Bravo ricco, stupido povero

Dopo diversi mesi passati ad informarmi sul migliore modo per aumentare il mio guadagno, partendo dai classici video su come passare da 0 a 1000€ al giorno (pensandoci, preferirei trovare video intitolati da 0 a 500€ al mese o da 0 a 10€ al giorno… sarebbero molto più credibili), passando per tutorial su dropshipping e finendo col fondare startup, ho capito che il nocciolo del problema non era li.

L’illuminazione mi è venuta quando ho scoperto Robert Kiyosaki. Mi ha fatto capire che non bisogna focalizzarsi solo nell’aumentare il proprio guadagno. Almeno non subito.

Il primo passo deve essere una presa di coscienza riguardo la nostra conoscenza del denaro. A partire banalmente dalla lettura di una busta paga, o dalla compilazione del 730, o di che spese si possono detrarre e quali no. Tutte cose di cui io ero completamente ignaro. E come vale per la legge, l’ignoranza non è considerata una scusante.

Perché disinteressarsi dello stipendio

Ma perché? Perché lavorare 8 ore al giorno e poi disinteressarsi dell’imbuto in cui finiscono i miei soldi prima di arrivare a me? E’ tanto semplice quanto inquietante. Perché siamo abituati così, ci fidiamo delle persone sopra di noi e in fin dei conti non ci interessa (già fatico a lavoro, devo faticare anche per leggere la busta paga?). Siamo davvero sicuri che le persone sopra di noi facciano davvero di tutto per il nostro bene? Pensate per un attimo alla catena che si andrebbe a creare se a sua volta chi gestisce i vostri soldi ragioni così. Andremmo a risalire fino a trovare la persona che con le sue decisioni influenza le scelte e i pensieri di tutti quelli che “E’ troppo faticoso pensare ai soldi”, “Non ci capirò mai nulla”, “Pago qualcuno per farlo”.
E badate bene, non è scontato che colui che tira le fila della situazione se ne intenda, (quante volte abbiamo sentito di commercialisti che sbagliano i conti e fanno uscire i clienti dal regime dei minimi, giusto per fare un esempio) l’unica differenza è che lui ha deciso di prendere in mano le redini del gioco attraendo di conseguenza il restante 99.9% delle persone che per un motivo o per l’altro vogliono che qualcuno decida per loro.

E’ come se una persona vi dicesse:

“Gestisci tu i miei soldi, per favore. Ti pago. Fai quello che vuoi, a me non interessa. Mi basta avere una cifra in banca a fine mese”.

Non accettereste? E se fossero 100 persone? 1000? Ora capite perché fa comodo a tutti questa situazione. I ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri si dannano l’anima per arrivare e fine mese sbavando davanti alle vetrine dei centri commerciali guardando un televisore 40 pollici.

Quest’ultima frase mi fa incazzare da morire, perché rappresenta la realtà.

Ignoranza finanziaria

Per la persona media, il guadagno è l’unica variabile su cui si possa lavorare. La spesa e i costi, beh, non dipendono da me e quindi non possono essere modificati. Giusto? In parte! Non si possono modificare ma si possono cercare alternative più economiche (mooolto più economiche) e senza addentrarsi troppo in discorsi complicati.

Giusto l’altro giorno stavo controllando il contratto firmato con un’assicurazione presso la quale deposito 50€ al mese per 20 anni (purtroppo quello era il vecchio me!). Ricordo ancora benissimo la signora che mi spiegava i vari rendimenti dei fondi, il guadagno a fine contratto ecc ecc. Io annuivo dicendo: si, in effetti non è male, li metto qui se no li sperpererei. Ma come mi è saltato in mente di non chiedere di quanto sono i costi di gestione? O i costi per ogni versamento (50cent a versamento… l’1% (UNO!) se mantengo i 50€). No, no, assoluta follia. Ma non è un problema, ormai mi sono svegliato dal torpore e sono in tempo per fare scelte migliori nel futuro (e fare anche errori, ma almeno ne sarò consapevole). Come dicevo prima, l’ignoranza non è più considerata una scusa valida.

Investire in borsa

E qui si apre un mondo. Già mi immagino la faccia delle persone a cui lo si dice! “Perché butti via i soldi?” “Non potrai mai guadagnare” ecc.

Beh, continuate a seguire questo blog e vi convincerete che la realtà è ben diversa!

2 Comments

  • Bierlollo

    Tenere d’occhio le proprie spese è il punto di partenza per crearsi un tesoretto.
    Bisogna creare una strategia, ricordando che ci si può permettere di spendere quello che non è dedicato al risparmio, e non risparmiare quello che non si è speso (ovvero forzarsi ad accantonare un certo importo tutti i santi mesi).
    I risparmi vanno poi investiti, con obiettivi a lungo termine (a maggior ragione se sei giovane) potendoti quindi permettere di prenderti rischi maggiori.
    Personalmente già da tempo ho iniziato questo circolo virtuoso (mi avvicino ai 40 anni) e l’obiettivo di ritirarmi dal lavoro e vivere di rendita entro i 55 anni mi sembra sempre più plausibile.
    Continua così!

    • admin

      Grazie! Il tuo blog, assieme ad altri, è stato fonte di grande ispirazione. Ho iniziato il percorso da appena un anno ma più leggo libri e articoli e più mi convinco di quanto si assolutamente fattibile. Sebbene ora la mia palla di neve ha appena iniziato a rotolare e quindi i progressi sono minimi. Ma non mi scoraggio. Tanto più che prima o poi bisogna iniziare!
      Buona giornata.

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