Scandalo Wirecard

Lo Scandalo Wirecard

Anche la Germania ha i suoi scheletri nell’armadio e nei primi mesi dell’estate 2020, in terra tedesca, è esploso un grande scandalo finanziario salito alla ribalta come lo scandalo Wirecard.

Per chi non lo sapesse, Wirecard è stata per anni leader europeo nel settore dei pagamenti elettronici ma parecchie cose sono andate storte e dopo aver gonfiato in modo truffaldino l’ultimo bilancio d’esercizio, la truffa è stata smascherata con una sostanziale resa della società tedesca e dei suoi vertici.

Ma cosa è davvero successo e come si è arrivati ad uno scandalo di simile portata?

I fatti 

Con un gioco di magia degno del grande Houdini, i vertici di Wirecard sono riusciti a far apparire dal nulla ben 1,9 miliardi di euro all’interno dell’ultimo bilancio.

I 1,9 miliardi di euro, che si pensava inizialmente fossero depositati in due banche filippine in realtà non sono mai esistiti.

A giugno 2020 i pubblici ministeri tedeschi hanno cominciato a sospettare che la dirigenza della Wirecard avesse diffuso notizie non veritiere per gonfiare il valore delle azioni.

Intanto anche la strana chiusura di bilancio ha iniziato a destare sospetti perché, a detta della Ernst&Young, c’erano pochissime informazioni circa l’ammontare delle somme depositate presso le due banche Filippine (i famosi 1,9 miliardi di euro).

E cosa hanno fatto i dirigenti nel frattempo? L’amministratore delegato ( nonché CEO e fondatore della Wirecard) Markus Braun, asserendo che l’azienda fosse vittima di una frode, ha presentato le sue dimissioni.

Ma la sua fuga non ha abbindolato le autorità tedesche che pochi giorni dopo lo hanno arrestato.

L’accusa?

Markus aveva cercato di “abbellire”, per così dire, il bilancio della società per renderlo più interessante agli occhi degli investitori.

Nel frattempo cosa è successo alla società? La Wirecard ha immediatamente dichiarato fallimento per l’elevato rischio di insolvenza ed il valore del suo titolo in borsa è praticamente imploso, passando da 100 euro a 2 euro!

Andamento dell'azione Wirecard
Andamento dell’azione Wirecard

Ma lo scandalo è esploso tutto all’improvviso?

Come sempre chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Il realtà le origini dello scandalo Wirecard sono da rinvenire già nel 2008.

In quegli anni diversi analisti finanziari iniziarono già a sentire puzza di bruciato quando alcune operazioni di acquisizione di società satellite apparirono poco chiare e cristalline fin da subito.

Buona parte di queste società erano molto piccole ed avevano sede in Paesi come Malesia o Singapore.

In men che non si dica queste piccole aziende crebbero esponenzialmente ed nel giro di poco tempo iniziarono a rappresentare la maggioranza del profitto di Wirecard.

Anche il Financial Times ci aveva visto lungo

Qualche anno prima dello scandalo Wirecards anche il Financial Times sentì puzza di bruciato e notò ammanchi ed operazioni poco regolari in alcuni conti della società localizzati a Singapore.

Come reagì Wirecard a tutto questo? Ovviamente la cosa non andò tanto a genio ai vertici dell’azienda ed al Bafin (la Consob tedesca) che decise di denunciare i giornalisti del Financial Times responsabili dell’inchiesta.

Inoltre come accade sempre quando vengono divulgate notizie relative ad una società quotata in borsa, il rischio era che gli investitori speculassero sul titolo Wirecard e proprio per questo motivo l’azienda decise di vietare la vendita allo scoperto delle proprie azioni.

Ciò significa che nessuno avrebbe potuto investire al ribasso sul titolo.

Che ne sarà di Wirecard

Ma al momento com’è la situazione in casa Wirecard? 

Beh chi può dirlo! Ciò che è certo è che la liquidità scarseggia ed i debiti accumulati negli ultimi anni ammontano a quasi 1,75 miliardi di euro.

Ma i problemi in casa Wirecard non finiscono qui perché parecchie aziende che utilizzavano i sistemi di pagamento offerti dalla società tedesca oggetto dello scandalo stanno sospendendo i conti della clientela.

Tra queste c’è anche Sisalpay, circuito di pagamento che come saprete è molto utilizzata anche in Italia.

Il governo tedesco sapeva ed ha taciuto?

Ma mentre lo scandalo Wirecard galoppava il governo tedesco sapeva tutto oppure ignorava totalmente ciò che stava accadendo?

Olaf Scholz, ministro delle finanze tedesco, secondo l’agenzia di stampa Bloomerg sarebbe stato a conoscenza di tutto ma avrebbe preferito nascondere la vicenda.

Ad informarlo della situazione Wirecard sarebbe stata la Bafin, che già nel 2019  ha iniziato ad  indagare più fondo per poterci vedere chiaro sui misteri finanziari della società fondata da Braun.

Sholz ha quindi preferito nascondere la polvere sotto al tappeto? Questo non possiamo saperlo ma se così fosse a nulla è servito perché lo scandalo Wirecard è comunque esploso in modo veloce e repentino pochi mesi dopo.

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