I giusti strumenti

Gli strumenti aiutano o limitano?

Piccola introduzione: Alla fine dell’articolo troverai una proposta indecente (no, non ti chiederò soldi). Se sei un fan del blog e ti piacciono i miei articoli, una volta in fondo leggi quello che ti propongo!


Gli strumenti giusti (o presunti tali) aiutano o limitano la nostra crescita e presa di consapevolezza?

Iniziamo con un racconto!

Oggi, grazie all’allentamento sulle regole della quarantena, sono salito in sella per la prima uscita in bici dell’anno (come potete vedere dalla foto copertina).

Solamente qualche chilometro nei paraggi di casa, però tutti in salita e completati senza troppi problemi. Nel complesso mi ritengo soddisfatto.

Devo riprendere un minimo di forma fisica perché l’anno scorso con i miei amici avevamo deciso che questo sarà l’anno di svariate uscite in bici, anche impegnative.

La settimana scorsa con uno di loro stavamo progettando l’uscita sul passo Duran.

Lui, più esperto, controllando i rapporti della mia bici ha subito sentenziato che è necessario cambiare il pacco pignoni posteriore per alleggerire i rapporti per rendere più affrontabile quel Passo e in generale per fare meno fatica su tutte le altre salite.

Pignone Bianchi Veloce
Pacco pignoni Bianchi Veloce

Ora sapevo dell’esistenza di uno strumento necessario per raggiungere un mio obiettivo (il Passo Duran) e in generale per facilitarmi le prossime uscite.

A me serve realmente?

Quello che sapevo ora, in realtà, era lo strumento che a qualcun altro serve per raggiungere l’obiettivo.

E questo fa una differenza sostanziale.

Se non avessi già fatto diverse uscite in salita con quella bici, non avrei la consapevolezza che i rapporti attuali sono consoni alle mie doti fisiche.

Escludendo ovviamente salite estreme quali il Duran… o forse no! Chi può dirlo? Magari arrivo in cima senza fermarmi con l’attuale configurazione della bicicletta.

E inoltre… scegliendo un’opzione che avrebbe facilitato tutte le salite, la mia forma fisica ne avrebbe risentito.

Io non sono come il mio amico, a me piace faticare e arrivare in cima avendo dato il 100%, superando anche le mie aspettative.

Una volta di più, quindi, quella era la SUA soluzione al problema.

Ancor più nel dettaglio, la SUA soluzione al SUO problema.

Ascoltandolo ciecamente avrei spostato i miei limiti verso il basso invece che provare ad alzarli sempre più.

Ragioniamo

Questo mi ha fatto pensare. Tutti gli strumenti che ho acquistato o che sto pensando di acquistare per migliorare la mia vita e facilitare il raggiungimento del milione, mi servono realmente? Risolvono problemi che effettivamente ho?

O è solo l’abile manovra di un marketer che è riuscito ad impacchettare in maniera deliziosa un prodotto che in realtà non mi serve?

La risposta è.. non lo so! E non so se mai lo potrò sapere.

Si ritorna all’annosa questione dei numeri, l’unico modo per poter avere sotto controllo l’impatto che hanno tutti i nostri strumenti. Più indicatori abbiamo e più li scegliamo in maniera intelligente, più precisa sarà la nostra stima della crescita (o decrescita).

Ancora più nel dettaglio, il vero problema è quello di darsi i giusti obiettivi e spezzettarli in traguardi intermedi. Altrimenti siamo solo una barca in balia del vento, possiamo essere una barchetta o Luna Rossa, non cambia il fatto che non stiamo raggiungendo i nostri obiettivi. E il problema non sono di certo gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Ma è anche un gran casino trovare obiettivi intermedi. Ad esempio nel mio caso… Quali cazzo sono?! L’unico modo per trovarli è… studiare e provare.

Mea culpa

Avevo iniziato questa pagina dove trattavo settimanalmente i numeri del blog cercando di darmi degli obiettivi e controllando il loro raggiungimento.

Il fatto di averla abbandonata dopo due settimane la dice lunga su quanto io sia consapevole del come arrivare all’obiettivo e di quanto impegno ci voglia mettere.

