Flat tax per i ricchi

Flat tax e i giusti vantaggi per i ricchi

Titolo volutamente polemico!

Anticipo già che non parlerò di argomenti noiosi quali cos’è la Flat Tax, quali sono le varie proposte ecc.

Voglio solo fare una riflessione di getto che mi è venuta sentendo la notizia per radio di Salvini che tranquillizza tutti dicendo che la Flat tax sarà per il ceto medio, per le famiglie con figli e le imprese. Non sarà una manovra rivolta ai ricchi.

E già qua mi altero

Perché questa differenza di definizione tra “ceto medio, famiglie (con figli per giunta), imprese” e “ricchi”? Perché non differenziarli semplicemente chiamandolo poveri e ricchi? Oppure tra ceto medio e ceto abbiente?

Aria di paraculaggine, ovvio.

Ma se non ci si fa caso si finisce col sentire le notizie soprappensiero (“tanto sono sempre le stesse cose e non cambia mai nulla”, cit.) e facciamo nostro il messaggio che vogliono far passare, ovvero che i ricchi sono il male, brutti cattivi e tirchi, ma finalmente stavolta con questa manovra rimangono a bocca asciutta e i benefici arrivano a noi.

Sapete cosa? Sono convinto che tutti questi ricchi brutti e cattivi abbiano già investito molto tempo per capire cosa sia e come sia strutturata questa flat tax (o abbiano pagato qualcuno per farlo al posto loro) per poterne trarre il massimo beneficio per la loro impresa o attività.

Brutti cattivi e tirchi, appunto. Sempre a pensare al guadagno.

Viceversa, quanti del ceto medio hanno mosso il culo per cercare di capire come funzioni o capire come sfruttare al meglio la situazione? O magari abbiano valutato l’idea di aprire una partita iva in contemporanea col lavoro dipendente!

“Eh, bravo, poi mi tocca lavorare anche a casa. E rinunciare al calcetto”.

Lascia che ti dica che tu, lavorando 8 ore al giorno, stai realizzando i sogni dei tuoi capi. Tu non ne hai? Non vale la pena investire del tempo anche in quelli? E magari un giorno lavorare solo per quelli
?

Chi vuole, trova un modo, chi non vuole, trova una scusa

Perché vorrei guadagnare di più, prendere tutti i benefit che mi spettano, però non voglio smazzarmi. Poi mi chiedono di fare l’ISEE… tutto troppo complicato.

Ma sto cazzo

Fallo e non rompere!

E parlo in primis di me, Giacomo, che devo portare i documenti per il calcolo dell’assegno familiare.

Da tre mesi.

Un coglione.

C’è un motivo se non sono ancora milionario… Mentalità sbagliata.

Ora potreste essere portati a pensare: ecco Giacomo il paladino dei ricchi, che vorrebbe essere uno di loro e li difende.

No e no!

Facciamo un esempio

Immaginate di essere cresciuti giocando a scopa.

Il gioco vi piace.

Vi impegnate, ci ragionate e ad ogni partita migliorate.

Iniziate a vincere qualche torneo e a farvi un nome.

Un giorno, mentre state stracciando un ragazzo che sa a malapena le regole (non perché giochi da poco, ma perché non se ne è mai interessato), la folla inizia ad alterarsi e incattivirsi nei vostri confronti.

Il locale decide così, per il torneo successivo, di cambiare le regole.

Saranno dirette a favorire il gioco di chi è meno bravo a discapito di chi sa giocare bene.

Allora le persone iniziano a passarvi vicino e dire: “ah, finalmente la smetti di vincere!”.

Indispettito e deluso cambiate locale. Ne trovate uno dove le persone sono competitive e vogliono migliorare sempre, per poter eccellere.

Rimanete, ovviamente, nell’ambiente dove si gioca per divertirsi, migliorare e vincere.

Nel vecchio locale invece c’è una corsa verso la mediocrità, le regole continuano a cambiare per premiare non si sa bene chi. Non lo sa di preciso chi fa le regole e non lo capiscono i clienti, ma non importa.

L’importante è dare l’illusione ai clienti di poter, prima o poi, vincere senza nessun tipo di merito. In realtà non succederà mai ma, anche questo, non importa.

Trovate qualche similitudine?

Cervelli in fugaleggi incomprensibili e mai applicabili ma sempre e solo interpretabili… crescita economica ferma?

Tutto questo è nato da un’interessante discussione con mia moglie (libera professionista) che spero di poter riassumere quanto prima.

E voi, cose ne pensate?

Mi piacerebbe davvero sentire il vostro parere a riguardo! (Non discussioni politiche ovviamente)

One Comment

  • Lamiatredicesima

    Ciao Giacomo, articolo interessante ma “pericoloso”, nel senso che parlare pubblicamente di politica è sempre delicato e si rischia di scatenare le tifoserie di una parte o dell’altra.
    Personalmente non sono ricco e nonostante questo non invidio per nulla i ricchi, anzi li ammiro e cerco di carpire i segreti della loro gestione finanziaria. Tutto ciò alla faccia delle sinistre e popolame vario che fanno dell’invidia sociale una bandiera, dove il “ricco” è visto come un satanasso da distruggere. Purtroppo però la realtà è ben diversa, ovvero i ricchi muovono gran parte dell’economia e pagano gli stipendi a moltissima gente.
    Portando questo concetto all’estremo si potrebbe riassumere così:
    No ricchi, no lavoro .
    La storia ci insegna che dall’alba dei tempi (e sarà così anche in futuro) fino ai giorni nostri c’è sempre stato un ricco e un povero. La sfida della politica o di chi gestisce il potere, è quella di far sì che la differenza tra questi due estremi non si allontani “troppo” in modo da evitare ribellioni o guerre. Va da sè che in passato questa differenza sia stata utilizzata strumentalmente per fomentare rivolte sanguinarie ma tendenzialmente, alla fine i ricchi rimangono ricchi.
    Tutto questo pippone a che pro?
    Semplice, due concetti chiave:
    1- non asperttarti mai che il potente di turno possa difendere gli interessi dei poveri e se lo fa è solo fumo negli occhi o quantomento lo fa per un altro fine.
    2- invece di incanalare/sprecare la tue energie in modo negativo (tipo l’invidia sociale o altro), cerca di usare le tue energie in modo positivo cercando di migliorare la tua condizione finanziaria e sociale.

    ciao – leguf

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