Cosa sono gli eurobond

Cosa sono gli eurobond

In questo articolo vedremo cosa sono gli eurobond e perché non sono ben visti da tutti i Paesi europei

Quello degli eurobond è uno degli argomenti che dal 2012 ad oggi ha creato più spesso tensioni e scontri tra gli Stati membri dell’Unione Europea.

In particolari i Paesi nordici, con la Germania in testa, sembrano essere decisamente contrari alla loro introduzione.

Ma in realtà cosa sono gli eurobond, come funzionano e perché alcuni Stati, come l’Italia, li richiedono a gran voce mentre altri sono nettamente schierati a loro sfavore?

Andiamo con ordine e, prima di tutto, definiamo cosa sono gli eurobond.

Cosa sono gli eurobond

Bond è il termine anglosassone con cui ci si riferisce alle obbligazioni (leggi qui se non sai di preciso cosa sono).

Gli eurobond,  quindi, non sono altro che dei titoli di credito obbligazionari che potrebbero essere emessi in comune dagli Stati europei tramite un’istituzione europea unica, al fine di ricevere liquidità.

L’obiettivo è quindi quello di ottenere prestiti per finanziare la spesa pubblica, corrispondendo degli interessi a coloro che acquisteranno i bond.

La differenza con le classiche obbligazioni emesse dai singoli Stati risiede proprio nell’agire in senso comune e non più come singole entità statali.

In un certo senso si tratta di un vero e proprio meccanismo solidale che distribuisce i debiti dei singoli Stati a livello europeo.

Ma i problemi sono essenzialmente legati al calcolo degli interessi ed al differente livello di affidabilità di ciascuna Paese. 

Vediamo perché.

Come dovrebbero funzionare gli eurobond?

Gli interessi di un obbligazione variano anche a seconda dell’affidabilità del soggetto che le emette. 

Il concetto è identico a quando ci si reca in banca per richiedere un prestito. Minori sono le garanzie per la banca, maggiore sarà l’interesse applicato.

Infatti, quando sono più Stati insieme ad emettere eurobond la questione si complica perché ogni Paese europeo presenta un grado di affidabilità diverso.

Paesi come la Germania e l’Olanda, ad esempio, hanno debiti pubblici nettamente inferiori rispetto al nostro ed economie più floride.

Uno Stato come l’Italia, essendo meno affidabile, pagherà interessi maggiori  rispetto alla Germania.

Basti pensare che i BTP italiani hanno un rendimento intorno al 1,6% mentre i Bund tedeschi  sfiorano anche tassi negativi del -0,3% (mai sentito parlare dello Spread? Leggi qui se non sai cos’è).

Agendo in comune, però, cosa accadrebbe?

Che di fatto il tasso di interesse a cui verrebbe emesso l’eurobond si abbasserebbe per gli standard dei Paesi economicamente meno solidi e si alzerebbe per gli Stati che presentano debiti pubblici più contenuti ed economie più floride.

Perché alcuni li vogliono ed altri no

A questo punto, è facile comprendere perché i Paesi più indebitati, come l’Italia, sono favorevoli agli eurobond. 

Di fatto potrebbero ottenere dei prestiti a tassi più bassi, potendo contare sulla garanzia del debito fornita da tutti i Paesi membri, soprattutto i più forti.

A chiedere, già dal 2012, a gran voce gli eurobond sono principalmente i Paesi del sud Europa come la Grecia, il Portogallo e la Spagna, oltre all’Italia.

Gli Stati più virtuosi, invece, come la Germania o l’Olanda si sono detti sempre contrari a questo strumento.

Ma per quale motivo?

Di fatto si tratta di indebitarsi e, Stati solidi e con economie virtuose come quella tedesca ed olandese, non sono entusiasti di condividere i conti con Paesi più indebitati perché dovrebbero inevitabilmente sacrificarsi, pagare interessi più alti e sostenere il debito degli Stati meridionali considerati “spendaccioni”.

Le possibili soluzioni

Allo stato attuale delle cose, l’introduzione degli eurobond sembra essere complicata in virtù del fatto che ogni Paese europeo ha una propria politica fiscale.

Un sistema che sia in grado di gestire in modo univoco e coordinato il debito pubblico di tutti gli Stati membri potrebbe essere la chiave per una loro implementazione definitiva.

Tuttavia la strada verso una simile integrazione sembra essere ancora lunga e tortuosa.

Differenza tra eurobond e coronabond

I coronabond potrebbero essere una particolare tipologia di eurobond, emessi una tantum, proprio per sostenere economicamente gli Stati europei per fronteggiare la grave emergenza sanitaria legata al Corona virus.

In un certo senso rappresenterebbero un vero e proprio banco di prova per la futura implementazione degli eurobond.

Conclusioni

L’avvento degli eurobond potrebbe rappresentare un ulteriore passo in avanti per la creazione di un Europa davvero unita, anche dal punto di vista fiscale.

Tuttavia l’opposizione dei Paesi più solidi dal punto di vista economico è ancora forte e continuerà ad esserlo fino a quando non si arriverà a gestire in modo uniforme la politica fiscale europea, appianando le discrepanza economiche tra i vari Stati membri.


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