Statistiche Link Affiliati

Link affiliati, si o no?

[scrivo questo post in seguito all’episodio numero 114 del podcast]

Cosa sono i link affiliati

Innanzitutto facciamo un passo indietro e capiamo cosa significa “Link Affiliato”.

Porto ad esempio Amazon, in quanto conosciuto da tutti.

In questa pagina possiamo iscriverci al programma e ci verrà dato un affiliate-id. Aggiungendo questi identificativo alla fine di ogni link che inseriamo nel nostro sito, Amazon registrerà tutti gli acquisti fatti dagli utenti che arrivano dal nostro sito e ci riconoscerà una percentuale.

La percentuale varia dall’1% al 12% in base alla categoria di prodotto.

Possiamo quindi vedere un link affiliato come un consiglio sull’acquisto. Un po’ come dire ad un amico: “vai in quel negozio che sono bravi”. In questo caso a noi non viene riconosciuto nulla, mentre Amazon (e molti altri siti) ci garantiscono una percentuale sulla vendita.

Funziona così per tutti i siti che hanno affiliazione. Ti registri, ti danno un identificativo e tutti gli utenti che acquistano sul sito tramite i tuoi link, ti generano un guadagno (per quanto misero).

Dobbiamo dichiaralo agli utenti?

Quasi tutti i siti o blog che utilizzano i link affiliati, alla fine di ogni articolo ci tengono a precisare la natura dei link inseriti nella pagina.

La restante parte non specifica nulla per paura di essere giudicati o di influenzare in maniera negativa l’utente a cliccare quel link sapendo che è “affiliato“.

Magari temono che l’utente si senta “mercificato” e crede che quello che legge sia solo per vendergli qualcosa.

Io non mi sono mai posto questo problema, ma credo sia giusto analizzare la mia posizione a riguardo!

Diventerò Milionario e le affiliazioni

Si, il blog utilizza i link affiliati (tramite Amazon e altri siti).

No, il blog non scrivere articoli appositamente per vendere prodotti.

La fase creativa dell’articolo parte da esperienze personali o da situazioni lette o viste, che di solito culminano con il pensiero

Cavoli, questo è interessante! Devo scriverci un articolo!

Credo (e spero!) che leggendo il blog si capisca che scrivo perché mi piace e perché ho voglia di condividere le mie idee su determinati argomenti.

Tutt’altra storia sarebbe se iniziassi a scrivere con in mente il pensiero:

Devo vendere questo oggetto. Cosa scrivo e dove metto i link per far si che più gente possibile lo compri?

Verrebbero fuori degli articoli assolutamente impersonali e privi di utilità (come di fatto se ne trovano a migliaia in internet) e inizierei a perdere visitatori (giustamente!).

Un esempio eclatante che posso fare sono gli articoli su ETF replay e sull’utilizzo di Fineco. Quella serie di articoli sono i più letti in assoluto sul blog ma NON contengono nessuna affiliazione. Non per scelta mia, ma per scelta di Fineco che non ha attivo nessun programma di questo tipo.

Ho cambiato soggetto delll’articolo? No di certo, perchè utilizzo quel servizio e di quello posso parlare.

Se Fineco dovesse cambiare politica, li attiverò, altrimenti pazienza!

EToro ha attivo un programma di affiliazione, ma non utilizzandolo non ho ancora scritto nulla a riguardo (e forse mai lo farò).

Perché non usarli?

Alla fine, e solo alla fine della scrittura dell’articolo, guardo se qualche link esterno può essere affiliato. Di certo non snaturo il contenuto o faccio aggiunte che stonano col resto, però se posso lo faccio.

E questo per due motivi:

1- Capire l’interesse che c’è dietro all’articolo. Se vedo che un articolo ha generato parecchi click (anche senza acquisti), deduco che l’argomento piace e mi segno di procedere con altri articoli simili o approfondimenti vari (dopo essermi documentato a dovere ovviamente).

2- Guadagnare!! Mi piace scrivere e mi serve per mantenere alta la concentrazione verso il mio obiettivo del milione, ma sapere che dietro a tutto questo c’è un guadagno, seppur piccolo, mi crea un senso di soddisfazione infinito.

Di fatto qualsiasi tipo di intrattenimento ci costa dei soldi. In questo caso stiamo parlando di pagare qualcosa con soldi non nostri.

Se li guadagni tu, ci perdo io

Purtroppo questa visione è molto diffusa, anche se a livello inconscio.

Mi da fastidio comprare qualcosa di cui tu parli perché so che ti farei guadagnare dei soldi.

In realtà le tre cose paradossali del ragionamento sono che:

1- Non ti costa nulla, paghi il tuo oggetto/servizio ne più ne meno di quanto faresti altrimenti

2- Se arrivi ad un prodotto tramite un mio link, vuol dire che ti sono stato d’aiuto

3- Se non passi da un mio link, al 95% utilizzi un link affiliato di qualcun altro. Quindi prendi tutte le informazioni da me e poi fai guadagnare qualcun altro. Di conseguenza invece che far crescere un blog nel quale trovi informazioni utili, magari dai soldi ad uno spammer che di contenuti utili non ne pubblica mai

Esempio chiarificatore

Vedo che Diventeromilionario.it pubblicizza un libro che mi interessa. Decido di non cliccare sul suo link perché mi da fastidio dargli dei soldi (soldi che non sono miei, ricordiamocelo!).

Siccome sono intelligente mi copio il titolo del libro e vado direttamente su Amazon a comprarlo.

Genio? No, stupido, perché c’è una grandissima probabilità che tu nei giorni precedenti abbia cliccato su un link affiliato Amazon di qualcun altro.

Siccome il link scade dopo uno/due giorni, rischi che per non far guadagnare me, tu faccia guadagnare qualcun altro.


Non mi sembra un ragionamento intelligente!


Usciamo i guadagni affiliati del blog

Finora, a due anni e mezzo dall’apertura del blog, i ricavi derivati dai link affiliati si attestano a 4.59€, tutti tramite Amazon. Come detto, non è l’entità del ricavo ma la soddisfazione di aver creato contenuto utile che ha avuto un seguito nella mente del lettore.

Come la pensate?

Qual è la vostra posizione a riguardo? Mi piacerebbe molto saperlo!

Di interessante c’è anche

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