La genialità di Halloween

La genialità di Halloween

Ieri pomeriggio sono andato in passeggiata postprandiale per digerire e prendere un po’ d’aria fresca.

Sebbene abiti in una zona periferica di un centro periferico, dove le strade sono di montagna e quindi molto irte e l’illuminazione è data da un lampione ogni 100 metri, ho notato una cosa abbastanza preoccupante.

Nel 90% delle finestre delle case che ho visto camminando c’erano esposti addobbi di Halloween. Non di quelli fatti in casa alla bene e meglio, ma appositamente comprati per l’occasione ed esposti con cura all’esterno del portone o sui davanzali.

Inoltre, giovedì sera, tornando a casa da lavoro ho visto per strada molteplici gruppetti di bambini vestiti di tutto punto vagare per i vari negozi urlando “Dolcetto o Scherzetto”.

Queste due situazioni sommate assieme hanno fatto salire in me la necessità di un post Polemarketing (polemico e di marketing!)

Povera Greta!

Punto primo, tutti gli addobbi comprati appositamente per l’occasione, così come i vestiti dei bambini e i loro accessori (fatti di plastica), il day after Halloween sono finiti certamente nella spazzatura (se non il day after, sicuramente entro aprile!).

E questo mi fa un po’ ridere e un po’ incazzare perché fino a poche settimane fa tutti erano d’accordo sul fatto che l’utilizzo della plastica debba essere limitato fino ad essere eliminato.

Se basta un’inutile festività per far dimenticare questo problema, mi viene da dire che

Non avete capito un cazzo

Bando alle ciance

Tralasciando i discorsi da vecchio pignolo e rompicoglioni e che non riguardano strettamente il denaro, passiamo al cuore dell’articolo.

Dove sta la genialità di Halloween?

La genialità di Halloween sta nel colpire al cuore la debolezza delle persone. Ovvero il loro desidero di appartenere e di apparire.

Mi spiego meglio, se io vedo che il mio vicino ha addobbato casa sua e io no… che figura ci faccio? In fin dei conti appartengo a questa comunità, metto due addobbi anche io così do il mio contributo (a cosa, poi?).

Va da se che non posso mettere solo una zucca microscopica sul davanzale, non posso sfigurare al confronto del mio vicino.

E così, in men che non si dica, abbiamo trasformato casa nostra in un maniero diabolico. Il tutto per una notte, il tutto senza sapere il perché e senza che neanche lo volessimo veramente.

Ancora non stiamo parlando di soldi

Già, ma ricordatevi la regola d’oro del Marketing

Non devi vendere il trapano, devi vendere il buco nel muro

Vendendo quindi la felicità che si avrà e che si donerà ai bambini travestendoli da morti e facendoli andare in giro a chiedere dolci (sanissimi) utilizzando come ricatto uno scherzetto (molto educativo), spingiamo le persone ad acquistare tutto il possibile per partecipare a quest’orgia consumistica della durata di una notte.

Il resto delle persone si aggregherà perché non vuole essere da meno, non per sentirsi felice.

La cosa bella, tornando all’inizio, è che vi partecipano anche persone insospettabili, quali gli anziani che vivono nelle case inerpicate nei monti, dove la possibilità che qualche bambino ci passi per fare dolcetto o scherzetto è bassissima.

Vanno al supermercato, vedono gli addobbi e dicono: “Perché no?”

Non capisco il punto… un post inutilmente polemico?

In parte si, ma per la maggior parte è un’utile lezione di marketing, polemarketing come dicevamo!

Non dovete vendere i costumi, dovete organizzare una festa con ingresso gratuito, dove bisogna andare vestiti in un certo modo.

Introducendolo lentamente, e aggiustando il tiro l’anno dopo in base a come hanno reagito le persone l’anno precedente.

Halloween infatti è stato introdotto così, pian piano e in punta di piedi all’inizio, aumentando sempre di più con l’andare degli anni.

Siate intelligenti, siate come Halloween!

Così avrete fatto bingo!

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