Buy Back

Cos’è il buy back e perché le aziende lo praticano

Con il termine buy back (che in inglese significa letteralmente ricomprare) ci si riferisce ad un’attività che spesso le società mettono in atto per gonfiare in modo illegittimo il valore delle proprie azioni.

Nella sostanza questa pratica consiste semplicemente nell’acquisto delle azioni da parte della società che le ha precedentemente emesse anche se, come vedremo, esistono anche altre strategie per metterla in atto.

Può sembrare un vero e proprio controsenso ma, in realtà, questo sistema produce un forte impatto sul valore di emissione dei titoli azionari della società.

Cerchiamo di comprendere in che modo è possibile mettere in pratica il buy back, perché viene utilizzato e quali sono tutti gli effetti che produce sui mercati.

Come viene messo in atto il buy back

Il buy back viene messo in pratica in due modi alternativi differenti:

  • La società acquista parte delle azioni che ha emesso in precedenza;
  • Viene presentata un’offerta pubblica d’acquisto (OPA).

L’OPA altro non è che una sorta di messaggio promozionale per invogliare all’acquisto delle azioni di un’azienda, rivolto ad un numero di persone superiore a 150 unità ed il valore totale dei titoli azionari oggetto dell’offerta pubblica d’acquisto supera i 5 milioni di euro.

Allo stesso tempo è anche un invito agli azionisti correnti a vendere le azioni di cui sono titolari.

Per quanto riguarda l’acquisto di azioni proprie, oltre che per sostenere la quotazione del titolo azionario, viene messo in atto anche per ridurre il capitale sociale oppure ostacolare l’ingresso di nuovi soci non graditi.

Quali motivazioni si celano dietro ad una strategia di buy back

I motivi più frequenti che spingono una società a mettere in atto una strategia di buy back sono:

  • Gonfiare il valore del titolo azionario, soprattutto in periodi in cui appare in netto calo;
  • Sostenere i piani di remunerazione da elargire ai manager;
  • Acquistare un’altra società tramite azioni e non in contanti.

L’obiettivo di far crescere in modo disonesto il valore delle azioni è però quello più largamente diffuso.

Si sa che, secondo una delle leggi elementari che regolano qualsiasi tipologia di mercato, all’aumentare della domanda aumenta anche il prezzo. Ecco perché molte società utilizzano la strategia del “riacquistare” le proprie azioni.

Gli effetti negativi

Quando un’azienda è costretta ricorrere al buy back per mantenere il valore di emissione ad un livello accettabile, la situazione appare critica. In casi del genere la società ha sostanzialmente scelto di percorrere la via più semplice per gonfiare l’utile per azione, quando avrebbe dovuto cercare di far aumentare l’utile reale dell’attività.

Avrebbe, infatti, potuto reinvestire quel denaro nell’azienda, ad esempio, acquistando dei nuovi macchinari per migliorare ed aumentare la produzione.

Se l’attività imprenditoriale non crea un vantaggio economico sufficiente, l’unico modo per mantenersi a galla è utilizzare un sistema, di per sé lecito, per finalità disoneste.

Altri due aspetti da tenere a mente in casi del genere sono

  • le azioni di buy back vengono finanziate accumulando debiti
  • tali società escono indebolite da strategie del genere

Esempi di buy back

Anche le aziende più famose e blasonate mettono in atto strategie di buy back? Assolutamente sì.

Vediamo alcuni casi

Rimanendo in Italia, nel mese di maggio del 2019 Eni ha avviato un consistente programma di Buy Back che consisteva proprio nell’acquisto di azioni proprie. Dal 14 maggio al 28 agosto dello stesso anno, la società petrolifera ha riacquistato ben 11.492.031 azioni proprie, arrivando così a detenere l’1,23% dell’intero capitale sociale.

Spostandoci negli Stati Uniti, anche colossi mondiali come Nike e Mc Donald’s hanno utilizzato il buy back per risollevare il valore dei propri titoli ed in qualche modo scommettere su se stessi.

La Nike ha in passato investito circa 4 miliardi di dollari per il riacquisto di azioni proprie mentre tra il 2013 ed il 2018, Mc Donald’s ha ritirato dal mercato circa 215 milioni di azioni.

L’operazione di Buy Back di Mc Donald’s, durata 4 anni anni, è costata la colosso di fast food americano circa 28 miliardi di dollari.

Prendi i soldi e scappa, Ronald!

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