Euribor

Che cos’è l’EURIBOR

Avrete sentito parlare tante volte di Euribor senza però sapere cosa fosse in realtà.

La parola stessa lascia poco spazio all’immaginazione e rende palese il legame diretto con qualcosa legato all’Europa ed infatti è così.

L’Euribor, infatti, è il tasso di interesse che le banche europee pagano per prestarsi soldi. Detto in parole più semplici è il costo del denaro che gli istituti di credito pagano, proprio come accade con un normale bene che ha un prezzo di mercato.

Ecco quindi che l’Euribor è il prezzo del denaro che le banche europee devono pagare per ricevere soldi in prestito. Questi ultimi verranno utilizzati per concedere prestiti e mutui a privati ed aziende.

Quindi parliamo di un elemento che incide molto sulle vite pratiche di tutti noi perché chiunque, almeno una volta nella vita, ha avuto bisogno di un prestito in banca.

Questo costo, o meglio questo tasso d’interesse, viene imposto dalla Banca Centrale Europea che varia il valore dell’Euribor in base soprattutto alla politica monetaria attuata e ad altri fattori.

Le varie tipologie di Euribor

Spiegata in questi termini potrebbe sembrare che l’Euribor sia un unico valore imposto dalla BCE ma in realtà nella pratica ne esistono diverse tipologie.

Nello specifico abbiamo quattro tipi di Euribor:

  • quello ad un mese;
  • l’Euribor a tre mesi;
  • a sei mesi;
  • l’Euribor ad un anno.

Questi intervalli temporali rappresentano le scadenze dei depositi interbancari negoziati sul mercato.

Nel nostro Paese vengono utilizzati essenzialmente i primi tre per prodotti bancari come prestiti personali e mutui.

A questo link potete trovare i valori sempre aggiornati.

A livello pratico su cosa incide l’Euribor?

Abbiamo già detto che il valore dell’Euribor incide sul prezzo dei prestiti concessi dalle banche ai privati o aziende sotto forma di prestiti e mutui.

Ciò significa che se la BCE decide di aumentare i tassi, prestiti e mutui diventeranno più costosi mentre al contrario, diminuendolo, ricevere denaro in prestiti costerà di meno.

L’Euribor è sempre esistito?

In realtà no. Come è ovvio che sia, l’Euribor è nato in confluenza con la nascita di una politica europea comune che ha avuto inizio con quella dell’euro nel gennaio del 1999.

Prima della sua introduzione su cosa si basavano i tassi interbancari?

Sui tassi imposti dalle singole banche centrali di ogni Paese. Ad esempio in Italia il tasso interbancario di riferimento era il Ribor – Roma Interbank Offered rate). 

Come si calcola l’Euribor

Ok, abbiamo detto che è la Banca Centrale Europea a stabilire il valore dell’Euribor ma, in realtà, il lavoro viene svolto da Global Rate Set Systems Ltd (GRSS).

Si tratta di una società che si occupa di gestire gli indici di riferimento, noti anche benchmark.

Ma come si fa a calcolare questo tasso?

La GRSS semplicemente prende come riferimento un gruppo di 18 banche europee che viene definito con il termine di panel. Per l’Italia, ad esempio, partecipano Unicredit ed Intesa San paolo.

Queste banche ogni giorno devono trasmettere i tassi interbancari da loro applicati su prestiti e mutui. In questo modo la GRSS fa la media semplice di questi tassi ed esclude il 15% più alto e più basso.

Quali elementi pratici incidono sul valore dell’Euribor

In realtà il valore dell’Euribor viene influenzata anche da fattori esterni che esulano dalle single decisioni della Banca Centrale Europea e dalla media dei tassi indicati dalle banche del panel.

Ad incidere sono anche le aspettative degli investitori, la situazione economica europea a l’andamento dell’inflazione.

In un periodo di gravissima crisi economica come quello che stiamo vivendo a causa del Covid19, privati ed aziende necessitano di maggior di liquidità e quindi la BCE ha nettamente abbassato i tassi d’interesse e quindi l’Euribor.

In casi limite il suo valore può addirittura arrivare ad essere negativo come è ormai prassi negli ultimi anni.

Cosa succede quando l’Euribor è negativo?

Negli ultimi anni i valori di tutte e quattro le tipologie di Euribor sono scesi sotto lo zero, diventando quindi negativi.

Questo cosa comporta?

Che in molti casi le banche dovrebbero rimborsare ai proprio clienti quote di interessi già da loro versati su mutui e prestiti.

Questo succede soprattutto quando il valore dell’Euribor scende al di sotto dello spread.

Ad esempio, immaginiamo che lo spread sia del 0,50 e l’Euribor scenda a -0,60. In questo caso il tasso da applicare sarebbe -0,10 e quindi la banca dovrebbe rimborsare i sui clienti.

Il rimborso non è previsto se nel contratto di mutuo o prestito è previsto la clausola Floor, che fissa un tasso minimo.

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