Gli introiti con Google AdSense erano facili, mettevi le pubblicità e vedevi quanti soldi guadagnavi. Per quanto poco, davano un’indicazione chiara, inequivocabile e facilmente interpretabile.

Ora che li ho tolti posso dire che sto vagando a caso.

Di conseguenza torno immediatamente a prendere in mano la pagina perché finalmente, grazie ad una salita in bici, ho capito che questo passaggio è fondamentale e lo sto trascurando completamente!


Ora, possiamo ritenere chiuso l’articolo qua. Di seguito scrivo una riflessione che mi è venuta in mente in corso d’opera ma che non so se si aggancia perfettamente al resto dell’articolo.
Attenzione però, c’è un racconto che vi consiglio di non perdere!


Molti strumenti sono inutili, finché…

Finché non arriva qualcuno che raggiunge risultati strabilianti con strumenti ritenuti inadatti o mutuati da altri ambienti.

Quindi, ok, sembra stupido e probabilmente lo sarà. Ma perché non provare ad utilizzare qualcosa di assolutamente fuori contesto per migliorare la nostra situazione? Solo perché gli altri ci hanno provato e non ci sono riusciti? E se noi li usassimo in maniera diversa?

Altra storia

Questa me la porto dentro da quando sono bambino, è stata la prima vera lezione di vita e di crescita personale… e l’ho imparata da solo!

Per farvela breve, c’è un gioco chiamato “Mortal Kombat” dove due personaggi si scontrano. Alla fine, il vincitore può uccidere l’avversario in maniere molto cruenti chiamate “Fatality“.

C’era un personaggio, tale Kung Lao, che nella sua Fatality tagliava a metà l’avversario con il suo cappello.

La fatality di Kung Lao
Una gif vale più di mille parole

Solo che non riuscivamo mai a farla, nonostante avessimo il libretto con i tasti da premere. La sequenza terminava con “canc+fine+pgUp“.

Mio fratello e mio cugino, di 5 anni più grandi di me, provavano e riprovavano senza riuscirci.

Ad un certo punto mi hanno detto: “boh, non ci riusciamo. Vuoi provare te?“. E io ho risposto: “Beh se non ci riuscite voi, non mi ci metto neanche“.

Trascorsero così alcune ore fin quando, casualmente, mio fratello riuscì a riprodurre la fatality!

Gioia e gaudio, subito andammo a chiedergli come avesse fatto.

Lui ci rispose (e me lo ricorderà per sempre): “Facile, i tasti canc+fine+pgUp vanno premuti simultaneamente, non in sequenza”.

Ma era proprio quello che avrei fatto io!! Voi non facevate così? Era ovvio che si dovesse fare così! Ma soprattutto… perché non ci ho provato?

Vi giuro che questa situazione mi torna in mente quasi ogni mese, da quando è successa (e stiamo parlando del 1995, avevo 11 anni)… E ancora mi chiedo perché non avessi tentato.

Quando qualcuno prova qualcosa e dice che non va, tendo sempre a provare anche io.

Molte volte faccio la figura della pigna in culo perché effettivamente non va, ma alcune volte faccio le cose in maniera diversa e risolvo il problema.

E questo vale ben alcune figuracce!

E voi?

E’ successo anche a voi qualcosa che vi ha insegnato una gran lezione di vita che non vi scordate più?

Scrivetela nei commenti o mandatemela per mail a info@diventeromilionario.it.

Sono molto curioso di imparare dalle vostre esperienze!


Ecco la proposta indecente!!

C’è un’altra situazione che mi porto dentro da molti anni e che quasi quotidianamente rispolvero e ripeto a me stesso.

Pensavo di scriverci un articolo, invece ho deciso di fare una cosa ancora più figa! Scriverò un articolo e lo invierò solo a coloro che si iscriveranno alla form qui sotto.

Per dare un titolo di fantasia, li chiameremo Ghost Post (nome inventato al momento, come al momento mi è venuta questa idea)!

E inoltre, mi darà modo di tracciare numericamente l’interesse che le persone hanno nei confronti del blog, così mettiamo in pratica quanto detto in questo post.

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Voglio riceverlo (e iscrivermi alla newsletter)!

 

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