Apertura Partita IVA Forfetaria

E così fu… Partita IVA

Rileggendo gli inizi degli scorsi post, per giustificare l’assenza per diverse settimane, dichiaravo sempre: “sto provando ad avviare un nuovo business”.

E in verità, era proprio quello che stavo facendo

Il tutto si frantumava quando, dopo aver avuto l’idea e averla imbastita, avevo le mani legate perché senza partita IVA non si va da nessuna parte.

Imprenditorialmente parlando, almeno.

Come già anticipato, cercavo di vendere LEGO su eBay per capire se l’attività poteva decollare per renderla legale aprendo partita IVA.

Anche in questo caso, tutto era andato a rotoli quando, passata l’aria spendereccia di Natale, è arrivato il freddo febbraio a troncare qualsiasi illusione.

Il problema, su eBay come su Amazon, è che tu sei un numero. La gente cerca il prezzo migliore e tu sei in competizione con persone che riescono sempre, in un modo o nell’altro, a passarti avanti.

Unito al fatto che partivo da ZERO feedback, la salita era disperata.

Ma avevo trovato una nicchia

Ora non restava che mettere in piedi un e-commerce con un’anima. Dare valore e poi proporre i prodotti. Il mantra è:

Cerca di essere lo show televisivo, non la pubblicità che lo interrompe

Ma veniamo al nocciolo

Aprire partita IVA forfetaria

Ho la fortuna di avere un amico commercialista al quale, dopo che raccoglievo informazioni in Internet, mi rivolgevo per capire se tutto quello appreso era giusto.

Dopo diversi mesi, il 19 giugno 2019

Giacomo è diventato portatore sano di Partita IVA

Specifico che la mia attività è rivolta solo al mercato italiano. La tenuta della contabilità per paesi esteri sarebbe aumentata ma soprattutto la complessità di gestire spedizioni all’estero mi avrebbe creato non pochi problemi.
Si fa sempre tempo ad espandersi!

La procedura

Le tempistiche sono state incredibilmente veloci, sia per il canale preferenziale di amicizia, sia grazie alla procedura telematica che mi ha permesso di avere il tutto già la mattina seguente.

Documenti necessari

I documenti necessari per aprire partita IVA sono:

  • copia fronte retro carta di identità
  • codice fiscale
  • residenza
  • codice fiscale e partita IVA del datore di lavoro (se si è lavoratori dipendenti, vedremo più avanti l’importanza)

That’s it!

E’ necessario poi firmare una delega al commercialista per la presentazione della richiesta e mettersi in attesa!

Il costo di questa richiesta è di 32€ (una tantum all’iscrizione) e 53€ all’anno.
N.B. Per avere la conferma di queste cifre attendo la fattura del commercialista, poi provvederò a correggerli eventualmente. Comunque le cifre sono giuste euro più euro meno.

Costi di gestione

I costi per la dichiarazione dei redditi annuale è di circa 200-250€, anche qui correggerò i costi a fattura ricevuta.

Coefficiente di reddito della partita IVA Forfetaria

E qui arriviamo alla parte interessante! Come il nome ci fa capire, le tasse si pagano su una percentuale fissa dell’incassato (si, esatto, dell’incassato).

Tanto per intenderci, non scarichiamo spese per abbassare la tassazione o altri trucchi per ridurre la pressione.

Quello è e su quello si paga

Nel mio caso, essendo un e-commerce con codice ATECO

47.91.10 – COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PRODOTTI VIA INTERNET

La tassazione è sul 40% dell’incassato. Ma varia da codice a codice.
I commercialisti, ad esempio, pagano sul 78%.
Lascio a fondo pagina una tabella con i vari coefficienti di redditività.

Percentuale di tassazione al 15%

La tassazione sul coefficiente di redditività è del 15%.

Nel mio caso quindi il 15% del 40% dell’incassato.

Questo per sempre, fintanto che non si supera la soglia di 65.000€.

Ma io voglio la tassazione al 5%!

E fai bene a volerla! Da gennaio 2019, rispettando certe condizioni, si può accedere alla tassazione del 5% per i primi 4 anni (5 anni se under 35 e over 55).

Le condizioni sono le seguenti:

  • non aver esercitato nei 3 anni precedenti l’inizio dell’attività: attività artistica, professionale, d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività esercitata non potrà essere la mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, ad esclusione del praticantato obbligatorio svolto ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • per poter proseguire l’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, è richiesto che i ricavi o compensi derivanti, realizzati nell’anno precedente, siano entro la soglia limite di reddito previsto dalla nuova nuova normativa flat tax start up.

E io ci sono dentro, fortunatamente

Non ci sono altre spese?

Ricapitolando, finora abbiamo 53€ annuali, 32€ una tantum e 250€ circa di commercialista.

Queste sono tutte le spese fisse che avremo! Il resto lo paghiamo in base all’incassato.

E l’INPS?

Ricordate poco sopra dove avevo indicato come documenti da inviare al commercialista anche codice fiscale e partita IVA del datore di lavoro?

Ora vi spiegherò il perché, se siete dipendenti full-time, potete richiedere l’esenzione dal pagare l’INPS (lo pagate già con l’azienda).

Non mi sono informato in merito, ma parliamo di diverse migliaia di euro, ALMENO.

Fare fattura

Eh già, d’ora in avanti dovrò fare fattura. Questo regime particolare ha un paio di imposizioni nel fare fattura (settimana prossima ho un incontro col commercialista a riguardo quindi potrò essere più preciso).

  • Va scritta una dicitura particolare in Fattura che specifica che ci troviamo in questo regime forfetario
  • L’IVA non va esposta in fattura. Quindi, per essere chiari, non c’è scorporo. I prezzi indicati si intendono IVA inclusa SEMPRE.

La tenuta della contabilità

Nonostante non si possano scaricare le spese, il commercialista mi ha detto di tenere tutte le fatture delle spese, che andranno indicate a titolo di indagine nella mia dichiarazione.

Spero di essere stato esaustivo e di aiuto con questo post che andrà man mano perfezionandosi col passare del tempo.

Spero inoltre di potervi comunicare quanto prima l’avvenuta prima vendita (l’e-commerce non è ancora online, in ogni caso)

Ciao!


Di seguito la tabella con i coefficienti di redditività, presa qui

Gruppo di settore Codici attività ATECOCoefficiente di Redditività
1Industrie alimentari e delle bevande(10 – 11)40%
2Commercio all’ingrosso e al dettaglio45 – (da 46.2 a 46.9) –
(da 47.1 a 47.7) – 47.9
40%
3Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
4Commercio ambulante di altri prodotti47.82 – 47.8954%
5Costruzioni e attività immobiliari(41 – 42 – 43) – (68)86%
6Intermediari del commercio46.162%
7Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione(55 – 56)40%
8Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi(64 – 65 – 66) –
(69 – 70 -71 – 72 – 73 – 74 – 75) –
(85) – (86 – 87 – 88)
78%
9Altre attività economiche(01 -02 – 03) – (05-06-07-08- 09)-
(12 – 13 – 14- 15 – 16 – 17 – 18 -19 – 20- 21 – 22 – 23 – 24- 25 – 26- 27 –
28 – 29 – 30- 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) –
(49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59- 60-61 -62 – 63) –
(77 – 78 – 79 – 80- 81 – 82) -(84) –
(90 -91 -92 – 93) – (94 – 95- 96) –
(97 – 98) – (99)
67%

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