Cosa vuol dire Commodities

Cosa vuol dire commodities

Commodities è un termine anglosassone (derivato a sua volta dal francese commodité) che in italiano si traduce con materia prima o bene fungibile.

Ne sono un classico esempio il petrolio oppure l’oro, che sono appunto beni fungibili in grado di soddisfare il medesimo bisogno, a prescindere da chi li produce.

Per intenderci, l’oro ha lo stesso valore a prescindere dalla miniera da cui viene estratto.

Si tratta fondamentalmente di beni allo stato grezzo che servono a realizzare prodotti di consumo.

Detto questo, cerchiamo di capire nel dettaglio quante tipologie di commodities esistono, come vengono negoziate e quali sono le opportunità ad esse legate.

Le differenti tipologie di commodities

Esistono varie tipologie di commodities, ognuna delle quali si differenzia dall’altra per diverse caratteristiche, come il grado di rinnovabilità ad esempio.

Fondamentalmente possono essere suddivise in due differenti categorie:

  1. Soft commodities;
  2. Hard commodities.

Fanno parte della prima tipologia materie prime legate al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento come cacao, caffè o tabacco.

La categoria delle hard commodity, invece contempla beni fungibili come metalli, prodotti energetici ed industriali.

Si tratta del tipo di materie prime maggiormente negoziate sui mercati finanziari, ne sono esempi lampanti l’oro ed il petrolio.

Petrolio Oro e altre commodities
Petrolio, oro e altre commodities

Come investire in commodities

Se un tempo investire in materie prime significava dover materialmente acquistare il bene fungibile, oggi le cose sono nettamente cambiate (fatta eccezione per l’acquisto di monete in oro e lingotti).

Ciò non significa che non sia possibile farlo ma solo che la maggior parte delle negoziazioni, oggi, avvengono attraverso sistemi di trading online.

Quando si parla di investimento in commodities ci si riferisce principalmente al commodity trading che permette di investire in materie prime utilizzando diversi strumenti finanziari come i futures, i CFD (leggi cosa sono i CFD), le opzioni, i covered warrant oppure gli ETC.

Quali tra questi sono più largamente utilizzati?

I futures sono stati i primi strumenti ad essere impiegati per investire in commodity, prima per uno scopo assicurativo e successivamente anche per fini speculativi.

Per quanto riguarda gli ETC, è utile sottolineare che essi si suddividono in due categorie:

  1. ETC physically backed, con componente di sottostante fisico. Si trovano esclusivamente sui metalli preziosi;
  2. ETC a replica sintetica, la società a sua volta acquista dei futures sulla materia prima.

Anche l’investimento in commodities tramite CFD è molto diffuso e permette di investire sia al rialzo che al ribasso, senza acquistare fisicamente la materia prima.

Da cosa dipende l’andamento del prezzo di una materia prima?

Il prezzo delle materie prime è influenzato da tantissimi fattori, primo fra tutti l’incrocio tra la sua domanda e l’offerta.

La domanda può variare in base a tantissimi elementi come le abitudini di consumo oppure una crisi economica.

A sua volta la domanda potrebbe essere influenzata da fattori geopolitici o decisioni governative, ad esempio.

Inoltre l’andamento delle soft commodity può essere influenzato da fattori ulteriori come la stagionalità oppure il meteo.

Le opportunità offerte dalle commodities

Le materia prime come l’oro, ad esempio, presentano una correlazione negativa con le altre attività finanziarie, come le azioni.

Ciò significa che si muove e produce risultati differenti rispetto alle altre tipologie di investimento.

Avere all’interno del proprio portafoglio d’investimenti attività non correlate tra loro è importantissimo per ridurre il rischio ed ammortizzare eventuali perdite, favorendo quindi la diversificazione.

Le commodities inoltre proteggono dal cosiddetto rischio di evento. Ciò significa che sono in grado di proteggere da crisi finanziarie che generano ribassi sulle altre attività finanziarie.

Non a caso vengono spesso considerati come dei veri e proprio beni rifugio (si pensi all’oro).

Proteggono dall’inflazione…

Bisogna inoltre considerare che le commodities vengono spesso inserite all’interno di un portafoglio di investimento perché sono in grado di proteggere dall’inflazione, soprattutto quella non attesa.

In che modo?

L’aumento e la diminuzione dei prezzi delle materie prime impatta proporzionalmente sui tassi d’inflazione.

Quindi chi ha investito parte del proprio portafoglio sulle commodities risulta coperto.

Stagionalità e trend…

La stagionalità ed i trend legati alle materie prime risultano essere persistenti e ciclici.

Ciò significa che, se si conosce bene il mercato di riferimento, è possibile trarre interessanti profitti osservando ciò che è successo in passato.

Generalizzando il significato

In maniera forse impropria, si sta iniziando ad utilizzare il termine commodity per riferirsi a prodotti che sono identici in qualsiasi negozio.

Pensiamo ad un pacco di tortiglioni Barilla da 1kg. Che lo compri in autogrill, alla COOP o da Cracco… sempre quello è. Ed esattamente quello im aspetto di trovare.

Così come gli iPhone, che sia all’Apple Store o all’Unieuro… sempre di quel prodotto stiamo parlando.

Ed è una cosa importante da tenere a mente.

Perché? Per il semplice fatto che se il nostro business si basa sulla vendita di questo tipo di prodotti, siamo ad un passo dal fallimento a meno di non avere attive delle operazioni di marketing mirabolanti.

Tornando all’esempio sopra riportato, cosa spinge un acquirente a comprare la pasta Barilla ala COOP piuttosto che da Cracco? Una unica cosa…

Il prezzo

Difatti a parità di prodotto, l’unica discriminante che utilizzerà il cliente per scegliere sarà quella. E se il prezzo è l’unica cosa per la quale le persone scelgono il nostro negozio, abbiamo un problema!

Arriva Gigino detto il furbo che apre davanti a voi con un prezzo più basso su tutti i prodotti… e la frittata è fatta.

Stessi ragionamenti valgono su Amazon, anzi, lì è anche peggio la situazione.

Come distinguersi?

Il metodo migliore sarebbe quello di non vendere commodities, ma il suggerimento è quello di rendere una commodities un po’ meno… commodities!

Come?

Se vendiamo un iPhone, aggiungiamo una chiavetta USB con dei video per imparare ad usarlo. O li iscriviamo al nostro gruppo segreto di Facebook per esperti Apple.

Se vendiamo pasta, proporre un box con pasta più sugo di pomodoro più basilico appena raccolto.

Viva la pa-pa-pappa col po-po-po-po-pomodoro!

E così via! Il limite è la fantasia.

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IMPORTANTE -> Questo articolo non ha lo scopo di incentivare l’acquisto o la vendita dei prodotti finanziari discussi.

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