa necessitiamo.

Finiamo quasi sempre col farci trainare al largo dalle onde della pubblicità e dei “suggeriti per te“.

Detto onestamente, non è neanche male ogni tanto spendere soldi alla cazzo, l’importante è che questo non ci faccia abbassare ulteriormente le difese ma ci faccia aumentare la consapevolezza di quello che vogliamo e quello che non vogliamo e non ci serve.

Io, ad esempio, qualche mese fa ho speso 80€ per una moneta da collezione della Brexit. Edizione numerata e limitata.

Moneta della Brexit

Mi sono bastati pochi secondi dopo l’apertura del pacco per aver capito che avevo fatto l’ennesima stronzata… ma ci sta!

Quantomeno è limitata e numerata, quindi non dovrebbe perdere troppo valore negli anni. Magra consolazione, ma tant’è!

Tornando all’articolo, l’argomento è simile a quello trattato nell’episodio 70 del podcastAttendere per spendere“. Gli esempi riportati sono totalmente diversi quindi potete ascoltarlo senza temere duplicazioni di contenuti.

E voi?

Concordate con questo articolo? Avete anche voi delle esperienze che vi hanno fatto capire che molto spesso i vostri desideri sono infondati?

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