Il DAC

Il Dollar Cost Averaging

Quando si vuole fare un investimento, ovviamente, quello a cui si punta è cercare sempre di acquistare al miglior prezzo possibile.

Gli affari si fanno quando si compra

Siamo proprio sicuri di poter determinare realmente quale sia il miglior prezzo o capire quando è il momento migliore per comprare un’attività finanziaria?

Come ci hanno insegnato i mercati in questi ultimi mesi, la borsa è assolutamente imprevedibile.

Comprare ai minimi e vendere ai massimi è il sogno di ogni investitore, ma è assolutamente utopistica come situazione.

Possiamo però avvicinarci a questa situazione ideale (del comprare al miglior prezzo, intendo… vendere non fa parte della mia strategia).

Come? Grazie al…

Dollar Cost Averaging

Il Dollar Cost Averaging (DCA) è una tecnica che consiste nell’acquisto di una determinata attività finanziaria (o asset) con una strategia pianificata nel tempo. Chiariremo a breve la precedente frase.

Questo modus operandi fu inventato negli States e uno dei primi ad utilizzarlo fu l’economista Benjamin Graham.

La tecnica cerca di minimizzare il rischio associato alla volatilità del mercato e, inoltre, permette di acquistare a prezzi inferiori nei momenti di ribasso dello stesso.

La strategia si basa nello stabilire a priori un determinato importo da destinare all’investimento e poi effettuare degli acquisti costanti e con cadenza periodica nel tempo: mensili, trimestrali, semestrali o annuali.

Per semplicità facciamo un esempio numerico in modo da descrivere l’operazione.

Il sig. Rossi vuole investire 1.000 € al mese nell’ETF VUSA, quotata nel listino di Amsterdam. Imposta il suo fantastico ETF Replay per attivarsi il 15 di ogni mese.

L’eventuale rimanenza di denaro viene aggiunta alla quota del mese successivo

Inizia ad investire nel marzo 2018 con i seguenti risultati

Investire 1.000€ al mese su un ETF

Utilizzando la strategia del Dollar Cost Averaging, il sig. Rossi ha acquistato 502 quote del titolo con un Prezzo Medio di Carico (PMC) di 54,23€.

Parleremo a breve delle celle rosse.

What if… Lump Sum?

Quello che differenzia l’investimento di questo tipo da una tipica operazione di lump sum, cioè di investimento in unica soluzione, è il fatto di determinare un prezzo di carico medio differente dell’investimento.

Per ovvie ragioni, il prezzo medio di carico di un acquisto una tantum sarà semplicemente il prezzo dell’azione in quel momento.

Ricordate le celle rosse? Indicano i mesi nei quali il valore del titolo è superiore al PMC che il signor Rossi ha ottenuto con il DCA.

Ciò significa che se il signor Rossi avesse investito tutti i soldi in quel momento, avrebbe avuto un rendimento peggiore rispetto all’acquisto con un Piano di Accumulo.

Il Prezzo medio di carico con il DCA è di 54,23€. Di conseguenza se il signor Rossi avesse acquistato tutte le azioni nei i mesi dove il costo dell’azione è superiore a questa cifra (celle rosse), avrebbe avuto una performance peggiore.

Su 27 mesi il signor Rossi avrebbe investito meglio con l’investimento “One Shot” in 14 volte.

50/50

Leggendo le cifre precedenti possiamo vedere come circa nel 50% dei casi utilizzando il Dollar Cost Averaging avremmo battuto un qualsiasi esperto dei mercati che cerca sempre di entrare ai minimi.

Forse la frase è un po’ generalista, ma per lo scopo di questo articolo direi che rappresenta al meglio i concetti espressi e la potenza del DCA.

DCA vs Lump sum

Il meccanismo del DCA ha i seguenti vantaggi:

  • Ha il pregio di far investire in maniera costante nel tempo ed è l’ideale per coloro che non dispongono subito di abbondante liquidità, ma possono pianificare stabilmente investimenti di piccoli importi
  • Permette di smorzare la componente legata ad un timing errato nell’investimento, cioè permette di non investire tutto il capitale, per esempio, in un momento in cui il valore dell’asset è ai massimi
  • Minimizza l’emotività collegata ai guadagni/perdite che possono derivare in conto capitale.

L’investimento lump sum, quindi tutto e subito, comporta invece:

  • Necessità di liquidità immediata
  • Un investimento one shot che non potrà più essere spalmato nel tempo
  • Il rischio che se il prezzo delle azioni dovesse diminuire non si può approfittare entrando a prezzi più vantaggiosi
  • Il rischio legato alla situazione macroeconomica e alle previsioni future sulla società.

Come iniziare a investire con il Dollar Cost Averaging?

Il DCA è sicuramente una buona opportunità per tutti quegli investitori che possono essere definiti “passivi” o che non hanno particolari conoscenze finanziarie ed economiche.

È una tecnica che si può ritrovare nei piani di accumulo di capitale (PAC) o nei fondi di pensione integrativa.

E’ fondamentale che un investitore poco esperto cerchi di indirizzarsi su strumenti che tendano a replicare un paniere di attività globali. In questo modo, si avrà un portafoglio talmente diversificato che nel lungo periodo beneficerà della performance migliore associata ad un minor rischio.

Al fine di poter ottenere una diversificazione massima, si potrebbe investire su strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF, leggi qui per sapere cosa sono) che al loro interno riproducono i maggiori titoli azionari mondiali o quelli di una determinata area geografica.

La domanda da porsi

Quando si inizia ad investire, la domanda che ci si deve porre è: qual è la durata dell’investimento?

La risposta dovrebbe essere “per sempre”. Perché?

Perché, come dice John Bogle, il fondatore della casa di investimenti Vanguard e guru di Wall Street, l’ottica di lungo termine è quella che premia sempre e che crea valore. Sì, valore!

Bisogna sempre ricordarsi che il valore si crea con il tempo, un po’ come il vino buono. Ciò che cresce in maniera troppo rapida, solitamente non mette radici profonde per creare una solidità futura, per cui prima o poi è destinato a cadere.

Eufemismi a parte, l’ottica di investimento di lungo periodo è vincente perché tiene in considerazione i fondamentali della società e dell’economia, ovvero la ciclicità e i cambiamenti nelle variabili macroeconomiche (i.e. COVID19, tensioni geopolitiche, cambiamento delle abitudini dei consumatori, ecc.).

I costi

Un ultimo accorgimento per l’investitore, ma probabilmente il primo in ordine di importanza, è legato ai costi di gestione.

I costi di gestione sono quelli che ammazzano la performance

È di importanza strategica informarsi con il proprio consulente o leggere attentamente i prospetti informativi quando si vuole approcciare un investimento finanziario, poiché più sono elevati i costi e meno soldi si
guadagneranno in futuro sul proprio investimento.

A mio modo di vedere i costi da conoscere e tener sotto controllo sono:

a. Costi di entrata (o costi una tantum)
b. Costi di acquisto/vendita dello strumento
c. Costi di gestione annuali di uno strumento (ETF o ETC o Fondi)
d. Costi statali relativi alla tassazione sul controvalore del portafoglio investito nel trimestre (Tobin Tax)
e. Costi legati alla tassazione

I costi di tipo c), ovviamente, influenzeranno la performance di lungo periodo del vostro investimento. Nel mio caso ho accettato uno 0.7% annuo sul mio portafoglio Plus. Vedremo quanto mi costerà alla lunga!

DCA-cordo?

Lo dice anche Wanna Marchi!

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