amazon fba nel lockdown

Vendere su Amazon durante il lockdown? Ecco tutti i rischi

Guadagna 5000€ al mese da casa tua grazie ad Amazon FBA


Quanti errori e superficialità in questa frase.

Facciamo qualche passo indietro… Come saprete da quasi tre anni lavoro in un’azienda che vende i suoi prodotti su Amazon (oltre che su eBay e sull’ecommerce proprietario).

A tal proposito ho scritto un libro (lo trovate qui) che nei prossimi mesi renderò scaricabile gratuitamente dal blog (prima devo attendere che le clausole di esclusività con Amazon terminino).

In sostanza, parlo di come vendere su Amazon sia veramente difficile, pieno di limitazioni e regole che cambiano giorno dopo giorno favorendo sempre il cliente e penalizzando il venditore.

Non è questo il tema dell’articolo, le questioni sopra citate sono ampiamente trattate nel libro.

Le domande a cui voglio rispondere oggi sono due:

  1. Cosa succede durante il lockdown ad un’azienda che vende i suoi prodotti solo tramite la logistica di Amazon (FBA, fulfilled by Amazon. Ovvero Amazon gestisce in autonomia la spedizione dell’oggetto che il venditore ha precedentemente spedito ai suoi magazzini) .
  2. Cosa succede nello stesso periodo ad un’azienda che oltre ad FBA vende anche tramite FBM (Fulfilled by Merchant, ovvero che il venditore spedisce la merce in autonomia dal suo magazzino)

1. Cosa succede se si usa solo FBA?

Siamo a casa e i nostri prodotti sono pacifici nei magazzini di Amazon, in attesa di essere spediti ai clienti che li acquistano.

PLIN, una mail che ci avvisa di una vendita. PLIN, un’altra. PLIN… oh oh!

Una mail di Amazon ci avvisa che in seguito alle nuove direttive Nazionali non effettueranno più le spedizioni di prodotti non definiti di primaria importanza.

Finita la festa, non possiamo vendere i nostri prodotti e non possiamo neanche far richiesta per riaverli indietro.

Introiti azzerati di punto in bianco senza sapere quando i magazzini riapriranno.

Dopo un mese di chiusura della logistica Amazon, nei giorni scorsi (fine aprile 2020) sono tornate attive le opzioni Prime, sia per i clienti (che possono comprare) che per i venditori (che possono finalmente spedire la merce).

E’ ancora presto per festeggiare, però.

Ad oggi, 1 maggio 2020 i tempi di spedizione di qualsiasi oggetto tramite la logistica di Amazon sono dichiarati come da immagine

22 giorni di attesa per un prodotto Prime… non ci siamo proprio! Dopo che siamo stati abituati a ricevere la merce uno massimo due giorni dopo l’ordine, queste tempistiche sono inaccettabili.

Di conseguenza i clienti saranno ugualmente restii ad ordinare la merce.

La macchina di Amazon si è di certo rimessa in moto, ma chissà quanto ci vorrà prima che torni a girare al massimo.

Nel frattempo, se questa era la nostra unica fonte di guadagno… benediciamo il fondo per le emergenze che abbiamo creato mese dopo mese (se lo abbiamo creato!)

2. E avendo FBM + FBA?

Ricordo che FBM sta per Fulfilled By Merchant, ovvero prodotto venduto e spedito dal venditore terzo (li si riconoscono perché sotto il bottone di acquisto c’è la dicitura venduto e spedito da Tizio), mentre FBA sta per Fulfilled By Amazon quindi prodotto presente nei magazzini di Amazon e gestito tramite la sua logistica (sotto il bottone vedremo scritto venduto da Tizio e spedito da Amazon).

Avendo entrambe le opzioni la crisi ci passa sopra come uno schiacciasassi… ma nel senso opposto!

Non potendo comprare oggetto spediti da Amazon ma essendo chiusi in casa, cosa fanno le persone?

Esatto, comprano dai venditori terzi, che usano FBM. Amazon non ha infatti proibito questa opzione, dichiarando: “Se vuoi stare aperto e vuoi/puoi lavorare, fallo pure”.

Dicevo che la crisi è stata uno schiacciasassi in senso opposto. Perché?

Perché ha fatto schizzare il numero di ordini gestiti dalla mia azienda verso vette mai toccate.

Nella foto qui sotto vediamo come il picco di vendite di Natale impallidisca di fronte ai numeri di queste settimane.

Picco di Natale vs Lockdown

Apro una parentesi

Questo picco di ordini non ha portato ad un incremento folle del fatturato, come potrebbe sembrare ad un primo impatto.

Va semplicemente a colmare l’assenza delle vendite effettuate tramite la Logistica di Amazon. Siamo quindi in presenza di un gioco a somma quasi zero.

Se prima il fatturato era composto da 30% FBM e 70% FBA, ora è diventato un 100% FBM.

La fortuna non è stata quindi avere un incremento del fatturato che di fatto non c’è stato, ma è stata poter mantenere un fatturato ottimo in un periodo dove quasi tutte le aziende erano ferme.

Il picco di Natale invece si va a sommare ad un picco di vendite tramite FBA e in quel caso di parla di fatturati milionari (anche se fatturato NON significa guadagno, dobbiamo togliere tutte le spese).

Chiusa parentesi

Tutto questo surplus di lavoro oltre a mettere a dura prova l’azienda a livello umano (mole di lavoro elevatissima da evadere rispettando le rigide regole igienico/sanitarie) ha testato la capacità di stoccaggio del magazzino.

Molte spedizioni erano difatti pronte per essere inviate ai magazzini di Amazon ed invece ce le siamo trovate tra i piedi per settimane. Almeno in quel periodo non ci sono state consegne di nuova merce, altrimenti saremmo stati al collasso.

In questa situazione estrema rischiavamo inoltre di non riuscire ad evadere tutti gli ordini venendo così penalizzati dalle metriche di Amazon.

Altro rischio era quello che i corrieri chiudessero la filiale di destinazione, non consegnando il pacco e scatenando una serie di eventi ugualmente nefasti per le metriche dell’azienda (ordine non consegnato, feedback negativo ecc.)

Per fortuna pian piano i numeri stanno tornando ad essere quelli normali di un periodo come questo e l’azienda ha tenuto botta alla grande.

Tutto questo per dire cosa?

Per prima cosa sono convinto che sia interessante di tanto in tanto farsi una scorpacciata delle realtà lavorative che operano dietro le quinte di Amazon (se l’avete trovato interessante fatemelo sapere).

Soprattutto, però, volevo evidenziare una volta ancora come vendere su Amazon non sia un’attività che si può svolgere dalla propria camera e vivere tranquillamente solo di quella dedicandoci poche ore al giorno.

Perché se Amazon chiude i rubinetti, ci troviamo col culo per terra da un minuto all’altro.

Amazon chiude i rubinetti

Con questo non voglio dire che non si debba vendere su quel marketplace (o su altri, tipo ebay), voglio solo dire che non deve essere la nostra unica opzione e soprattutto che è un lavoro vero e proprio, non un passatempo che fa guadagnare soldi facili.

Chi afferma il contrario mente per vendervi qualcosa


Se avete dei dubbi o delle curiosità su Amazon, scrivetele pure nei commenti. Sarò felice di rispondervi!


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