il costo orario

Il guadagno orario

Qual è stato l’ultimo oggetto che avete acquistato dopo un lungo periodo di studio e di desiderio crescente e che una volta ricevuto avete a malapena guardato per metterlo velocemente nel dimenticatoio?

Il mio è stato… una trottola! Già, ma non una qualunque da pochi euro. Avrò passato settimane (e non sto scherzando) a navigare in questo sito valutando quale finitura fosse migliore per la mia trottola.

Foto di repertorio

Dopo tutto il tempo dedicato alla scelta, ho optato per la combinazione trottola + base e il 27 dicembre 2016 ho speso 56 euro per portarmele a casa.

Dopo averle ricevute le ho usate così poco che faccio fatica a ricordare dove le ho messe e devo usare una foto di repertorio per darvi un’idea degli oggetti in questione!

Una spesa stronza ma fondamentale, in quanto è stata l’ULTIMA spesa stronza.

Ogni volta che mi parte la voglia di comprare qualcosa mi dico:” Ti ricordi di quando hai comprato la trottola?” e la voglia passa istantaneamente.

I numeri, sempre loro!

Ok, la spesa è stata assurda e soprattutto inutile. Ma come fare per quantificarla?

L’unico modo che esiste è quello di darle un valore numerico e di conseguenza facilmente controllabile e paragonabile.

La domanda da farsi è:

Quante ore di lavoro mi è costata?

Il mio valore orario

E qui parliamo di un argomento fastidioso, difatti andare a spulciare i propri numeri e renderli chiari a se stessi è sempre doloroso in quanto ci mette di fronte alla verità.

Se vogliamo iniziare a prendere la vita per le palle però è un passo che è necessario fare. Altrimenti lei continuerà a prenderci per il culo.

I miei numeri

Dò il buon esempio e inizio ad esporre i miei numeri. Dato lo stipendio di circa 1450€ e calcolando 13esima e 14esima attorno ai 1200€, basta fare

(1450*12+1200+1200)/12 = 1650€ (stipendio mensile che include 13esima e 14esima)

1650/4/40 = 10.3€

Ogni ora che sto seduto su quella sedia mi fa guadagnare 10.3€

Vista in questo modo possiamo capire quanto cazzo sia sottopagato qualsiasi lavoro dipendente. O meglio, quanto sia strutturato male.

La cosa assurda e per nulla stimolante è che quei 10€ ci vengono dati sia se siamo iper produttivi o se siamo là per scaldare la sedia.

Ma non è la cosa peggiore!

La cosa peggiore è che non passiamo nessuna ora (ne a lavoro ne a casa) a pensare a come/cosa poter fare per mantenere inalterato l’introito senza bisogno che il nostro culo sia su quella sedia.

Però scaviamo ulteriormente verso il basso!

Già, a ben vedere facciamo di peggio. Le ore nelle quali sarebbe auspicabile riflettere sul come migliorare il nostro futuro le usiamo per creare catene ancora più forti che ci legano alla sedia.

Come?

Indebitandoci. Finanziando. Spendendo soldi che non abbiamo e che dovremo ripagare a forza di 10€.

Non fa più per me questo gioco!

Per fortuna sono riuscito a rompere questo sortilegio a fine ottobre quando ho estinto il finanziamento della macchina. E da allora ho deciso di investire il mio tempo cercando la via di fuga da questa equazione che tiene prigionieri milioni di persone.

Trottolando all’inizio

Tornando alla trottola posso dire che mi è costata 6 ore di lavoro. Anzi, all’epoca il mio stipendio era ben più basso quindi persino di più.

E’ come se mi avessero detto: “Giacomo, stai seduto su quella sedia per 6 ore. Allo scadere del tempo ti diamo una trottola“.

Avrebbero potuto vendermi la trottola nel miglior modo possibile ma la mia risposta sarebbe stata un gentilissimo: ” la trottola mettetevela pure dove sapete”.

Se ci fosse bisogno di una storia da raccontare per chiarire il concetto di “pessimo investimento” e “ignoranza finanziaria” questo sarebbe il racconto perfetto.

Creare non distruggere

Come dicevo stamattina nell’episodio del podcast, dobbiamo cercare di trattare la nostra vita come un’azienda

Dobbiamo avere solo investimenti, ovvero spese sostenute per generare profitti. I costi che non portano a nulla non devono essere presenti.

E’ chiaro che sia un’utopia e che qualcosa ogni tanto ci scappa (ed è giusto così), ma è un’ottima frase da tenere sempre a mente per evitare di cascare nel tranello del consumismo troppo spesso.

Se vi serve una mano perché vi sentite dipendenti dallo shopping, datemi il vostro indirizzo e corro da voi per tirarvi in testa la trottola! State certi che dopo rivedrete i vostri comportamenti!

E voi?

Avete mai fatto il conto del vostro guadagno orario? E’ superiore o inferiore a quanto vi aspettavate o a quando pensate di valere? Nel caso voleste richiedere un aumento… qui trovate la mia guida (con me ha funzionato!).

Iscriviti, bastano pochi centesimi del tuo tempo! E ricevi il mio ebook gratis.

 

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